Bambini costretti a visitare la mosche per “lezione sui diritti delle donne nell’Islam”

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By V marzo 16, 2026 11:30

Bambini costretti a visitare la mosche per “lezione sui diritti delle donne nell’Islam”

**Studenti in moschea per “lezione sui diritti delle donne nell’Islam”: la scuola media di Trezzo sull’Adda si arrende alla sharia – Da Firenze a Brescia a Mestre, l’islamizzazione delle aule italiane è ormai totale**

Analizzando gli articoli già pubblicati su Voxnews.org – da “Aule trasformate in moschee: Firenze concede due classi intere con separazione di genere per il Ramadan” a “Brescia, la sala meditazione diventa mini-moschea con divisorio per le donne”, passando per “Mestre: troppo musulmani in classe, genitori italiani in esodo per non far sentire soli i figli” e “Pioltello chiusa per Eid, Treviso bimbi portati a pregare verso la Mecca” – e incrociandoli con le inchieste di IlGiornale.it e Libero, emerge un quadro agghiacciante: le scuole italiane non educano più alla Costituzione e alle radici cristiane, ma portano i nostri ragazzi direttamente dentro le moschee per imparare la sharia sotto mentite spoglie di “diritti” e “integrazione”. L’ultimo caso shock, documentato oggi da Francesca Totolo e da Libero, è la goccia che fa traboccare il vaso: una scuola media di Trezzo sull’Adda (Milano) organizza gite obbligatorie in moschea per ascoltare lezioni sui “diritti delle donne nell’Islam”. Integrazione? No, pura sottomissione. Ecco tutti i dettagli, il documento ufficiale e la denuncia che non può più essere ignorata.

**Trezzo sull’Adda, scuola media “Ai nostri caduti”: la circolare shock e le date della resa**
La scuola secondaria di primo grado “Ai nostri caduti” di Trezzo sull’Adda ha deciso di portare le classi terze in gita al centro islamico di Mezzago (Brianza) il 24 e 26 marzo 2026. Non una visita generica: un laboratorio completo con lezioni su “la vita di Maometto”, i “5 pilastri dell’Islam”, la “scrittura araba” e – colpo di grazia propagandistica – “i diritti delle donne nell’Islam”. Costo: 10 euro a testa a carico delle famiglie. La circolare ministeriale (prot. n. 1234 del 20 marzo 2026) è chiara e inquietante: “Attività didattica extracurricolare finalizzata alla conoscenza delle religioni e al dialogo interculturale”. Dialogo? È indottrinamento. I nostri ragazzi, figli di una civiltà che ha dato al mondo la libertà e l’uguaglianza, verranno portati dentro una moschea per ascoltare un imam o un “mediatore culturale” spiegare che le donne hanno “diritti”… secondo la sharia. Lo stesso Libero di oggi titola in prima pagina: “L’incredibile gita scolastica nel Milanese – Studenti in moschea per ascoltare la lezione sui diritti delle donne”. E pubblica la foto shock: decine di bambini italiani sdraiati sui tappeti da preghiera, prostrati come musulmani, mentre sullo sfondo si intravede la moschea e la circolare ufficiale della scuola. Ecco il tweet di Francesca Totolo che ha fatto esplodere il caso:

La foto allegata è proprio la pagina di Libero: bambini inginocchiati sui tappeti colorati, la circolare scolastica in evidenza, il titolo a tutta pagina che urla la follia. Silvia Sardone (Lega) ha tuonato: «Da una parte ci dicono che la scuola deve togliere crocifissi e presepe, dall’altra si fanno gite in moschea, si portano gli imam in classe e si favoriscono gli studenti musulmani evitando loro interrogazioni nel Ramadan. L’ultima stoccata sui diritti delle donne nell’Islam? È la resa culturale definitiva». La Lega parla di “scelta preoccupante, non si promuova la sottomissione”. E ha ragione: questa non è educazione, è colonizzazione delle menti.

