L’ISLAMICO DI FDI PRESENTA LA PIÙ GRANDE MOSCHEA D’EUROPA A VENEZIA – VIDEO
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**L’INFILTRAZIONE È COMPLETATA: IL BENGALESE DEL PARTITO DI MELONI STA COSTRUENDO LA PIÙ GRANDE MOSCHEA D’EUROPA A MESTRE CON LA BENEDIZIONE DI FRATELLI D’ITALIA**
Questo è Prince Howlader, dirigente bengalese di Fratelli d'Italia e candidato a Venezia, che spiega come stanno costruendo la più grande moschea d'Europa a Mestre con la benedizione del partito di Meloni. pic.twitter.com/hAMHINqMMV
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) March 4, 2026
Il simbolo in testa lo abbiamo aggiunto noi. Perché non è giusto che un membro così prestigioso del partito di Meloni non ostenti la sua appartenenza.
**Mestre sotto assedio islamico. Mentre la destra italiana promette “difesa dei confini” e “valori cristiani”, un dirigente bengalese del partito di Giorgia Meloni – candidato alle comunali di Venezia – sta realizzando il sogno della umma: una mega-moschea da 1.500 posti, una delle più grandi d’Europa, proprio nel cuore della città.**
Si chiama **Prince Howlader**, nato in Bangladesh nel 1993, arrivato a Mestre a 7 anni, naturalizzato italiano. Oggi è membro del coordinamento e del direttivo di **Fratelli d’Italia a Mestre-Carpenedo**, portavoce ufficiale della comunità bengalese (oltre 10-20 mila persone nella zona) e candidato ufficiale del partito di Meloni per le amministrative 2026.
Nel video che sta facendo il giro del web (pubblicato dall’account CriminImmigr*ti), Howlader spiega con orgoglio come stanno procedendo i lavori: ruspe già in azione sul terreno di via Giustizia, ex segheria Rosso acquistata dalla sua associazione “Giovani per l’Umanità”. Costo stimato: **10-15 milioni di euro**, raccolti anche con donazioni dal Bangladesh durante il Ramadan. Biblioteca, sale per donne, centro studi, ristorante halal, parcheggi interrati e – ovviamente – la sala di preghiera centrale. Tutto con la benedizione silenziosa di chi, a Roma, continua a parlare di “integrazione” mentre la bandiera verde dell’Islam sventola sempre più alta.
La Lega locale (l’unico che ha ancora un po’ di spina dorsale) ha urlato chiaro e tondo: **«Con noi al governo, mai»**. Ma Fratelli d’Italia? Silenzio complice. Anzi: lo hanno accolto nel direttivo, gli hanno dato visibilità, lo candidano. Come se bastasse una tessera del partito per trasformare un attivista islamico in “italiano perbene”.
**Questa non è integrazione. È conquista.**
È la classica strategia dell’infiltrazione: prima entrano con i ricongiungimenti familiari, poi ottengono la cittadinanza, poi fondano associazioni “umanitarie”, poi si candidano con la destra “sovranista”, infine costruiscono le moschee che cambieranno per sempre il volto delle nostre città. Mestre sta diventando la nuova Molenbeek italiana, e il partito che doveva fermare l’invasione gli sta aprendo le porte.
Prince Howlader parla di “valori condivisi su famiglia e sicurezza”. Quali valori? Quelli che in Bangladesh puniscono l’apostasia con la morte? Quelli che vedono la donna come proprietà? Quelli che considerano l’Italia terra di conquista da islamizzare gradualmente?
La comunità bengalese ha già migliaia di voti. Li stanno usando per comprare varianti urbanistiche, permessi, silenzio. E mentre la sinistra li usava come “marionette per fare numero”, la destra di Meloni gli sta consegnando direttamente le chiavi della città.
**Basta ipocrisia.**
L’Islam non si integra. Si espande. E quando lo fa dentro i partiti che dovrebbero difenderci, il tradimento è doppio e imperdonabile.
Italia sotto assedio. Mestre è solo l’inizio.
Se anche la destra si inginocchia davanti al minareto, chi resterà a difendere il nostro Paese?


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