Hormuz chiuso, Iran affonda nave che tentava passaggio

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By V marzo 4, 2026 12:50

Hormuz chiuso, Iran affonda nave che tentava passaggio

**Stretto di Hormuz chiuso: non solo gas e petrolio. Ora crolla anche l’alluminio e le grandi compagnie di navigazione fuggono dal Golfo. L’Europa paga il conto della guerra altrui**

**Londra / Bruxelles / Roma, 4 marzo 2026** – Il blocco dello Stretto di Hormuz non sta solo strangolando il gas e il petrolio. Sta strangolando anche l’alluminio. E adesso anche il trasporto marittimo globale sta abbandonando la zona. L’Europa, già in ginocchio per le bollette energetiche, rischia il collasso industriale completo.

I prezzi dell’alluminio sul London Metal Exchange (LME) sono schizzati del **+3,8% in un solo giorno**, arrivando a **3.315 dollari per tonnellata**. Il motivo? QatarEnergy ha fermato non solo la produzione di GNL, ma anche quella di alluminio nello stabilimento Qatalum (joint venture con Norsk Hydro). Gli attacchi iraniani hanno costretto allo shutdown totale. La ripresa? Potrebbe richiedere **6-12 mesi**, secondo fonti del settore.

La Federation of Aluminium Consumers in Europe (FACE) ha lanciato l’allarme più duro di sempre:
«L’Europa è ostaggio del Stretto di Hormuz. Le nostre catene di approvvigionamento sono a rischio collasso sistemico».

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Ma non finisce qui. Oggi arriva la notizia che chiude il cerchio: la gigante cinese **COSCO** ha annunciato la **sospensione completa della navigazione delle sue navi nel Golfo Persico**. Prima di lei avevano già fatto lo stesso i colossi europei Maersk e CMA CGM. Nonostante le dichiarazioni roboanti di Trump («il canale resta aperto, manderemo convogli»), i più grandi armatori del mondo stanno scappando per motivi puramente economici. Il rischio è troppo alto, le assicurazioni hanno alzato i premi a livelli proibitivi, le navi costano centinaia di milioni. Il mercato ha deciso: il Golfo è zona morta.

Questa è la prova definitiva: lo Stretto di Hormuz non è più solo “chiuso formalmente” dai Pasdaran. È **chiuso dal mercato stesso**. Le petroliere, le metaniere e ora anche le portacontainer stanno fuggendo. E l’effetto sarà esponenziale: più la guerra dura, più le compagnie si ritirano.

### L’Italia è tra i Paesi più colpiti, come sempre

La nostra industria dell’alluminio (fonderie, estrusione, laminazione) è strategica per automotive, meccanica, packaging alimentare, edilizia e aeronautica. Con i prezzi già esplosi e il rischio concreto di shortage fisico, decine di aziende italiane rischiano la chiusura o la delocalizzazione immediata.

Tutto questo mentre paghiamo già bollette del gas alle stelle (TTF oltre 61 €/MWh) per aver tradito il gas russo via tubo – quello stabile, economico e sicuro a 15-25 €/MWh – e averci legato mani e piedi al GNL del Golfo che oggi non arriva più.

### L’oligarchia occidentale ha scelto la rovina dell’Europa

Questa non è una “crisi energetica” casuale. È il risultato diretto delle scelte suicide dell’oligarchia atlantista:
– Hanno attaccato l’Iran per impedire qualsiasi accordo e mantenere il caos controllato.
– Hanno distrutto i gasdotti russi (Nord Stream saltato in aria) e chiuso i rubinetti del petrolio e del gas più conveniente del pianeta.
– Hanno costretto l’Europa a dipendere dal Golfo (Qatar, Emirati, Arabia Saudita), gli stessi regimi che ci vendono energia a prezzo di ricatto mentre finanziano l’islamizzazione e l’immigrazione di massa.

Ora il conto arriva tutto insieme: gas bloccato, petrolio alle stelle, alluminio in crisi, navi che fuggono dal Golfo. E chi paga? Le nostre imprese, le nostre famiglie, i nostri operai. Non i signori della guerra di Washington, non i burocrati di Bruxelles, non i politici che continuano a parlare di “solidarietà atlantica” mentre le fabbriche italiane chiudono una dopo l’altra.

Goldman Sachs avverte: se il blocco dura un mese, i prezzi dell’alluminio europeo potrebbero arrivare a 3.600 dollari/tonnellata. Un disastro per la manifattura.

### Basta con questa follia suicida

L’Italia non può più essere la vittima sacrificale di guerre che non ci appartengono.

Abbiamo permesso che Sigonella e le altre basi americane sul nostro territorio venissero usate per scatenare questo inferno. Abbiamo rinunciato alla sovranità energetica per compiacere chi ci usa come portaerei nel Mediterraneo. Abbiamo sacrificato la nostra industria sull’altare dell’atlantismo.

Ora l’alluminio – metallo strategico per migliaia di imprese italiane – diventa l’ennesima vittima di questa scelta criminale. E le grandi compagnie di navigazione (cinesi ed europee) stanno confermando con i fatti quello che noi diciamo da mesi: il Golfo è diventato una trappola mortale.

**Riaprire immediatamente i gasdotti e gli oleodotti russi non è più un’opzione politica.**
È una necessità di sopravvivenza nazionale.

Basta ipocrisia.
Basta fare gli utili idioti per guerre decise altrove.
Basta sacrificare il futuro dell’Italia per compiacere l’oligarchia occidentale che ci sta portando alla rovina.

L’Europa sta pagando con la propria carne la follia di chi ha preferito bombardare l’Iran invece di garantire pace, energia e industria ai popoli europei.

**L’Italia prima di tutto.**
L’energia per gli italiani prima di tutto.

O continuiamo a morire di bollette, di crisi industriale e di alluminio introvabile per guerre che non sono nostre.
La scelta è solo nostra.

Hormuz chiuso, Iran affonda nave che tentava passaggio ultima modifica: 2026-03-04T12:50:14+00:00 da V
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By V marzo 4, 2026 12:50
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