Le bande islamiche pronte a marciare su Venezia: esigono la moschea
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**Moschea di Venezia a Mestre: la comunità bengalese pronta a manifestare per imporre la resa. Cacciari difende l’invasione, ma la realtà è chiara: l’unico modo per fermare l’islamizzazione è AZZERARE SUBITO l’immigrazione regolare islamica**
MESTRE (VENEZIA) – 9 marzo 2026. La “Moschea di Venezia” in via Giustizia non è più solo un cantiere abusivo: è diventata la bandiera della sfida aperta lanciata dalla comunità bengalese (20 mila persone solo tra Mestre e Marghera) alla politica italiana. Dopo l’esclusione di Prince Howlader – il loro “paladino integrato”, ex candidato Fratelli d’Italia – dalle liste per le comunali, la comunità islamica annuncia la manifestazione. Scenderanno in piazza. Pretenderanno la moschea da 1.500 posti. «Giustizia e rispetto», dicono. Tradotto: o ci date la moschea o facciamo rumore.
Lo scrive oggi La Nuova Venezia con l’articolo “La moschea agita la politica veneziana: comunità islamica pronta a manifestare”. Le polemiche esplodono per la decisione di FdI di mollare Howlader. Lui resta nel direttivo («non me ne vado»), ma la candidatura è saltata. Troppo scomodo il legame con il progetto: 1,5 milioni per l’ex segheria (150 mila già versati), 15 milioni per costruirla, soldi che arrivano anche dall’estero. Rendering, pagina Facebook, imam in italiano “per essere in regola”. Tutto pronto. E ora la piazza per forzare la mano.
A dare manforte ai manifestanti ci pensa Massimo Cacciari, l’ex sindaco filosofo: «Chi si oppone ha la testa sbagliata». Testuale. Come se una mega-moschea a dieci minuti dalla stazione di Mestre fosse “integrazione” e non il simbolo della conquista demografica e territoriale. Testa sbagliata? No, Cacciari: testa lucida. Chi si oppone capisce che questa non è preghiera. È un centro di aggregazione della umma, con aree separate per donne e bambini, sermoni che rafforzano l’identità islamica, finanziamenti dal Qatar, Turchia e reti dei Fratelli Musulmani. Intorno nasceranno le zone parallele dove la legge italiana conta sempre meno. È già successo a Monfalcone, Bologna, Milano. Ora tocca a Venezia.
FdI ha fatto bene a scaricarlo. La Lega con Cisint dice «niente moschea finché governiamo noi». Forza Nuova fa i blitz. Ma tutto questo è inutile se non si colpisce la radice.
**L’unico modo reale per evitare l’islamizzazione è AZZERARE IMMEDIATAMENTE l’immigrazione regolare dai Paesi islamici.** Stop totale a permessi di soggiorno per lavoro, ricongiungimento familiare, studio, protezione o “flussi” da nazioni a maggioranza musulmana. Stop alle naturalizzazioni facili. Senza questi arrivi “legali” non ci sarebbero 20 mila bengalesi a Mestre. Non ci sarebbe Prince Howlader a fare da portavoce. Non ci sarebbe nessuna manifestazione per pretendere la moschea. Non ci sarebbe Cacciari a difenderla.
I numeri sono impietosi: musulmani in Italia oltre 2,5 milioni, proiezioni al 9-10% entro il 2050. In Veneto la comunità bengalese è la prima tra gli stranieri e cresce grazie alla natalità islamica (molto più alta) e ai flussi regolari. L’immigrazione clandestina fa scandalo, ma quella “legale” è l’invasione silenziosa e irreversibile. Ogni nuovo arrivato porta famiglia numerosa, religione incompatibile con la nostra civiltà e fedeltà assoluta alla sharia, non alla Costituzione.
La manifestazione annunciata è l’ennesimo avvertimento. Ignorarlo significa arrendersi. Venezia, simbolo dell’Italia cristiana e occidentale, non può diventare un quartiere della umma.
L’islamizzazione si ferma solo chiudendo i rubinetti dell’immigrazione regolare islamica. Tutto il resto – polemiche, show, filosofi di sinistra – è chiacchiera o complicità.
**Moschea di Venezia a Mestre: la comunità bengalese pronta a manifestare contro FdI. Cacciari: «Chi si oppone ha la testa sbagliata». L’islamizzazione avanza a passo di carica: l’unico modo per fermarla è AZZERARE SUBITO l’immigrazione regolare islamica**
MESTRE (VENEZIA) – 9 marzo 2026. La moschea in via Giustizia non è più solo un cantiere abusivo trasformato in spianata per il Ramadan: è diventata l’arma con cui la comunità islamica bengalese di Mestre (20 mila persone e passa) sfida apertamente la politica italiana. Dopo l’esclusione di Prince Howlader – il loro portavoce “integrato”, ex candidato Fratelli d’Italia – dalle liste per le amministrative di Venezia, la comunità si prepara a scendere in piazza. Manifestazione annunciata. Protesta organizzata. «Giustizia e rispetto», dicono. Tradotto: pretenderemo la moschea da 1.500 posti e guai a chi si mette in mezzo.
