Extracomunitari aggrediscono esponente Lega e i suoi genitori

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By V marzo 4, 2026 22:59

Extracomunitari aggrediscono esponente Lega e i suoi genitori

**Caserta sotto assedio: branco di extracomunitari aggredisce esponente della Lega e i suoi genitori in pieno centro – Coisp lancia l’allarme: “Basta violenza gratuita e senso di impunità”**

Caserta, 5 marzo 2026 – Non è più cronaca, è un bollettino di guerra. In via Cesare Battisti, nel cuore della città, a due passi dalla sede della Lega, un esponente del partito è stato assalito come un nemico in terra conquistata. Maurizio Raimondi, attivista leghista e voce instancabile contro il degrado che sta divorando Caserta, è finito nel mirino di un branco di stranieri. Non una lite tra italiani. Non un regolamento di conti tra locali. Un’aggressione in piena regola da parte di individui di origini extracomunitarie che lo hanno scambiato per qualcun altro, lo hanno strattonato, tirato per la maglia e il giubbotto, e poi si sono scagliati anche contro l’auto dei genitori in attesa poco più avanti. Calci, pugni sulla carrozzeria, strattoni ai familiari. Uno di loro filmava tutto, come un trofeo da postare. Solo la prontezza del padre ha evitato il peggio: ha caricato il figlio e si è allontanato a tutta velocità. Per fortuna ne sono usciti illesi. Ma lo choc resta. E la città trema.

Raimondi, noto per i suoi video su “Sputo fatti di Caserta” dove denuncia senza paura spaccio, risse e degrado quotidiano nel centro storico, non ha nascosto la rabbia e la tristezza: «La mia città non è più sicura. Non è più la città che volevo, non è più la città che sognavo. Ne dobbiamo prendere atto». Parole pesanti, pronunciate da chi ogni giorno si espone in prima linea per difendere i casertani. Proprio lui, che combatte per restituire dignità a piazze e strade, è stato aggredito mentre camminava nel centro che dovrebbe essere di tutti. E il branco ha colpito anche la sua famiglia. Un segnale chiaro: nessuno è al sicuro. Nemmeno chi alza la voce.

A far tremare ancora di più la coscienza collettiva è l’intervento dello zio di Maurizio, Giuseppe Raimondi, Segretario Nazionale e referente per Campania e Basilicata del sindacato di Polizia Coisp. Con durezza e lucidità ha definito l’episodio per quello che è: «L’ennesimo atto di violenza gratuita che ferisce il nostro territorio». Ha raccontato la paura vissuta dai familiari e ha puntato il dito contro il clima di terrore che ormai avvolge Caserta: «Ciò che mi ha scosso ulteriormente sono stati i numerosi messaggi di solidarietà sui social, che però manifestano anche la profonda paura di chi ormai ritiene Caserta una città pericolosa. È inaccettabile che una donna, un giovane o una famiglia non possano passeggiare serenamente senza temere per la propria incolumità».

Ma il segretario Coisp non si è fermato alle condanne di circostanza. Ha lanciato un grido di allarme che ogni italiano onesto dovrebbe fare proprio: «Da anni invochiamo leggi speciali mirate a eliminare i benefici per chi compie reati violenti, affinché la pena venga scontata effettivamente in carcere. Attualmente, il sistema normativo spesso non prevede la detenzione per condanne inferiori ai due anni. Un’aggressione con lesioni lievi o nulle si traduce spesso in pene esigue che, tra benefici e riti alternativi, non portano il colpevole a scontare nemmeno un giorno di cella. È proprio questo diffuso senso di impunità a alimentare la delinquenza e a privare i cittadini della libertà di vivere la propria città in sicurezza».

Eccola, la radice del male. Non è “degrado generico”. È il risultato di anni di immigrazione incontrollata, di porte spalancate senza regole, di clandestini che arrivano e trovano un sistema giudiziario che li accoglie a braccia aperte mentre punisce chi osa difendersi. Caserta non è un caso isolato: è lo specchio dell’Italia che sta sprofondando. Piazze trasformate in bivacchi, aggressioni a catena, famiglie terrorizzate. E mentre i cittadini pagano il prezzo in sicurezza e libertà, i responsabili spesso tornano in strada il giorno dopo, protetti da leggi che sembrano scritte apposta per tutelare il delinquente straniero piuttosto che la vittima italiana.

Basta. È ora di dire basta con la retorica buonista. Basta con il politicamente corretto che ci impedisce di chiamare le cose con il loro nome: invasione, violenza importata, sostituzione. Maurizio Raimondi e la sua famiglia sono stati aggrediti perché in questa Italia alla rovescia chi denuncia il problema diventa bersaglio. Il Coisp ha ragione: servono leggi speciali, pene certe, espulsioni immediate per chi commette reati gravi. Serve chiudere i rubinetti dell’immigrazione selvaggia. Serve restituire alle forze dell’ordine gli strumenti per fare il loro dovere senza essere ostacolate da magistrati ideologizzati.

Caserta oggi è in ginocchio. Ma non è sola. Ogni città italiana rischia la stessa sorte se non si interviene ora, con durezza e senza pietà. I casertani hanno il diritto di riappropriarsi delle loro strade. Gli italiani hanno il diritto di vivere in sicurezza nella propria terra. Chi ha aperto le porte al caos ne risponda. Prima che sia troppo tardi.

Extracomunitari aggrediscono esponente Lega e i suoi genitori ultima modifica: 2026-03-04T22:59:24+00:00 da V
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