Pro-Pal e teppisti rossi assaltano treni: niente arresti, solo ‘obbligo di firma’ – VIDEO
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### Assaltano Stazioni, Bloccano Binari, Aggrediscono Poliziotti: Ma per 13 Antagonisti Rossi Solo “Obbligo di Firma” e Coprifuoco Soft
Torino, la città laboratorio dell’estremismo rosso, colpisce ancora. Questa mattina la Digos ha notificato misure cautelari a **13 militanti antagonisti** per una serie di violenze durante cortei e manifestazioni nel 2025: resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata e persino rapina. Ma attenzione: non parliamo di carcere, Daspo o manette ai polsi. Solo obbligo di firma quotidiano alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora con coprifuoco dalle 19.30 alle 7.30. Praticamente un buffetto per chi ha assaltato stazioni ferroviarie, occupato binari bloccando i treni, aggredito agenti e ferito operatori delle forze dell’ordine.
I fatti sono gravissimi e documentati. Durante lo sciopero generale del 29 novembre 2025, circa 700 antagonisti si sono staccati dal corteo ufficiale di CGIL e UIL, hanno lanciato uova con vernice contro la Prefettura e le forze dell’ordine in piazza Castello, poi hanno tentato ripetutamente di forzare gli ingressi della stazione Porta Nuova, aggredendo i poliziotti a protezione. Non contenti, hanno spintonato e colpito il personale di vigilanza e persino agenti della Digos. Ma non è finita: fallito l’assalto a Porta Nuova, si sono diretti a Porta Susa, hanno occupato i binari suspendendo temporaneamente la circolazione ferroviaria, e in quell’occasione hanno accerchiato un operatore Digos sottraendogli il telefono personale con cui documentava le loro gesta. Bilancio: feriti agenti del Reparto Mobile e della Polizia Scientifica.
E ancora: in altre manifestazioni pro-Palestina, hanno tentato di irrompere nella sede RAI sollevando grate, imbrattato bandiere italiane con scritte “Free Gaza” e “1312” (codice per “ACAB”, tutti i poliziotti bastardi), fatto irruzione in Burger King e McDonald’s danneggiando arredi. Un’escalation di violenza che ha lasciato una scia di feriti tra le forze dell’ordine: in un episodio solo, sette operatori del Reparto Mobile contusi.
Questi non sono “ragazzi arrabbiati” o “manifestanti pacifici”: sono professionisti della guerriglia urbana, spesso legati ai centri sociali come Askatasuna, che usano cortei legittimi come scudo per seminare caos. Eppure, la risposta della giustizia? Misure blande, che non fermano certo chi è abituato a sfidare lo Stato. Obbligo di firma e di stare a casa la sera: come se bastasse a scoraggiare chi blocca treni, aggredisce poliziotti e paralizza una città intera.
Dove sono ora le urla indignate della sinistra “pacifista”? Quelli che per un manifesto o un saluto romano gridano al “regime fascista”, ma tacciono quando i loro “compagni” occupano binari, rubano telefoni a agenti e feriscono uomini in divisa? Il sindaco dem Stefano Lo Russo, in passato, ha condannato genericamente la violenza, ma oggi? Silenzio. E la CGIL, che ha indirettamente ospitato questi violenti in coda al loro corteo? Nessuna presa di distanze netta.
La premier Giorgia Meloni e il ministro Matteo Salvini hanno più volte chiesto tolleranza zero per questi covi di delinquenza. Ma la realtà è che l’estremismo rosso continua a godere di un trattamento di favore: misure soft, minimizzazioni mediatiche, e un’impunità che incoraggia nuove imprese. Se questi 13 fossero di destra, le prime pagine urlerebbero “pericolo fascista” e chiederebbero Daspo a vita. Invece, per chi assalta treni e stazioni, solo un “torna a casa presto”.
L’Italia merita di più: sicurezza per i cittadini onesti, per i pendolari bloccati sui binari, per gli agenti che rischiano la vita. È ora di finirla con i due pesi e due misure. L’estremismo rosso va trattato per quello che è: un pericolo per la democrazia, da contrastare con fermezza, senza sconti. Altrimenti, la prossima volta bloccheranno non solo i treni, ma l’intera legalità. Solidarietà totale alle forze dell’ordine: siete voi i veri difensori della libertà.



Sparategli nelle gambe: non è vero che sono ferite leggere, zoppicheranno per il resto dei loro giorni sempre che l’infezione non li uccida prima…