Il prete dei barconi cambia sesso a Gesù Bambino
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Il Cristianesimo è TUTTO nell’incarnazione. Quindi non è casuale l’incarnazione nell’Uomo attraverso la Donna.
**Gesù Bambina nel Presepe: Il Delirio Woke di Don Vitaliano Colpisce il Cuore del Natale**
Natale 2025, e mentre milioni di italiani si preparano a celebrare la nascita del Salvatore, ecco arrivare l’ennesima trovata woke da una chiesa italiana. Don Vitaliano Della Sala, parroco di Capocastello a Mercogliano (Avellino), noto per le sue posizioni no-global e per presepi “provocatori” (come quello con due Madonne nel 2023), ha deciso di raffigurare Gesù come una bambina nella mangiatoia. “Gesù Bambin@”, scrive lui con la schwa inclusiva, perché “quest’anno nasci anche donna”, per non discriminare le donne che vogliono fare i preti e per incarnarsi nelle “bambine maltrattate, vendute, violentate”. Un post lungo e confuso sui social, dove mescola Gaza, Ucraina, migranti e un fantomatico “Dio meticcio”. È l’ennesimo attacco al Cristianesimo, mascherato da compassione: un delirio ideologico che stravolge la fede per compiacere l’agenda progressista.
### Una Provocazione Che Insulta la Storia Sacra
Don Vitaliano, che in passato è stato sospeso a divinis per le sue uscite estremiste e ha una lunga storia di controversie (dal sostegno ai no-global al presepe LGBTQ+), giustifica tutto come “reinterpretazione” del presepe di San Francesco. Ma San Francesco a Greccio nel 1223 voleva rendere vivo il mistero della Natività, non riscriverlo con lenti woke. Qui non si tratta di avvicinare il Natale alla gente di oggi: si tratta di negare la verità rivelata per spingere un’agenda politica. Gesù non è un simbolo fluido da adattare alle mode: è il Verbo fatto carne, nato maschio da una donna vergine, in una famiglia con un padre putativo, Giuseppe.
E qui arriviamo al cuore del Cristianesimo: **l’Incarnazione**. Il tratto distintivo della nostra fede non è un’astrazione spirituale, come in altre religioni, ma Dio che si fa uomo concreto, storico, in un corpo maschile, nato da Maria. San Paolo lo dice chiaro: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna” (Gal 4,4). E Giovanni: “Il Verbo si fece carne” (Gv 1,14). Carne maschile, perché Gesù è il Nuovo Adamo, che redime l’umanità assumendo la natura umana in un uomo, complementare alla donna – Maria, la Nuova Eva, madre vergine.
Questa scelta non è casuale né discriminatoria: è il culmine della Rivelazione. Dio si incarna come maschio per ristabilire l’ordine spezzato dal peccato, con Maria come cooperatrice perfetta. Cambiare il sesso di Gesù non è “inclusività”, è eresia: nega l’Incarnazione storica, rende Gesù un’icona intercambiabile e svuota il Natale del suo significato. Se Gesù fosse nato femmina, come pretende don Vitaliano, la Redenzione sarebbe diversa? La Scrittura sarebbe falsa? È un’assurdità teologica, un capriccio woke che usa il presepe per promuovere donne prete, ignorando che il sacerdozio cattolico è legato al ruolo di Cristo Sposo della Chiesa.
### Il Woke che Odia le Radici Cristiane
Questa “Gesù bambina” non è compassione per i poveri o le vittime di guerra: è un cavallo di Troia per l’ideologia gender. Don Vitaliano parla di “Dio che si incarna anche nelle donne”, ma Dio si è incarnato una volta per tutte in Gesù, maschio. Si incarna oggi nell’Eucaristia, nei sacramenti, nella Chiesa – non in simboli fluidi. Mescolare la Natività con kefiah, migranti e “donne maltrattate” è strumentalizzare il sacro per politica sinistra, lo stesso errore di chi usa i femminicidi per attaccare il governo.
È la deriva woke che cancella le differenze: maschio e femmina creati a immagine di Dio (Gen 1,27), complementari, non intercambiabili. La femminilità di Maria è esaltata proprio perché madre del Figlio maschio: vergine, forte, obbediente. Stravolgere questo equilibrio è odiare la bellezza del Cristianesimo.
### Basta con Queste Blasfemie
Don Vitaliano non è nuovo a queste provocazioni: dai presepi con due Madonne a gesti pro-Palestina in chiesa, sempre per “far discutere”. Ma la fede non è un dibattito ideologico: è adesione alla verità. Il vescovo di Avellino dovrebbe intervenire, come in passato hanno fatto altri per casi simili. I fedeli meritano presepi che elevino l’anima, non che la confondano con propaganda.
Natale è il Dio-con-noi, incarnato in un Bambino maschio, nato da una Donna. Non lasciamo che il woke lo trasformi in un “Bambin@” neutro. Difendiamo l’Incarnazione, difendiamo il Natale vero. Auguri di un Santo Natale a tutti: Gesù è nato uomo, per salvare uomini e donne. Punto.


questo prete andrebbe scomunicato immediatamente
Continuerebbe a fare il cazzone, va impiccato così la smette…