Corte UE cancella le Costituzioni degli Stati nazionali

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By V marzo 12, 2026 19:11

Corte UE cancella le Costituzioni degli Stati nazionali

**La Corte di Giustizia UE prevale sulla Corte costituzionale degli Stati membri: il piano eversivo per cancellare le sovranità nazionali**

Bruxelles, 12 marzo 2026 – È ufficiale: la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha dichiarato guerra aperta alle Costituzioni nazionali. Con una sentenza emessa oggi (Caso C-43/24, nota come “Shipova”), la CGUE ha stabilito che il diritto europeo prevale sulle interpretazioni delle Corti costituzionali degli Stati membri. In pratica, un giudice nazionale **deve disobbedire** alla propria Corte costituzionale se questa difende la Costituzione del suo Paese quando entra in conflitto con le direttive di Bruxelles.

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Il caso riguarda una cittadina bulgara registrata alla nascita come maschio, residente in Italia, che ha chiesto di modificare i propri dati anagrafici (sesso, nome e numero identificativo) sul certificato di nascita bulgaro. La Bulgaria, forte della propria Costituzione e delle interpretazioni della Corte Suprema di Cassazione (basate su una decisione della Corte Costituzionale del 2021 che definisce il sesso in senso biologico), aveva rifiutato la richiesta. La CGUE ha ribaltato tutto: il diritto UE impone il riconoscimento per non ostacolare la “libera circolazione”, e soprattutto ha fissato un principio generale devastante.

Il comunicato ufficiale della Corte (CP 33/26) lo scrive nero su bianco:
«Il diritto dell’UE preclude a un tribunale di uno Stato membro di essere vincolato dall’interpretazione data dalla propria Corte costituzionale quando tale interpretazione impedisce l’applicazione del diritto dell’UE come interpretato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea».

Traduzione: la Costituzione nazionale? Carta straccia. La Corte costituzionale del tuo Paese? Irrilevante. L’unica Corte suprema è quella di Lussemburgo.

Florian Philippot, presidente del movimento francese Les Patriotes, ha colto immediatamente la gravità storica del momento:

«La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha appena affermato esplicitamente che un giudice nazionale deve disobbedire alla propria Corte costituzionale se la Costituzione è contraria al diritto europeo!
Con una sentenza pronunciata oggi, la CGUE ha effettivamente costretto la Bulgaria a riconoscere il cambio di sesso di un cittadino effettuato in un altro Paese dell’UE (in questo caso l’Italia), nonostante tale riconoscimento sia ritenuto contrario alla Costituzione bulgara.
(cfr: comunicato ufficiale CGUE)
Il punto più importante è il principio generale stabilito da questa sentenza del più alto organo giurisdizionale dell’UE, scritto nero su bianco nell’ultimo paragrafo:
“La CGUE stabilisce che il diritto dell’UE impedisce a un tribunale di essere vincolato dall’interpretazione della sua Corte costituzionale quando tale interpretazione impedisce l’applicazione del diritto dell’UE come interpretato dalla Corte di giustizia dell’UE!”
Quindi la CGUE ci ricorda oggi nel modo più chiaro possibile che è l’unica corte suprema!
Anche se la vostra Costituzione va contro il diritto europeo, il giudice nazionale deve pronunciarsi a favore del diritto europeo e contro la propria Costituzione!
Ciò ricorda:
1. In che misura siamo stati privati della nostra sovranità nazionale, sotto tutela!
2. Che i partiti politici francesi, come il RN, che propongono di “mettere nella Costituzione” ciò che vogliono vedere risparmiato dalla legislazione europea (come l’immigrazione) stanno dicendo agli elettori assolutamente niente: non funzionerà, lo sappiamo già!
L’UNICA soluzione per riconquistare la nostra indipendenza nazionale è quella di lasciare l’UE, il che equivarrebbe alla dissoluzione definitiva di questa struttura folle e tirannica!»

Philippot ha ragione da vendere. Questa non è una sentenza isolata su un tema “di nicchia” come il cambio di sesso. È la dichiarazione di guerra finale: l’UE non si accontenta più di essere “superiore” alle leggi ordinarie degli Stati (come stabilito da decenni). Ora dichiara esplicitamente **le Costituzioni nazionali inferiori** al suo diritto, e obbliga i giudici nazionali a tradire il loro stesso ordinamento costituzionale.

È il piano eversivo che l’Unione Europea ha sempre perseguito fin dalla sua fondazione: sostituirsi agli Stati nazionali, cancellare le sovranità popolari, trasformare l’Europa in una gabbia dei popoli senza uscita democratica. Un super-Stato senza popolo, governato da giudici non eletti e da burocrati che impongono ideologie (gender, immigrazione incontrollata, green deal distruttivo) contro la volontà dei cittadini e contro le Costituzioni nate dalla storia e dalla volontà sovrana dei popoli.

Intollerabile.
I partiti che ancora illudono gli elettori dicendo “riformiamo l’UE dall’interno” o “mettiamo nella Costituzione le nostre protezioni” mentono sapendo di mentire. La sentenza di oggi lo dimostra: qualsiasi norma costituzionale contraria al dogma europeo verrà semplicemente ignorata dai giudici nazionali, costretti a obbedire a Lussemburgo.

L’unica via d’uscita è la **dissoluzione dell’UE**. Italexit per l’Italia, Frexit per la Francia, e così via per ogni nazione che vuole tornare padrona del proprio destino. Fuori da questa gabbia tirannica, prima che sia troppo tardi. I popoli europei non sono sudditi di una Corte sovranazionale: sono sovrani.

La sentenza di oggi è un campanello d’allarme finale. Chi ama la democrazia, la libertà e la sovranità nazionale non può più tacere. È ora di uscire. Subito.

Corte UE cancella le Costituzioni degli Stati nazionali ultima modifica: 2026-03-12T19:11:41+00:00 da V
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By V marzo 12, 2026 19:11
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