Iran ha distrutto radar americani nel Golfo: anni e miliardi per ripristinarli
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**Iran lancia missili su Israele per la terza volta oggi, USA in allarme in Iraq, radar distrutti costeranno miliardi e anni, munizioni finite per mancanza di esplosivi: la superpotenza americana è in crisi mentre l’Italia muore di bollette**
**Roma, 6 marzo 2026** – La guerra che l’oligarchia atlantista ha scatenato contro l’Iran sta sfuggendo di mano. E oggi lo abbiamo visto in tempo reale.
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— — GEROMAN — time will tell – 👀 — (@GeromanAT) March 7, 2026
L’Iran ha lanciato **missili balistici verso Israele per la terza volta solo in questa mattina**. GeromanAT ha documentato i lanci in diretta: uno dopo l’altro, senza sosta. Tel Aviv ha attivato le sirene, Iron Dome ha intercettato qualcosa, ma il messaggio è chiaro: Teheran non è stata piegata. Continua a colpire nonostante i raid americani e israeliani su Teheran, Isfahan e Qom.
Contemporaneamente il Dipartimento di Stato americano ha emesso un **allarme di sicurezza per tutti i cittadini USA in Iraq**: «Chi non lascia il Paese deve prepararsi a rifugiarsi in luoghi sicuri per periodi prolungati». Tradotto: l’Iraq – nostro vicino energetico – è diventato troppo pericoloso per gli americani. Le basi USA in territorio iracheno sono sotto minaccia reale.
Ma non è solo questione di missili e allarmi.
**L’Iran ha già vinto la guerra dei costi e della logistica.**
Foreign Policy ha calcolato che sostituire i radar americani distrutti dagli attacchi iraniani costerà **più di un miliardo di dollari e richiederà da 5 a 8 anni**. Parliamo dei sistemi AN/FPS-132 di Raytheon (1,1 miliardi di dollari per due nuovi radar) e AN/TPS-59 di Lockheed Martin (50-75 milioni e 12-24 mesi solo per la riparazione). Il problema più grave? Il **98% del gallio** necessario per questi sistemi arriva dalla Cina. Pechino può decidere di chiudere il rubinetto quando vuole. L’America, che si crede ancora superpotenza, dipende da Pechino per difendersi.
E non finisce qui.
Gaurab Chakrabarti (CEO di Solugen) ha rivelato sul Wall Street Journal una verità devastante: **gli Stati Uniti stanno finendo le munizioni per la campagna contro l’Iran**. Non per mancanza di missili, ma per mancanza di **chimica**. L’unico impianto americano che produce RDX e HMX (gli esplosivi che stanno dentro quasi tutte le testate e i propellenti USA) è la fabbrica BAE-Holston nel Tennessee. Durante la Seconda Guerra Mondiale produceva oltre un milione di libbre di esplosivi al giorno. Oggi ne produce una frazione. L’Esercito ha dato un contratto da 8,8 miliardi, ma la produzione è passata da 8 a 15 milioni di libbre l’anno: meno del 5% di quanto serviva nel 1944. La Cina, invece, produce esplosivi di nuova generazione a pieno regime dal 2011.
In pratica: l’America può stampare dollari, ma **non può stampare esplosivi** abbastanza velocemente. L’Iran lancia oltre 100 missili al mese. L’Occidente produce 6-7 intercettori al mese. È una guerra di attrito che Washington e Tel Aviv **non possono vincere**.
### L’Italia sta pagando il prezzo più alto di questa follia
Mentre l’America scopre di non avere abbastanza radar, abbastanza munizioni e abbastanza tempo, noi italiani stiamo già morendo economicamente:
– Benzina oltre **2,29 €/L** al self (pieno da 50 litri a 115 euro)
– Gas TTF oltre **64 €/MWh** (+11% in una settimana)
– Alluminio a **3.418 dollari/tonnellata** (+5,1% in un giorno, +9% in una settimana) con previsione Goldman Sachs a 3.600
– Fabbriche energivore (acciaio, ceramica, vetro, chimica, automotive) che rischiano chiusura o delocalizzazione
Abbiamo distrutto i gasdotti russi (energia stabile a 15-25 €/MWh) per dipendere dal GNL e dal petrolio del Golfo che oggi è bloccato dallo Stretto di Hormuz. Abbiamo permesso che **Sigonella** diventasse la base da cui partono gli aerei che hanno scatenato questo inferno. E ora paghiamo tutto: benzina, gas, alluminio, inflazione, chiusure di imprese.
Questa guerra non è contro l’Iran.
Questa guerra è contro l’Italia e contro l’Europa.
L’oligarchia atlantista (Washington, Tel Aviv, Bruxelles) ha scelto di aprire il vaso di Pandora pur di mantenere il controllo. Ha preferito il caos nel Golfo al buon senso. Ha sacrificato la nostra industria e le nostre famiglie sull’altare della “solidarietà atlantica”.
Ora i fatti sono sotto gli occhi di tutti:
– L’Iran continua a lanciare missili
– Gli USA non hanno abbastanza munizioni e radar
– L’Iraq è in allarme
– L’Europa muore di bollette
### Basta con questa carneficina inutile
L’Italia non ha alcun interesse a continuare questa follia.
**Riaprire immediatamente i gasdotti russi** non è tradimento.
È l’unico atto di sopravvivenza nazionale rimasto.
Dobbiamo vietare l’uso delle nostre basi per guerre non approvate dal Parlamento.
Dobbiamo uscire da questa trappola prima che il prezzo del petrolio raddoppi, prima che le fabbriche chiudano per sempre, prima che la guerra arrivi ancora più vicina.
L’oligarchia occidentale sta perdendo la guerra sul campo, nella logistica e nell’economia.
Noi italiani stiamo perdendo tutto il resto.
**L’Italia prima di tutto.**
L’energia per gli italiani prima di tutto.
La pace prima di tutto.
Prima che sia troppo tardi.


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