Brescia, a scuola arriva la moschea e le femmine devono nascondersi

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By V marzo 11, 2026 17:15

Brescia, a scuola arriva la moschea e le femmine devono nascondersi

**C’è il divisorio per le donne. All’Università di Brescia spunta la moschea e l’Italia si islamizza a tappe forzate**

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All’Università di Brescia, cuore della Lombardia produttiva, la sala meditazione – quel luogo neutro che avrebbe dovuto accogliere studenti di ogni fede o di nessuna – è stata trasformata in una vera e propria moschea. Tappeti orientali, versetti del Corano alle pareti e, colpo di grazia alla decenza occidentale, il **divisorio per nascondere donne** durante la preghiera. Una barriera fisica che grida a tutti: qui comanda la sharia, non la Costituzione italiana.

Nessun coro di indignazione dal mondo accademico. Nessun collettivo femminista che urla allo scandalo patriarcale. Nessuna denuncia per violazione della laicità. Silenzio assordante. Perché quando si tratta di islam, il “rispetto delle diversità” diventa improvvisamente un diktat intoccabile. Le stesse professoresse che tengono seminari contro il “maschio bianco oppressore” ora chinano il capo davanti al recinto in cui le donne musulmane vengono rinchiuse come tentatrici da nascondere. Ipocrisia pura. Il patriarcato fa schifo solo quando è occidentale; quando arriva con il Corano in mano diventa “cultura da rispettare”.

Non è un caso isolato. È il piano. A Firenze una scuola ha già ceduto un’aula intera ai soli studenti musulmani per le preghiere del Ramadan. A Torino, durante le occupazioni pro-Palestina, Palazzo Nuovo è diventato una moschea a cielo aperto con imam che predicava davanti a centinaia di giovani. E adesso a Roma gli islamisti pretendono addirittura la chiusura delle scuole pubbliche per la fine del Ramadan. Le richieste si moltiplicano: preghiere in università, aule studio trasformate in luoghi di culto, studenti favoriti nelle interrogazioni per “rispetto del digiuno”. Il messaggio è chiaro: l’Italia deve adattarsi all’islam, non il contrario.

Silvia Sardone, vice segretario della Lega, ha detto quello che tanti pensano ma pochi osano gridare: «Francamente non credo che le università debbano favorire processi di islamizzazione. Ci viene sempre detto che i luoghi del sapere debbano essere laici, ma ultimamente tra scuole chiuse per il Ramadan, aule studio trasformate in moschea e studenti musulmani favoriti vediamo esattamente il contrario. È inaccettabile».

Ha ragione. Ma non basta più denunciare. È tempo di agire.

Questa non è integrazione. È **colonizzazione silenziosa** finanziata con i nostri soldi, con le nostre tasse, dentro le nostre istituzioni. Ogni tappeto steso, ogni divisorio montato, ogni aula riconvertita è un mattone in più nel muro dell’islamizzazione dell’Europa. E mentre le élite globaliste plaudono al “multiculturalismo”, le nostre figlie vengono relegate dietro un paravento e i nostri figli imparano che Allah viene prima della Repubblica.

Basta. L’unica soluzione vera, l’unica misura non negoziabile per fermare questa invasione culturale è **l’azzeramento totale dell’immigrazione islamica regolare**. Stop ai ricongiungimenti familiari, stop ai visti studio, stop ai permessi di soggiorno per motivi religiosi, stop a ogni forma di ingresso legale da paesi a maggioranza musulmana. Zero. Niente. Chi è già qui e non rispetta le nostre leggi e la nostra laicità deve essere rimpatriato. Chi predica la sharia nelle moschee deve essere espulso. Punto.

Non è razzismo. È sopravvivenza. L’islam non si integra: si espande. E lo sta facendo dentro le nostre università, dentro le nostre scuole, dentro le nostre città. Se non fermiamo ora l’immigrazione islamica regolare, tra dieci anni non ci sarà più una sala meditazione da riconvertire: ci saranno solo moschee e divieti.

Brescia oggi. Domani tutta Italia.
Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

Brescia, a scuola arriva la moschea e le femmine devono nascondersi ultima modifica: 2026-03-11T17:15:11+00:00 da V
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By V marzo 11, 2026 17:15
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3 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell marzo 11, 17:28

    Avendo lavorato con aziende private bresciane so che già 30 e passa anni fa assumevano baluba perchè si lasciavano intortare in fatto di stipendi, salvo poi sentire i titolari lamentarsi perchè facevano danni, non capendo un cazzo di quello che dovevano fare… li hanno lasciato fare i piccoli e adesso ecco che si vedono i risultati 😁

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  2. Kurly marzo 11, 18:35

    Come sempre ci sono due pesi due misure: dicevano i sinistronzi che nei luoghi pubblici non doveva entrare in ballo la religione, però non vale per i trogloditi! Loro si che sono bravi e osservanti dei loro precetti, noi se osiamo siamo catalogati come bigotti. Loro si turbano alla visione di un crocifisso o di un presepe e noi, di fronte allo scempio di tanti agnelli uccisi con atroci sofferenze non avremmo il sacrosanto diritto di turbarci, anzi di indignarci????🤬🤬🤬

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  3. Steobaldo marzo 11, 19:41

    …ma nooo..!!!.chi si indigna non ha capito nulla; questo della separazione è un modo per tutelare le femmine e le loro delicate narici dalle inevitabili flatulenze emesse dai deretani degli adoratori del Prodigioso Spaghetto Volante, ragù e parmigiano su di lui; ovvero quando gli adoratori del Prodigioso Spaghetto Volante (ragù e parmigiano su di lui) assumono la posizione a “buho pinzolle” è inevitabile che qualche scoreggia sfugga… anzi!… la scorreggia vista (come dice il sacro libro del Prodigioso Spaghetto Volante…ragù e parmigiano su di lui) come l’ultimo tentativo del Prodigioso Spaghetto Volante, ragù e parmigiano su di lui, di dare la parola al culo essa scorreggia reca in se l’impronta della divina volontà del prodigioso Spaghetto Volante, ragù e parmigiano su di lui, quindi per quanto impronta sia corrotta fallimentare e maleolente essa merita rispetto. Le femmine separate ringraziano.
    (cosa c’entra il Pastafarianesimo? Ma perché non si parlava di quello? Ops…forse ho sbagliato forum…)

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