Troppi musulmani in classe: l’esodo dei bambini italiani dalle scuole venete

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By V marzo 15, 2026 15:07

Troppi musulmani in classe: l’esodo dei bambini italiani dalle scuole venete

L’immigrazione regolare di massa con la sua catena infinita di ricongiungimenti familiari sta distruggendo l’Italia. Mestre è un caso evidente di sostituzione etnica.

**Troppi bambini musulmani in classe: l’esodo silenzioso degli italiani dalle scuole – A Mestre classi all’80% bengalesi, genitori fuggono per non far sentire soli i figli. È la grande sostituzione islamica in aula!**

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Analizzando gli articoli già pubblicati – da “Aule trasformate in moschee: Firenze e Brescia si arrendono alla sharia” a “Scuole piene di musulmani: crocifissi rimossi e preghiere islamiche obbligatorie” passando per “Niente balli e disegni di Gesù: offendono l’Islam” e “Studenti islamici pretendono aule-moschea” – e incrociandoli con le inchieste emerge un quadro devastante e senza ritorno: le scuole italiane non sono più luoghi di formazione nazionale, ma avamposti della colonizzazione islamica. Ora a Mestre-Venezia l’allarme è esploso in tutta la sua drammaticità: i genitori italiani stanno fuggendo in massa dalle scuole di quartiere perché i loro figli rischiano di ritrovarsi **soli** in classi composte al 70-80% da bambini stranieri, per la stragrande maggioranza bengalesi musulmani. Non è più integrazione: è sostituzione etnica e culturale a passo di Ramadan.

**Mestre, l’esodo è già iniziato**
Da oggi al 10 febbraio 2025 (e si ripeterà identico nel 2026) le iscrizioni per l’anno scolastico 2025-26 confermano la tragedia: intere zone di Mestre – via Cappuccina, Corso del Popolo, Piraghetto e Marghera – hanno scuole dell’infanzia e primarie dove le classi sono **quasi esclusivamente straniere**. Alla scuola Querini si tocca il 72% di alunni di origine migratoria, alla Giulio Cesare si supera l’80%, stessa invasione negli asili del centro di Marghera. L’assessore alle Politiche educative Laura Besio (Comune di Venezia) ammette senza pudore: «Sarà impossibile rispettare il protocollo che fissa al 30% massimo la soglia di iscritti stranieri». Il protocollo d’intesa firmato nel 2018 da Prefettura, Ufficio Scolastico e Regione? Carta straccia. Troppi nuclei familiari islamici si sono insediati in quelle aree e la “libertà di scelta” delle famiglie (abolito il vincolo dello stradario) fa il resto.

I genitori italiani, disperati, spostano i figli in istituti più lontani pur di non farli sentire “minoritari nella loro terra”. Come titolava Raffaella Ianuale su IlGiornale.it: «Inizia l’esodo dei bambini italiani». Non vogliono che il figlio sia l’unico italiano in classe, circondato da coetanei che parlano bengalese in cortile, che pretendono menu halal, che chiedono aule per la preghiera del Ramadan e che rifiutano il crocifisso perché “offende Allah”. La stessa dinamica che abbiamo denunciato in tutti i nostri articoli precedenti: a Firenze due aule trasformate in moschee con separazione di genere, a Brescia la sala meditazione diventata mini-moschea con divisorio per le donne, a Pioltello scuole chiuse per Eid, a Treviso bimbi italiani portati in moschea a pregare verso la Mecca.

**Seconda generazione? No, fedeli alla sharia**
L’assessore Besio tenta di minimizzare: «Sono bimbi di seconda generazione, nati in Italia». Ma è proprio questo il dramma: nati qui, ma educati alla sharia in casa e in moschea. Non si integrano, colonizzano. Come documentato in tutti i nostri pezzi, questi “italiani di carta” crescono chiedendo corsi di bengalese a scuola (con plauso del Comune!), imponendo separazione di genere, vietando il maiale in mensa e trasformando le aule in luoghi di culto islamico. Intanto il Comune spende soldi pubblici per mediatori culturali, doposcuola e laboratori per “rendere appetibili” le scuole invase. Risultato? Gli italiani scappano, le classi diventano 100% musulmane e l’identità italiana viene cancellata aula dopo aula.

**La grande sostituzione demografica è sotto gli occhi di tutti**
I numeri parlano chiaro: gli alunni di origine islamica sono triplicati in vent’anni (+281% Istat), mentre gli italiani fanno sempre meno figli. 2,7 milioni di musulmani in Italia, intere zone di Mestre e delle grandi città trasformate in enclave bengalesi-pakistane-marocchine. E la sinistra PD, con i suoi assessori “progressisti”, continua a blaterare di “scuola multietnica di qualità” mentre rimuove crocifissi e concede moschee temporanee. Ipocrisia assassina: la laicità vale solo per i cristiani, mai per l’Islam.

**Basta chiacchiere: soluzioni immediate e non negoziabili**
Questo non è un problema di “accoglienza”. È invasione demografica e islamizzazione programmata. Per fermare l’esodo degli italiani, per salvare le nostre scuole e per difendere l’Italia da questa sostituzione in atto, servono misure drastiche e immediate:

**AZZERAMENTO TOTALE DELL’IMMIGRAZIONE DA PAESI ISLAMICI.** Stop a ogni nuovo arrivo, stop a visti, stop a sbarchi.

**ABROGAZIONE IMMEDIATA DEI RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI.** Basta far entrare mogli, figli e parenti di chi è già qui: è il motore principale della sostituzione.

Solo così si ferma l’invasione silenziosa che sta trasformando le nostre aule in moschee e i nostri quartieri in califfati. Altrimenti, come titolavamo nei pezzi precedenti su Voxnews.org, la resa culturale sarà completa: i nostri figli saranno minoranza nella loro stessa scuola, nella loro stessa città, nella loro stessa Patria.

Mestre è solo l’ultimo campanello d’allarme. Il prossimo sarà la tua scuola, il tuo quartiere. Svegliamoci prima che sia troppo tardi. L’Italia non può più permettersi questa sottomissione. Zero immigrati islamici, zero ricongiungimenti: questa è l’unica via per salvare il futuro dei nostri bambini.

Troppi musulmani in classe: l’esodo dei bambini italiani dalle scuole venete ultima modifica: 2026-03-15T15:07:58+00:00 da V
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By V marzo 15, 2026 15:07
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1 Comment

  1. S.C. marzo 15, 15:19

    Della serie paghiamo l’istruzione pubblica per istruire o per lo meno tentare di istruire i balubini a nostre spese e gli italiani devono pagarsi per l’istruzione dei loro figli istituti privati. Per quanto andranno avanti queste e altri tipi di storie oramai note.

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