Immigrati scendono in piazza: “Dateci case gratis subito”

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By V dicembre 3, 2025 12:34

Immigrati scendono in piazza: “Dateci case gratis subito”

### «We need a life, we need home»: quando l’immigrazione diventa pretesa

È la fotografia perfetta dell’Italia del 2025: una ventina di immigrati, quasi tutti giovani maschi bengalesi e pakistani, protestano davanti a un centro di accoglienza con cartelli scritti in un inglese approssimativo:
«We need document», «We need home», «We need respect», «We need a life».
Tradotto: vogliamo tutto, e subito. E soprattutto lo vogliamo pagato dagli italiani.

Non scappano da guerre (il Bangladesh e il Pakistan non sono in guerra), non sono profughi, non sono nemmeno quei “lavoratori essenziali” di cui ci parlavano durante il Covid. Sono semplicemente persone che sono arrivate – spesso illegal North Africa o con visto turistico – e ora pretendono che lo Stato italiano gli regali casa, documenti, reddito e “rispetto”. Come se fosse un diritto acquisito sbarcare qui e farsi mantenere.

Francesca Totolo, con il solito tempismo, ha sintetizzato in una frase la reazione di milioni di italiani:
«Pretendono documenti, case e protezione. Offriamogli invece la remigrazione.»

E ha ragione da vendere.

Perché questi signori non stanno chiedendo lavoro. Stanno chiedendo assistenza a vita.
– Vogliono i documenti senza averne titolo (la gran parte delle domande di protezione internazionale da Bangladesh e Pakistan viene respinta: oltre l’80%).
– Vogliono una casa senza mai aver versato un euro di tasse in Italia.
– Vogliono “rispetto” mentre occupano abusivamente strutture, bloccano strade e pretendono di saltare ogni fila.

Nel frattempo l’italiano medio, quello che si alza alle 5 del mattino per andare in fabbrica o a fare il badante a 800 euro al mese, viene insultato se osa lamentarsi: «Sei razzista».
Il pensionato al minimo che paga le tasse per finanziare questi centri di accoglienza viene chiamato «fascista» se chiede che i soldi vadano prima alle famiglie italiane in difficoltà.

Il messaggio dei cartelli è chiaro: non siamo qui per integrarci, siamo qui per essere mantenuti.
E il messaggio che arriva agli italiani è altrettanto chiaro: siete cittadini di serie B nel vostro stesso Paese.

Basta guardare i numeri:
– 2025: oltre 180.000 domande di asilo (record storico).
– Meno del 12% otterrà davvero protezione.
– Gli altri resteranno qui per anni tra ricorsi, espulsioni mai eseguite e “permessi umanitari” regalati a pioggia.

Risultato? Un sistema che incentiva l’arrivo di chi sa che, anche se perde ogni ricorso, tanto non verrà rimandato indietro. E nel frattempo può vivere gratis, protestare per avere di più e mandare i soldi a casa.

La soluzione è una sola, e non è più un tabù dirla ad alta voce: remigrazione.
Chi non ha diritto di stare in Italia deve essere rimpatriato, punto.
Non con le buone, non con gli “incentivi volontari” da 2.000 euro che nessuno prende.
Con voli charter, accordi bilaterali seri e la fine immediata di ogni forma di assistenza a chi è in attesa di espulsione.

Gli italiani non hanno il dovere di mantenere il mondo.
Hanno il diritto di vivere in un Paese dove chi arriva lo fa per lavorare e rispettare le regole, non per pretendere case, documenti e “una vita” a spese di chi già fatica ad arrivare a fine mese.

I cartelli di questi signori sono la cartolina perfetta del fallimento ventennale delle politiche immigrazioniste.
La risposta deve essere una sola: biglietto di ritorno.
E la prossima volta, prima di scrivere «We need a life», provate a costruirvela a casa vostra.

L’Italia non è il vostro bancomat.

Immigrati scendono in piazza: “Dateci case gratis subito” ultima modifica: 2025-12-03T12:34:05+00:00 da V
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By V dicembre 3, 2025 12:34
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2 Comments

  1. Marino Danielis dicembre 3, 12:41

    ormai hanno capito che l’Italia li manterrà per sempre e per questo chiedono tutto:non sono venuti per lavorare ma per farsi mantenere a vita e noi non abbiamo governi con le PALLE per espellerli subito appena arrivano!

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