L’Italia di Vinnie Pasquantino fa la storia ai Mondiali di Baseball
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**Houston, 14 marzo 2026** – L’Italia del baseball scrive una pagina epica: **8-6 su Porto Rico** nei quarti di finale al Daikin Park, e per la prima volta nella storia del torneo arriva in semifinale (lunedì a Miami contro il vincente di Giappone-Venezuela). Dopo il 9-1 sul Messico e l’impresa sugli USA, gli azzurri continuano a stupire il pianeta. Una vittoria sofferta ma meritata, con Pasquantino ancora protagonista e una squadra che è pura essenza italiana, anche se 21 dei 30 giocatori sono nati negli Stati Uniti.
Vinnie Pasquantino (capitano e prima base dei Royals) ha chiuso con un altro homer e 3 RBI, confermando il record personale del torneo. Sam Aldegheri (partente veronese) ha tenuto botta per 5 inning, poi il bullpen azzurro ha resistito all’assalto portoricano nell’ottavo e nono. 8 run, 10 valide, difesa perfetta: gli azzurri hanno dominato con il cuore, la tecnica e quell’orgoglio che viene da lontano.
Questa non è una nazionale “importata” o multietnica alla francese: è la **diaspora italiana** che torna a casa. 21 giocatori nati in USA (Pasquantino, Caglianone, Dezenzo, Canzone, Berti, Marsee, Teel, Antonacci e gli altri), ma con bisnonni arrivati da Ofena (L’Aquila), Calascio, Serino (Avellino), San Polo Matese, Pratola Serra, Tregiovo di Novella (Val di Non), Favara, Paese (Treviso)… Cognomi storpiati a Ellis Island, ma DNA intatto. Nonni che a tavola raccontavano l’Italia, caffè espresso nel dugout dopo ogni homer (tradizione ormai leggendaria), “Time to Say Goodbye” di Bocelli cantata in aereo e tatuaggi di Sinatra.
È esattamente quello che scriveva ieri Mario Salvini sulla Gazzetta: «Sono i nipoti dei paisà dai cognomi storpiati, ma quell’orgoglio…». Sì, è proprio così. Questi ragazzi non giocano per un passaporto regalato o per “diversità”: giocano perché il nonno gli ha trasmesso l’Italia nel sangue. E oggi quel sangue porta l’Italia in semifinale per la prima volta nella storia del WBC.
Mentre certi sport (cricket, atletica) pagano il prezzo di nazionali “tutte nate all’estero” con scandali e flop, qui la formula vince: richiamiamo i discendenti italiani sparsi nel mondo, non importiamo barconi. Retegui nel calcio, questi campioni nel baseball, i nostri autoctoni puri alle Olimpiadi di Milano-Cortina: è la stessa lezione.
L’Italia è in semifinale. Pasquantino e i suoi compagni stanno facendo sognare milioni di italiani in tutto il pianeta. Lunedì si gioca per la finale. Il sangue non mente mai.
Forza Azzurri. Sempre e solo italiani! 🇮🇹


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