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Lo rivela l’articolo di Marta Artico su La Nuova Venezia di oggi: «La moschea agita la politica veneziana: comunità islamica pronta a manifestare». Le polemiche esplodono proprio per la decisione di FdI di scaricarlo. Howlader resta nel direttivo cittadino del partito («non me ne vado»), ma la candidatura è saltata. Troppo scomodo il legame diretto con il progetto della ex segheria: 1,5 milioni per comprarla (150 mila già versati), 15 milioni per costruirla, soldi che arrivano anche dall’estero. Rendering, pagina Facebook, imam che parla italiano «per essere in regola». Tutto pronto. E ora la piazza islamica per imporre la resa.
A dare manforte ai bengalesi ci pensa Massimo Cacciari, il filosofo ex sindaco di Venezia, che non perde occasione per schierarsi dalla parte sbagliata della storia: «Chi si oppone ha la testa sbagliata». Testuale. L’intellettuale di sinistra difende a spada tratta il progetto e l’inclusione di Howlader, come se una moschea da 1.500 fedeli a dieci minuti dalla stazione di Mestre fosse un’opera di “integrazione” e non il simbolo della conquista territoriale. Testa sbagliata? No, caro Cacciari: testa lucida. Chi si oppone vede chiaro quello che tu fingi di non vedere: l’islamizzazione in atto, quartiere per quartiere, moschea per moschea.
Perché questa non è una semplice preghiera collettiva. È l’ennesimo centro di aggregazione della umma. Area bambini, spazio donne separate, sermoni che rafforzano l’identità islamica, finanziamenti dall’estero (Qatar, Turchia, Fratelli Musulmani). Intorno nasceranno le solite zone dove la legge italiana conta sempre meno. È già successo ovunque: Monfalcone, Bologna, Milano. Ora tocca a Venezia, la città più visitata del mondo, simbolo dell’Italia cristiana e occidentale.
FdI ha fatto bene a mollare Howlader come candidato. Ma è solo un timido passo indietro. La Lega con Cisint dice «finché governiamo noi, niente moschea». Forza Nuova fa i blitz con gli striscioni. Eppure tutto questo resta fiato sprecato se non si chiude il rubinetto vero: **l’immigrazione regolare islamica**. Quella che ha portato 20 mila bengalesi a Mestre. Quella che ogni anno aggiunge migliaia di permessi di soggiorno per lavoro, ricongiungimento familiare, studio, “protezione”. Quella che riempie le scuole di bambini musulmani e crea comunità parallele da decine di migliaia di persone.
I dati sono impietosi: i musulmani in Italia superano ormai i 2,5 milioni, con proiezioni che li portano al 9-10% della popolazione entro il 2050 se non si interviene. In Veneto la comunità bengalese è la prima tra gli stranieri. E continua a crescere grazie alla natalità islamica (molto più alta di quella italiana) e ai flussi “legali”. L’immigrazione clandestina fa rumore, ma quella regolare è la vera invasione silenziosa. Ogni bengalese, pakistano, marocchino o tunisino che arriva con i documenti porta con sé una famiglia numerosa, una religione incompatibile con la nostra civiltà e una fedeltà assoluta alla sharia, non alla Costituzione.
Cacciari può chiamare “testa sbagliata” chi si oppone. La comunità bengalese può manifestare, Howlader può restare nel direttivo FdI e fingere integrazione. Ma la realtà è una sola: senza immigrazione regolare islamica non ci sarebbero 20 mila bengalesi a pretendere la moschea a Mestre. Non ci sarebbe Prince Howlader a farla da paladino. Non ci sarebbe Cacciari a difenderla. E Venezia resterebbe italiana.
L’islamizzazione non si ferma con le polemiche, gli show politici o le marce di protesta. Si ferma solo azzerando da oggi tutti i permessi di soggiorno, i ricongiungimenti, le naturalizzazioni e i flussi dai Paesi a maggioranza musulmana. Tutto il resto è chiacchiera. O, peggio, complicità.
La manifestazione della comunità islamica è l’ennesimo avvertimento. Ignorarlo significa arrendersi. E l’Italia non può permetterselo. Azzerare l’immigrazione regolare islamica: questa è l’unica soluzione reale. Punto.


…forse mi confondo ma mi pare che Cacciari sia quello che faceva notare come il pianeta Terra fosse nella galassia sbagliata…e che in quale dovesse essere lo sapeva solo lui…Come diceva Gino Bartali…è tutto sbagliato è tutto da rifare…ecco Cacciari è il Bartali della filosofia…dell’onniscienza in generale