Paghiamo le donne islamiche per rimanere incinte
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**Ci stanno sostituendo. L’Italia paga per far figliare gli immigrati con i nostri sussidi**
Lo schema è chiaro, ripetuto e pagato da noi.
Fanno arrivare le mogli (e i figli) con l’unico scopo di fare più bambini possibile.
Il loro lavoro è **ripopolare l’Italia con la loro demografia**, mentre gli italiani non possono più permettersi di fare figli perché i magistrati e le leggi bloccano ogni aiuto concreto alla natalità nazionale.
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E noi? **Li paghiamo pure** con Assegno Unico, bonus bebè, Reddito di Cittadinanza/Assegno di Inclusione, bonus affitto e ogni altro sussidio.
È un **ricongiungimento familiare** trasformato in macchina da guerra demografica a spese del contribuente italiano.
### I numeri aggiornati 2025-2026 (ISTAT, Ministero dell’Interno, INPS)
– **Oltre il 36%** dei nuovi permessi di soggiorno rilasciati nel 2024-2025 sono per **ricongiungimento familiare** (la quota più alta o seconda dopo lavoro).
Significa che la stragrande maggioranza degli ingressi regolari **non arriva per lavorare**, ma per farsi mantenere da chi già è qui.
– Tra le donne straniere di certe comunità (Bangladesh, Pakistan, Marocco, Africa subsahariana) il tasso di occupazione è bassissimo: spesso sotto il 30-40%.
– **300mila figli di migranti** vivono oggi in Italia grazie ai sussidi degli italiani (povertà assoluta al 40,5% nelle famiglie straniere con minori, contro l’8% degli italiani – Istat 2024-2025).
Gli stranieri (9% della popolazione) assorbono il **22%** di tutta la spesa assistenziale nazionale.
### Monfalcone: l’esempio più drammatico
Nel comune di Monfalcone, su migliaia di residenti musulmani (principalmente bengalesi), il numero di donne che lavorano è **estremamente basso**. Su 7.000 musulmani, solo 7 donne lavorano.
La ex sindaco Anna Cisint lo denuncia da anni: con un reddito di appena 12.600 euro l’anno un immigrato può far arrivare moglie e due figli.
Risultato: scuole sovraffollate, problemi di ordine pubblico, integrazione zero.
E chi paga? Gli italiani di Monfalcone e lo Stato.
### Lo studio olandese che fa tremare l’Europa (IZA 2024)
I ricercatori olandesi (van de Beek, Hartog, Kreffer, Roodenburg) hanno calcolato il costo netto lifetime di un immigrato:
– Rifugiato o migrante familiare dall’Africa o da paesi poveri: **costo netto medio tra 400.000 e 625.000 euro** a persona.
– Familiari ricongiunti: stesso ordine di grandezza negativo.
– Solo i lavoratori altamente qualificati da Giappone o USA portano un saldo positivo.
In Italia facciamo esattamente la stessa cosa: importiamo famiglie intere che non contribuiscono abbastanza neanche alle loro future pensioni, figuriamoci alle nostre.
### La sostituzione demografica senza scuse economiche
La metà degli immigrati regolari **non lavora** o lavora pochissimo.
Quelli che lavorano fanno spesso mansioni a basso costo che non coprono neanche le loro spese future.
Una volta entrati, chiamano parenti a catena.
Se aggiungiamo i clandestini, la quota di chi arriva e vive di welfare sale drammaticamente.
Un Paese serio farebbe **immigrazione temporanea per lavoro a rotazione**, come Canada o Australia nei settori che servono davvero.
L’Italia invece fa **immigrazione di ripopolamento e caccia ai sussidi**.
Meloni in quasi quattro anni non ha ancora abolito questa follia dei ricongiungimenti facili e dei decreti flussi che favoriscono l’arrivo di intere famiglie.
**Basta.**
Non è più accettabile pagare per far fare figli agli altri mentre i nostri giovani rinunciano a fare famiglia.
La remigrazione e la chiusura secca dei ricongiungimenti familiari non sono odio.
Sono **l’unica difesa** del popolo italiano e del nostro welfare.
Prima gli italiani.
Prima i nostri figli.
O il Paese muore.


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