La rete dei medici rossi anti-rimpatrio continua a operare contro l’Italia

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By V marzo 15, 2026 14:10

La rete dei medici rossi anti-rimpatrio continua a operare contro l’Italia

**«Comportamenti di rilievo penale particolarmente gravi»: il gip inchioda i medici rossi di Ravenna – Tre sospesi 10 mesi, altri cinque banditi dai certificati anti-rimpatrio. Ma la rete continua a operare contro l’Italia**

Ravenna, 15 marzo 2026 – È la sentenza che non lascia scampo. Il gip Federica Lipovscek ha motivato le misure cautelari contro gli otto medici indagati nell’inchiesta sui certificati anti-rimpatrio con parole pesantissime: «Comportamenti di rilievo penale particolarmente gravi». Tre di loro sono stati sospesi per 10 mesi dall’esercizio della professione medica. Gli altri cinque non potranno più occuparsi di certificati relativi all’idoneità per la detenzione amministrativa dei clandestini nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).

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Non è un richiamo formale. È la prima risposta concreta a un sistema che ha trasformato un reparto ospedaliero in una centrale di sabotaggio contro lo Stato italiano. Medici che, invece di curare, hanno usato il camice per tenere in Italia irregolari fermati per reati gravi, molestatori seriali, spacciatori e violenti. Medici che nelle chat private esultavano: «Bene! Gli facciamo il c… a questi m… sbirri». Medici che chiedevano ai colleghi di Milano copie dei certificati per «tenere una mappatura» nazionale.

Ecco il post di Francesca Totolo che annuncia la decisione del giudice:

E l’immagine trasmessa da “Fuori dal Coro” rende tutto ancora più chiaro: il giudice ha parlato esplicitamente di «comportamenti di rilievo penale particolarmente gravi» per giustificare le esigenze cautelari nei confronti degli otto indagati. Tre sospesi dalla professione per 10 mesi, cinque vietati di occuparsi di certificati relativi all’idoneità per la detenzione amministrativa dei clandestini nei Centri di permanenza per il rimpatrio.

Ricordiamo i fatti nudi e crudi, perché non si può più nascondere dietro eufemismi: tra settembre 2024 e gennaio 2026, nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna, su 64 clandestini in attesa di espulsione (quasi tutti arrestati per reati gravi), solo 20 sono stati dichiarati idonei al trasferimento nei CPR. 44 salvati. 34 con certificato di non idoneità firmato. 10 che si sono rifiutati della visita e sono stati comunque rimessi in libertà. Un meccanismo perfetto per tenere in Italia chi non dovrebbe esserci.

E mentre la giustizia inizia a fare pulizia, la giunta PD di Ravenna continua a difendere l’indifendibile. «Vicinanza e solidarietà ai medici coinvolti», ha detto l’assessore Roberta Mazzoni. Solidarietà a chi ha sabotato i rimpatri. Solidarietà a chi ha messo in pericolo le nostre città. Solidarietà a chi ha anteposto l’ideologia alla sicurezza delle nostre figlie.

Questo è il livello. La sinistra non si limita a tacere: si schiera con chi ha trasformato la sanità pubblica in un’arma contro l’Italia. Mentre a San Lorenzo minorenni vengono prese a pugni da stranieri, mentre donne e ragazzine vivono nel terrore, la sinistra ravennate esprime «solidarietà» ai camici che hanno impedito proprio di allontanare questi soggetti.

L’inchiesta non finisce qui. Il gip ha già parlato di «rilievo penale particolarmente gravi». Le chat dimostrano coordinamento. La “mappatura” tra Ravenna e Milano dimostra rete estesa. Altri ospedali sono nel mirino. Quanti altri migliaia di irregolari criminali stanno girando liberi grazie a questa catena di complicità?

È ora di una risposta senza pietà.
Radiazione immediata dall’Ordine per tutti gli indagati.
Licenziamento senza liquidazione per chi ha abusato del ruolo pubblico.
Indagine nazionale a tappeto: ogni certificato “anti-CPR” emesso negli ultimi due anni deve essere verificato.
E per la giunta PD di Ravenna: dimissioni immediate. Chi difende i sabotatori non può più amministrare una città italiana.

L’Italia è sotto attacco dall’interno.
Non solo dalle ONG.
Non solo dai centri di accoglienza.
Ma anche da medici che, pagati con le nostre tasse, hanno scelto di lavorare per l’invasione invece che per la sicurezza nazionale.

La decisione del gip Lipovscek è un primo passo.
Ma deve essere solo l’inizio di una purga totale.
Perché ogni giorno in più di tolleranza costa caro agli italiani: violenza, aggressioni, paura.

Basta buonismo.
Basta solidarietà ai traditori.
Basta certificati falsi che liberano chi poi colpisce le nostre donne e i nostri figli.

Ravenna oggi ha parlato chiaro.
L’Italia deve rispondere con la forza della legge.
Prima che sia troppo tardi.

La rete dei medici rossi anti-rimpatrio continua a operare contro l’Italia ultima modifica: 2026-03-15T14:10:44+00:00 da V
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By V marzo 15, 2026 14:10
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1 Comment

  1. S.C. marzo 15, 15:24

    Finché non danno 4 legnate sulla schiena e ben assestate a questi sedicenti medici continueranno a non rimpatriare nessuno con scuse campate per aria. Più grave la magistratura che gli crede.

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