Stupra e uccide donna italiana: arrivato con ricongiungimento familiare

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By V dicembre 16, 2025 16:49

Stupra e uccide donna italiana: arrivato con ricongiungimento familiare

### Il Femminicidio di Iris Setti: Il Nigeriano Nweke Condannato per Stupro, Rapina e Omicidio – Arrivato con Ricongiungimento Familiare, Uccide una Donna Italiana e il Sistema Lo Lascia Libero di Colpire

**Trento, 16 dicembre 2025** – “Nessun disturbo mentale”.
Queste parole, pronunciate dalla Corte d’Appello in secondo grado, sono un pugno di giustizia tardiva per Iris Setti, la donna italiana di 63 anni massacrata il 5 agosto 2021 a Trento da Lucky Nweke, un 39enne nigeriano arrivato in Italia grazie a un ricongiungimento familiare – quella catena migratoria che permette a un immigrato di portare parenti, amici, conoscenti, creando enclave familiari dove la violenza machista subsahariana fiorisce impunita. Nweke, già noto per reati minori, ha seguito Iris fino a casa, l’ha aggredita per rapinarla di borsa e telefono, l’ha violentata con brutalità, l’ha strangolata per zittirla per sempre. La difesa? “Disturbo antisociale”, “incapacità di intendere”. La Corte? Respinge: “Non ci sono segnali di disturbo della personalità antisociale”. Condanna confermata: ergastolo per omicidio aggravato da tentata violenza sessuale e rapina. Ma il vero scandalo è questo: Nweke non sarebbe mai dovuto arrivare qui. Ricongiunto familiare – probabilmente da un parente “integrato” – ha usato la cittadinanza italiana regalata come scudo per delinquere, stuprare e uccidere. Questo non è un “caso isolato”: è il veleno dei ricongiungimenti familiari, che importano intere tribù da paesi con culture che vedono la donna come preda, e le lasciano crescere figli che odiano l’Italia che li ospita. Basta con questa catena mortale: abrogare i ricongiungimenti familiari, o le prossime Iris Setti pagheranno con la vita la “generosità” di un sistema che protegge assassini importati!

I fatti, emersi dal processo in Corte d’Appello a Trento e confermati da *Corriere del Trentino*, sono un incubo estivo che ha distrutto una famiglia. 5 agosto 2021, Trento centro: Iris Setti, 63 anni, donna gentile e sola, torna a casa dopo una passeggiata. Lucky Nweke, 39enne nigeriano arrivato con ricongiungimento familiare (permesso per “riunione” con parenti già qui), la segue da lontano – forse dal mercato o dal bus. La aggredisce nel portone: la butta a terra, le strappa borsa e telefono per rapina. Lei resiste, urla. Lui, perso il controllo, la violenta con brutalità – tentata violenza sessuale aggravata dalla rapina – poi la strangola per zittirla. Corpo trovato ore dopo: segni di strangolamento, traumi da stupro, una morte orrenda per pochi euro e un telefono. Indagini rapide: DNA, telecamere, testimonianze. Nweke arrestato, processato: in primo grado ergastolo. Difesa: “Disturbo antisociale, incapace di intendere”. Perizia psichiatrica: “Non ci sono segnali”. Appello: condanna confermata, “nessun disturbo mentale”. Giustizia fatta? Tardi, e parziale: Iris è morta, la famiglia distrutta, e Nweke ha vissuto anni libero in Italia grazie a un ricongiungimento che lo ha portato qui da culture dove la violenza su donne è “normale”.

Questo nigeriano non è un “sbandato”: è il prodotto di ricongiungimenti familiari che importano catene migratorie infinite – un parente arriva, porta moglie, figli, fratelli, cugini – creando enclave dove l’integrazione è un’illusione e la violenza una norma. Nweke, “ricongiunto”, ha usato la sua posizione per rapinare, stuprare, uccidere – come tanti “familiari” importati che delinquono impuniti. In Italia, 300.000 ricongiungimenti annui (dati 2024-2025), spesso da Nigeria, Pakistan, Bangladesh: maschi giovani che portano misoginia tribale, e il sistema li accoglie con permessi, sussidi, scuole – per poi vederli stuprare (dodici casi in due giorni, quasi tutti immigrati). A Roma, gambiani violentano alla Jonio; a Prato, marocchino sfregia 10 donne; a Cardano, algerino bacia 3enne; a Terni, egiziani stuprano in saloni. E qui? Un “ricongiunto” nigeriano strangola una 63enne per rapina e stupro.

La rabbia trentina è un vulcano: “Quante Iris per un ricongiungimento?”, post virale su X. Famiglia Setti: “Giustizia tardiva, ma almeno senza sconti mentali”. Residenti: “Trento non è più sicura”. Il sindaco Franco Ianeselli balbetta “solidarietà”, ma la comunità urla: “Abrogate i ricongiungimenti!”. E Meloni? Promesse di “stop”, ma ricongiungimenti continuano – famiglie intere importate, criminali inclusi.

Basta con questa catena di morte. Chiediamo: abrogazione totale ricongiungimenti familiari, revoca permessi per reati gravi a “ricongiunti”, pene minime ergastolo per violenza su donne. Iris Setti non è “vittima di rapina”: è una italiana uccisa da un sistema che importa assassini con “famiglia”. Trento non è Lagos: è il Trentino, e la riprenderemo – senza “ricongiunti” che strangolano le nostre madri. Altrimenti, la prossima gola stretta sarà quella di tua nonna. L’Italia si svegli: famiglia italiana prima, non tribù importate!

Stupra e uccide donna italiana: arrivato con ricongiungimento familiare ultima modifica: 2025-12-16T16:49:17+00:00 da V
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By V dicembre 16, 2025 16:49
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3 Comments

  1. Steobaldo dicembre 16, 20:11

    e che dire di Vulviana del Germanico?

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  2. Steobaldo dicembre 16, 20:13

    naturalmente questo assassinio venne rubricato e contabilizzato dalle merdose troie femministe come femminicidio tout-court…l’importante è fare numero vero luride creature?

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  3. xx dicembre 17, 07:38

    È colpa del governo. Meloni, Salvini e Piantedosi sono dei buffoni.

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