Toghe liberano i pedofili rinchiusi nel CPR in Albania e li riportano in Italia

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By V marzo 7, 2026 11:47

Toghe liberano i pedofili rinchiusi nel CPR in Albania e li riportano in Italia

**Giudici liberano stupratori, pedofili e assassini minorenni dal CPR in Albania: “richiesta asilo” e via liberi – l’ennesima beffa dello Stato, mentre i veri italiani vittime di immigrati restano senza giustizia**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata uno strumento al servizio dell’impunità, del buonismo ideologico e dell’invasione incontrollata, mentre i cittadini onesti pagano il conto due volte: con le tasse per mantenere i CPR e con l’indignazione di vedere stupratori, pedofili e assassini rimessi in libertà sul territorio nazionale. La Corte d’Appello di Roma ha deciso di non convalidare il trattenimento nel centro di permanenza per i rimpatri di Gjader, in Albania, di quattro (anzi cinque, contando il precedente) marocchini con condanne gravissime, solo perché hanno presentato domanda di protezione internazionale. Risultato? Rimandati in Italia, liberi di circolare tra di noi.

I fatti sono di oggi, 7 marzo 2026, e sono stati denunciati a gran voce da Francesca Totolo. Ecco i “protagonisti” di questa ennesima assoluzione mascherata da cavillo giuridico:

– **Mehdi El Antaky**, 22enne (nato 2004), condannato da minorenne per omicidio doloso, poi riqualificato in lesioni personali e porto di armi od oggetti atti a offendere (con precedenti anche di immigrazione clandestina e resistenza a pubblico ufficiale);
– **Ahmed Aittorka**, 33enne, condannato nel 2023 per violenza sessuale e nel 2024 per furto aggravato (più danneggiamento, ricettazione e ingresso illegale);
– **Mohamed Errami**, 27enne, con condanne per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, tentato furto in abitazione, rapina impropria e occupazione abusiva;
– **Abdelkrim Chahine** (o Chaine), 66enne, condannato a due anni per violenza sessuale su minore di 14 anni.

E si aggiunge il “quinto” della cinquina: **Fatallah Ouardi**, 39enne, con condanne per spaccio, resistenza, violenza sessuale in concorso e di gruppo. Tutti trasferiti nei CPR italiani e poi in Albania per il rimpatrio, ma la Corte d’Appello di Roma ha detto no: rimandateli indietro.

**Come si legge nell’immagine allegata al post di Francesca Totolo** (screenshot di articolo con foto di Mehdi El Antaky in primo piano e Abdelkrim Chahine sotto):
**«Giudici sempre più incredibili Liberati dal Cpr albanese ladri, stupratori e pedofili»**.
Sottotitolo: «Altre quattro mancate convalide di trattenimento: la Corte d’Appello di Roma rimanda in Italia immigrati con condanne gravissime che hanno chiesto protezione internazionale». Il testo spiega nero su bianco che la Corte applica l’art. 6 del dlgs 142/2015: chi chiede asilo «non può essere trattenuto al solo fine di esaminare la domanda», anche se l’istanza è chiaramente strumentale o se il soggetto rappresenta un pericolo per l’ordine pubblico. Traduzione per gli italiani che pagano le tasse: stupro, pedofilia, omicidio, rapine? Basta dire “asilo” e la toghe ti aprono le porte dell’Italia. Non importa se sei un pericolo concreto: il buonismo prevale sul buonsenso.

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Risarcimento di 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con 23 condanne (tra cui pestaggio di donna), perché trasferito in Albania.
– Risarcimento di 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete, che speronò la Guardia di Finanza.
– Risarcimento di 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia per “trattamenti inumani”.
– Nessun risarcimento per i familiari di Santo Re, ucciso da un irregolare zimbabwese con sei ordini di espulsione non eseguiti.

Lo Stato italiano può essere chiamato a pagare quando favorisce l’invasione (Ong, clandestini, occupanti abusivi), ma non quando fallisce nel proteggere i cittadini. Liberare stupratori e pedofili dal CPR Albania è un altro schiaffo alle vittime italiane, alle donne aggredite, ai minori abusati, mentre i veri cittadini onesti lottano ogni giorno per ottenere sicurezza che non arriva.

Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: soldi spesi per CPR inutili e delinquenti stranieri rimessi in strada, mentre le vittime restano sole.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia furbetti e lascia impuniti i violenti).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere liberati stupratori, pedofili e assassini minorenni dal CPR mentre le vittime italiane restano senza giustizia. Votare Sì è dire basta a chi insulta, accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a pagare chi la deruba.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi li prende in giro. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro i contribuenti! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Toghe liberano i pedofili rinchiusi nel CPR in Albania e li riportano in Italia ultima modifica: 2026-03-07T11:47:45+00:00 da V
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