Firenze, il PD boccia ancora il crocifisso a scuola ma difende le aule-moschea
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**Firenze si arrende all’Islamizzazione: in Consiglio comunale scoppia la guerra per il Crocifisso**
Firenze, 3 marzo 2026 – Mentre il crocifisso viene cancellato dalle aule e il presepe diventa “offensivo”, una scuola pubblica della città apre le porte alle preghiere islamiche durante il Ramadan. È la fotografia perfetta dell’Islamizzazione in atto nell’ex culla del Rinascimento cristiano. E ieri in Consiglio comunale la tensione è esplosa.
Il consigliere della Lega Guglielmo Mossuto ha osato dire ciò che la sinistra non vuole sentire: «La Lega non è per la sottomissione. Tutti questi islamici a cui voi vi inchinate poi non vi voteranno». Parole che hanno fatto saltare sulla sedia l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti, fino al punto che Mossuto le ha intimato «Stai zitta». Risultato? Polizia municipale in aula per separare i consiglieri e seduta sospesa per 45 minuti. Uno spettacolo indegno, ma rivelatore.
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Tutto nasce da una domanda di attualità sulla bocciatura – da parte della giunta di sinistra – della mozione di Noi Moderati che chiedeva di riportare crocifisso e presepe in tutte le scuole di Firenze. Nello stesso intervento Mossuto ha ricordato quanto accaduto all’Istituto Sassetti-Peruzzi: la dirigenza ha concesso un’aula agli studenti musulmani per le preghiere del Ramadan. Un segnale chiaro: lo spazio pubblico italiano si svuota dei suoi simboli millenari per fare posto a quelli di una religione che, in nome della “diversità”, avanza senza sosta.
L’assessora all’Educazione Benedetta Albanese ha risposto con la solita litania politically correct: «La scuola non è campo di battaglia delle ideologie». Traduzione: il crocifisso è ideologia, la preghiera islamica è “dialogo” e “libertà religiosa”. Peccato che quella stessa libertà venga regolarmente negata ai cristiani in decine di Paesi islamici. Ma a Firenze evidentemente vale la regola del doppio standard: sottomissione a senso unico.
La sindaca Sara Funaro ha parlato di “atteggiamento aggressivo, poco rispettoso e sessista”. La solita arma del vittimismo di genere per non affrontare il nodo vero: Firenze sta perdendo la sua identità cristiana. Il Partito Democratico ha rincarato la dose definendo il linguaggio di Mossuto «uno schiaffo alla democrazia». Eppure è proprio la democrazia a essere schiaffeggiata quando una maggioranza di centrosinistra decide che il simbolo della nostra civiltà è negoziabile mentre le richieste islamiche diventano intoccabili.
Il lapsus del vicepresidente Vincenzo Pizzolo che ha chiamato Mossuto “assessore” (“per fortuna ancora”, ha aggiunto) la dice lunga sul livello di confusione che regna in quell’aula. Ma la confusione vera è culturale: si preferisce umiliare il consigliere che difende le radici italiane piuttosto che ammettere che l’Islamizzazione procede a passi da gigante anche nella città di Dante.
Mentre la conferenza dei capigruppo cercava di “ricucire”, fuori dal Palazzo Vecchio la realtà continua: sempre più scuole che rimuovono i crocifissi per “non offendere”, sempre più palestre e aule trasformate in moschee temporanee, sempre più assessori pronti a inchinarsi di fronte alla demografia che cambia.
Mossuto ha detto una verità scomoda: inchinarsi non porta voti, porta solo ulteriore pretese. L’Islam non si integra, si sostituisce. Firenze ne è l’ennesima prova. Oggi tocca al crocifisso, domani toccherà a tutto il resto. E la sinistra applaude mentre chiama “democrazia” la propria resa.


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