Rom hanno ucciso italiana di 90 anni e sono liberi
Related Articles
I rom che hanno ucciso Antonietta:
Quattro rom in fuga dai Carabinieri uccidono un’anziana di 89 anni
Sono liberi.
**Ladri di giustizia: anziana morta, i minorenni tornano al campo rom**
**Modena, Antonietta Berselli travolta e uccisa dall’auto in fuga. Mentre un’89enne paga con la vita l’incubo di un inseguimento folle, i veri responsabili – due minorenni rom – vengono riconsegnati alle famiglie nel loro covo abusivo. Una vergogna che grida vendetta.**
Modena, 9 marzo 2026 – Una donna di 89 anni, uscita per una visita al cimitero con la figlia, finisce schiacciata sotto le ruote di un’Alfa 159 lanciata a folle velocità. È morta così Antonietta Berselli, una vita intera trascorsa nella nostra città, travolta da un’auto in fuga dai carabinieri. L’incidente è avvenuto sabato pomeriggio all’incrocio tra via Nonantolana, strada Albareto e viale Ciro Menotti, a due passi dal centro. La figlia 58enne, al volante della Lancia Y, ha visto tutto: «L’ho vista morire sotto i miei occhi. Stavamo parlando del festival di Sanremo, ridendo come sempre. Poi l’inferno». Parole che gelano il sangue. La signora Berselli è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Baggiovara, ma un secondo arresto cardiaco se l’è portata via. Incolume solo la figlia, che ora piange una madre strappata via in un attimo di follia.
E chi guidava quell’Alfa? Quattro giovani rom provenienti dal campo abusivo di via Canaletto, frazione San Matteo, sotto il viadotto dell’alta velocità. Un insediamento illegale tollerato da anni, diventato una zona franca dove la legge italiana sembra non arrivare mai. L’autista, un 20enne senza patente – mai presa, sia chiaro – ha ignorato l’alt dei carabinieri, è passato col rosso, ha imboccato contromano e ha zigzagato tra le auto in coda come in un videogioco mortale. Arrestato in flagranza per omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso, è finito in carcere. Bene. Ma gli altri?
Ecco il punto che fa ribollire il sangue di ogni italiano onesto: **due minorenni**, fratelli di 15 e 17 anni, sono stati semplicemente **denunciati e riconsegnati alle famiglie**. Tornano al campo rom. Come se nulla fosse. Un 18enne si è costituito dopo e denunciato per omissione di soccorso e resistenza. Fine della storia. La Procura ha parlato di “inseguimento a rilevante distanza”, quasi a giustificare la tragedia. Ma la domanda resta: perché questi ragazzi, autori di una fuga che ha ucciso un’innocente, possono rientrare nel loro accampamento abusivo mentre una madre italiana è sottoterra?
È questa la giustizia italiana? **Ladri di giustizia**, sì. Magistrati che, con una mano, tolgono la vita a una pensionata modenese e con l’altra regalano l’impunità ai minori rom. Affidati ai genitori nello stesso campo che da anni è un ricettacolo di degrado, furti, attività illegali. Un campo talmente “sicuro” che un giudice lo aveva persino eletto domicilio per un pregiudicato in pena alternativa. Roba da matti, come ha tuonato lo stesso sindaco di Modena. E ora? Dopo la morte di Antonietta, finalmente lo sgombero. Troppo tardi. Barriere in cemento e ruspe arrivano solo quando il sangue innocente è già stato versato.
Questo non è un incidente isolato. È la fotografia di un’Italia che ha abbassato la guardia. Campi rom abusivi al centro delle città, tollerati in nome di un buonismo suicida. Giovani senza regole, senza patente, senza rispetto per la vita altrui, che scappano da un controllo e seminano morte. E una giustizia a due velocità: carcerazione immediata per l’adulto, ma per i minorenni? Un bel ritorno a casa, tra roulotte e illegalità. Dove impareranno la lezione? Chi li fermerà la prossima volta?
La figlia di Antonietta non ha parole per i responsabili: «Non sono nei miei pensieri». Ha ragione. Ma noi italiani dobbiamo averle, quelle parole. Dobbiamo urlarle. Non è più tollerabile che i nostri anziani paghino con la vita l’incapacità di chi governa e giudica. Non è accettabile che un campo rom diventi un porto franco per chi sfida lo Stato. Il caso Berselli è l’ennesimo allarme rosso: o si sgomberano questi insediamenti una volta per tutte, o si cambiano le leggi che proteggono i minori rom come se fossero intoccabili, o l’Italia continuerà a contare le sue vittime innocenti.
Antonietta Berselli meritava di invecchiare in pace nella sua Modena. Invece è stata sacrificata sull’altare dell’impunità. Ai magistrati che l’hanno permesso, ai politici che hanno chiuso gli occhi per anni, diciamo basta. La pazienza degli italiani è finita. È ora di restituire la giustizia ai cittadini, non ai ladri che la rubano ogni giorno.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment