Bologna sotto assedio: la sinistra difende i clandestini che rubano

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By V marzo 5, 2026 23:35

Bologna sotto assedio: la sinistra difende i clandestini che rubano

**Bologna sotto assedio: furti in appartamento esplosi del 32% mentre i migranti irregolari fanno maglia nera con il 48% dei reati – La sinistra dice no al CPR e consegna la città ai delinquenti**

Bologna, la “rossa” per eccellenza, sta pagando a caro prezzo l’ideologia dell’accoglienza senza regole. Mentre i cittadini sbarrano porte e finestre, i numeri parlano chiaro e allarmante: nel 2024 i furti in appartamento sono schizzati a 1.717 in città, con un balzo del 32,3% rispetto all’anno precedente. La provincia sfiora i 4.000 colpi, piazzandosi al 9° posto nazionale per numeri assoluti e al 13° per incidenza (38,8 furti ogni 10.000 abitanti). L’Emilia-Romagna intera non se la cava meglio: quasi 16.000 furti in casa, +4,3% sul 2023, quarta regione d’Italia e media di 35,6 episodi ogni 10.000 abitanti, ben sopra il dato nazionale di 26,4.

Cittadini spaventati, anziani soli, famiglie che rientrano e trovano la casa devastata: questa è la realtà quotidiana sotto le Due Torri. E non si tratta di “piccoli episodi isolati”. È un’invasione di case, di intimità, di sicurezza personale che sta crescendo in modo drammatico, come certifica il rapporto Censis-Verisure realizzato con il Servizio analisi criminale del Ministero dell’Interno.

Ma chi c’è dietro questa ondata di furti? La risposta arriva diretta dal titolare del Viminale, Matteo Piantedosi, che non ha usato giri di parole: **Bologna è maglia nera per i reati commessi da stranieri irregolari**. In Italia la media è già pesante – il 35% dei crimini è opera di irregolari – ma sotto le Torri questa percentuale schizza al **48%**. Un “link molto forte”, ha denunciato il ministro, tra presenza clandestina e criminalità. Un legame che non è statistica astratta: è furti, rapine, violenze che colpiscono ogni giorno i bolognesi.

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E mentre la delinquenza straniera irregolare dilaga, cosa fa la sinistra al potere? Dice no. Il sindaco Matteo Lepore e il presidente della Regione Michele de Pascale si oppongono con tutte le forze all’apertura di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio proprio a Bologna. Preferiscono le contrapposizioni ideologiche alla sicurezza dei cittadini. Piantedosi lo ha detto chiaro in tv: invocano più forze dell’ordine e poi bloccano l’unico strumento concreto per rimpatriare chi non ha diritto di stare qui e commette reati. Incoerenza totale. Ipocrisia che paghiamo noi.

Il governo Meloni sta spingendo per un CPR in ogni regione proprio per spezzare questo circolo vizioso. Ma a Bologna la risposta è sempre la stessa: accoglienza a tutti i costi, anche quando costa la tranquillità delle nostre strade e delle nostre case. Nel frattempo i furti continuano a terrorizzare i quartieri, le rapine ai ragazzini si moltiplicano e casi tragici come omicidi domestici finiscono sui giornali senza che nessuno colleghi apertamente i puntini.

Basta con il politically correct. I bolognesi ne hanno abbastanza di vivere con la paura. I dati sono impietosi: l’immigrazione irregolare non è ricchezza, è insicurezza. È tempo di rimpatri obbligatori, di controlli veri alle frontiere e di centri per espellere chi delinque. Altrimenti Bologna non sarà più la città della cultura e della buona tavola, ma la capitale italiana della paura e dei furti. I cittadini lo sanno già. Ora tocca alla politica smettere di fingere.

Bologna sotto assedio: la sinistra difende i clandestini che rubano ultima modifica: 2026-03-05T23:35:24+00:00 da V
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