Italia del Baseball è un Inno allo Ius Sanguinis: i nipoti di Joe Di Maggio
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La nostra ricchezza è negli italiani all’estero che dobbiamo riportare in Italia. Non nei decreti flussi.
**Italia del Baseball al WBC 2026: 9-1 sul Messico, ai Quarti contro Porto Rico! 21 Nati in America ma Sangue Italiano Puro – Pasquantino fa Storia con 3 Fuoricampo. È un Inno al DNA che Vince, Non ai Barconi**
**Houston, 13 marzo 2026** – L’Italia del baseball continua a far sognare il mondo: dopo il colpaccio sugli Stati Uniti, gli azzurri hanno demolito il Messico 9-1 al Daikin Park, chiudendo il Pool B a punteggio pieno e volando ai quarti di finale (sabato contro Porto Rico, diretta Sky). Il capitano **Vinnie Pasquantino** (Kansas City Royals) ha scritto la storia del torneo: **tre fuoricampo in una sola partita**, record assoluto del World Baseball Classic in 20 anni. Un solo shot in seconda, uno in sesta, il terzo in ottava: 9 run totali, difesa di ferro, trionfo netto.
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Ma il vero capolavoro non è solo sul campo. L’articolo di Mario Salvini su Gazzetta dello Sport di ieri è un capolavoro di verità commovente: «Sono i nipoti dei paisà dai cognomi storpiati, ma quell’orgoglio…». Esatto. Su 30 giocatori, **21 sono nati negli Stati Uniti** (il numero più alto dopo la nazionale USA), con solo 3 nati in Italia (Sam Aldegheri, Claudio Scotti, Gabriel Quattrini). Pasquantino, Aaron Nola, Jac Caglianone, Dominic Canzone, Zach Dezenzo, Jon Berti, Jakob Marsee, Kyle Teel e gli altri: americani di nascita, ma italiani nel sangue fino al midollo. Nonni e bisnonni arrivati da Ofena (L’Aquila), Calascio, Serino (Avellino), San Polo Matese (Campobasso), Pratola Serra, Paese (Treviso), Favara (Agrigento), Tregiovo di Novella (Val di Non)… cognomi storpiati a Ellis Island (Pasquantonio diventa Pasquantino, Di Zenzo, Canzona…), ma il DNA non si storpia mai.
Salvini lo racconta benissimo: questi ragazzi non giocano per un passaporto regalato o per “diversità” forzata, ma perché il nonno gli ha raccontato l’Italia a tavola, perché “Pasquantino” significa famiglia, perché il bisnonno Mario Pattoello partì da Pasian Schiavonesco (Udine) o Angelo Mazzeo da Barcellona Pozzo di Gotto. È la diaspora che torna a casa con orgoglio, non l’immigrazione che arriva per spaccare. Il GM Ned Coletti ha pianto dopo la vittoria sugli USA: «I vostri bisnonni hanno costruito l’Empire State Building, la metropolitana di New York… fatelo con orgoglio». Parole perfette. Questi sono gli italiani veri: quelli che hanno contribuito a fare grande l’America e ora fanno grande l’Italia.
E i riti? Espresso dopo ogni homer (11 in 4 partite!), baci del capitano, “Time to Say Goodbye” di Bocelli cantata in aereo, tatuaggi di Sinatra e Springsteen… è l’anima italiana che resiste dall’altra parte dell’oceano. Pasquantino: «Penso a quello che ho scritto sulla schiena, per la mia famiglia». Non per sé, per il sangue.
Questo è il modello vincente. Non la nazionale di cricket “tutta nata all’estero” magnificata da Repubblica e poi finita nello scandalo dello stupro dell’allenatore srilankese. Non i naturalizzati che flopano in atletica (Diaz, Desalu) o che portano divisioni. Qui il sangue italiano sparso nel mondo torna a vincere: 21 americani di nascita, ma italiani puri. L’Italia non ha bisogno di barconi carichi di Mohammed: ha bisogno di facilitare il rientro dei discendenti, come Retegui nel calcio o questi campioni del baseball.
L’articolo di Salvini è la prova: l’Italia vera non si costruisce importando, ma richiamando il proprio sangue. Pasquantino e compagni lo stanno dimostrando al mondo intero. Sabato contro Porto Rico: andiamo a prenderci la semifinale.
Forza Azzurri. Sempre e solo sangue italiano! 🇮🇹


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