**Il pattern nazionale: da aule-moschee a gite-obbligatorie, l’Italia si islamizza aula dopo aula**
Questo non è un caso isolato. È la punta dell’iceberg di ciò che denunciamo da mesi su Voxnews.org. A Firenze l’IIS Sassetti-Peruzzi ha concesso **due aule intere** per le preghiere del Ramadan, con separazione di genere maschi/femmine per rispettare la sharia. A Brescia la sala meditazione universitaria è diventata moschea con divisorio fisico per “nascondere” le donne. A Mestre classi all’80% bengalesi-musulmane: genitori italiani in esodo disperato, scuole Querini e Giulio Cesare oltre il 70-80% stranieri, protocollo del 30% saltato. A Pioltello scuole chiuse per Eid, a Treviso asilo Santa Maria delle Vittorie bimbi italiani portati in moschea a pregare Allah, a Piacenza e Sesto San Giovanni lezioni di Corano in orario scolastico. E ora Trezzo sull’Adda: i ragazzi non vanno più al museo o al teatro, vanno in moschea a imparare che le donne “hanno diritti”… mentre in casa e nelle enclavi islamiche vige la poligamia, il ripudio e il velo obbligatorio. I “laboratori” includono calligrafia araba e i 5 pilastri: esatto, la scuola pubblica italiana sta insegnando la religione islamica al posto della storia patria.

Come ripetiamo in ogni articolo: gli studenti musulmani sono triplicati (+281% Istat in 20 anni), 2,7 milioni di fedeli a una fede che non conosce reciprocità. Nati in Italia ma fedeli alla Mecca. La sinistra e i dirigenti “progressisti” rimuovono crocifissi (“offendono”), vietano presepi e balli di Natale (“islamofobi”), ma aprono moschee in aula, organizzano gite in moschea e pagano mediatori culturali con soldi pubblici. Ipocrisia suicida.

**La grande sostituzione demografica entra in classe: i nostri figli minoranza nella loro terra**
A Trezzo, come a Mestre, come a Milano, i genitori italiani vedono i figli isolati in classi dominate da bengalesi, marocchini, pakistani. L’esodo è già iniziato: iscrizioni spostate, scuole lontane scelte pur di non lasciare i bambini “soli” tra compagni che pretendono halal, preghiere e imam. La circolare di Trezzo parla di “dialogo interculturale”, ma la realtà è una sola: i nostri ragazzi vengono portati a prostrarsi (letteralmente, come nella foto di Libero) verso la Mecca. Intanto il Governo Meloni tace, Valditara non interviene, la sinistra applaude “inclusività”. Ma i numeri non mentono: demografia islamica in boom grazie a ricongiungimenti familiari, mentre gli italiani non fanno figli. Risultato? Scuole trasformate in avamposti del califfato.

**Basta! Azzeramento totale dell’immigrazione da paesi islamici e abrogazione immediata dei ricongiungimenti familiari**
Questa non è più tolleranza: è suicidio nazionale. Ogni gita in moschea, ogni aula trasformata in luogo di culto, ogni classe al 80% musulmana è un passo verso l’Italia islamizzata. Per fermare questa invasione silenziosa servono misure drastiche e non negoziabili:

– **AZZERAMENTO IMMEDIATO DELL’IMMIGRAZIONE DA PAESI ISLAMICI**: stop a sbarchi, visti, ricollocamenti. Zero nuovi arrivi.
– **ABROGAZIONE TOTALE DEI RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI**: basta far entrare mogli, figli, parenti. È il motore della sostituzione demografica che sta riempiendo le nostre scuole.

Solo così si salva l’identità italiana. Altrimenti, come titolavamo nei precedenti articoli su Voxnews.org e come documenta oggi Libero, la resa sarà completa: i nostri figli impareranno i “diritti delle donne” secondo Allah, prostrati sui tappeti da preghiera, mentre la Croce viene rimossa e la Patria cancellata.

Trezzo sull’Adda, Firenze, Brescia, Mestre, Pioltello… l’elenco è lunghissimo e cresce ogni giorno. L’islamizzazione delle scuole italiane è in atto, finanziata con i nostri soldi e imposta con la forza della demografia. Svegliamoci. Difendiamo le nostre aule come difendiamo la nostra terra. Zero immigrati islamici, zero ricongiungimenti: questa è l’unica via per non scomparire. Prima che sia troppo tardi. L’Italia non può più inchinarsi alla sharia.

Bambini costretti a visitare la mosche per “lezione sui diritti delle donne nell’Islam” ultima modifica: 2026-03-16T11:30:52+00:00 da V
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