Sindaco PD sostituisce dialetto con avvisi in Arabo

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By V marzo 9, 2026 22:41

Sindaco PD sostituisce dialetto con avvisi in Arabo

**ISLAMIZZAZIONE A UDINE: IL SINDACO PD ALBERTO FELICE DE TONI SOSTITUISCE IL FRIULANO CON L’ARABO AL PORTONE DEL MUNICIPIO – LE PARROCCHIE DIVENTANO MOSCHEE PER IL RAMADAN**

**Mentre il centro storico pedonalizzato si riempie di riders profughi e monopattini di “minori non accompagnati”, la sinistra sostituisce l’identità friulana con l’islam. Un segnale chiaro: Udine non è più italiana.**

Udine, 10 marzo 2026. Da quando la giunta di sinistra del sindaco **Alberto Felice De Toni** (PD) ha trasformato il centro storico in una zona pedonale, le auto sono sparite. Al loro posto, un incessante via vai di biciclette elettriche dei riders e monopattini guidati senza casco da profughi e pseudo minori non accompagnati. Ma non è solo l’arredo urbano a cambiare: è l’identità stessa della città che viene cancellata.

Al portone d’ingresso del Municipio, dove sotto la precedente amministrazione leghista campeggiavano avvisi trilingui – italiano, inglese e **friulano**, la lingua del popolo autonomista – oggi troneggia l’arabo islamico. Sì, avete letto bene: il dialetto locale degli avi è stato rimpiazzato dalla lingua del Corano. La foto che circola sul web (pubblicata dal blog Il Perbenista) è inequivocabile: cartelli in arabo affissi all’ingresso del Comune, come se Udine fosse ormai un quartiere di Tunisi o di Lahore.

E non è un caso isolato. Nelle ultime settimane la notizia dell’apertura degli spazi parrocchiali di **Staranzano e Monfalcone** per permettere alla comunità musulmana di pregare durante il Ramadan ha scatenato il dibattito. Don Paolo Zuttion e don Flavio hanno trasformato gli oratori in moschee temporanee, con il placet dell’arcivescovado. Una scelta “di accoglienza e dialogo”, dicono.

Ma attenzione: non tutti tacciono. Un gruppo di **86 fedeli** – molti riconducibili a circoli politici e civici del centrosinistra – ha pubblicato una lettera sulla stampa locale per difendere i parroci “buonisti”. «Non si sa perché, ma spesso in situazioni come queste le cronache e i social amplificano solo le voci critiche – scrivono –. Riteniamo che sia giusto, opportuno e necessario far sentire la nostra voce». Firmatari come Mariucci Biasini, Giovanni Dean, Claudia Miniussi e gli altri invocano “valori di accoglienza, dialogo e fraternità”.

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Fraternità? Con chi? Con chi considera l’Italia terra di conquista e la Chiesa un nemico da sottomettere? Mentre i fedeli cattolici diminuiscono e le moschee si moltiplicano, la sinistra PD e una parte del clero aprono le porte. Il sindaco De Toni, che già in passato ha partecipato a cene iftar nei centri islamici di Udine, ora fa affiggere avvisi in arabo al Municipio. Il messaggio è chiaro: il Friuli non è più vostro. È di tutti. Cioè, di nessuno. O meglio: presto sarà loro.

Questo è il volto dell’islamizzazione soft in atto nel Nordest: prima si pedonalizza e si riempie il centro di immigrati irregolari, poi si cancella la lingua friulana dai cartelli pubblici, infine si presta le chiese per il Ramadan. Domani? Le preghiere del venerdì in piazza Libertà e il richiamo del muezzin dal campanile del Duomo.

I friulani che ancora amano la loro terra, la loro storia e la loro fede hanno capito. La sostituzione etnica e culturale non è una teoria: è sotto gli occhi di tutti, scritta in arabo sul portone del Municipio di Udine. E la sinistra PD, con la complicità di certi parroci, la sta firmando con entusiasmo.

**Basta silenzio. È ora di dire no all’islamizzazione del Friuli.**

Sindaco PD sostituisce dialetto con avvisi in Arabo ultima modifica: 2026-03-09T22:41:46+00:00 da V
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