Piracy Shield, Italia multa Cloudflare perché non censura in 30 minuti

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By V gennaio 10, 2026 19:17

Piracy Shield, Italia multa Cloudflare perché non censura in 30 minuti

**Cloudflare contro l’Italia: 17 milioni di multa per aver detto NO alla censura di Stato**

Il 9 gennaio 2026 il CEO di Cloudflare, Matthew Prince, ha pubblicato un messaggio che rimarrà negli annali della battaglia per la libertà di internet. L’Italia ha appena inflitto all’azienda americana una sanzione da **14,2 milioni di euro** (circa 17 milioni di dollari) per un unico, semplice motivo: Cloudflare si è rifiutata di diventare il braccio esecutivo della censura governativa online.

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Il pretesto si chiama **Piracy Shield**, il sistema varato da AGCOM nel 2024 che pretende di combattere la pirateria sportiva bloccando in pochissimi minuti (30 minuti dalla segnalazione, senza passare dal giudice) migliaia di indirizzi IP, nomi di dominio e risoluzioni DNS. Fin qui, potrebbe sembrare una normale operazione anti-pirateria. Il diavolo, come sempre, sta nei dettagli.

Piracy Shield non è solo un blocco selettivo di siti che trasmettono illegalmente partite di calcio. È diventato un **meccanismo di censura extragiudiziale di massa** che pretende di obbligare anche i servizi DNS pubblici globali (come il famoso 1.1.1.1 di Cloudflare) a oscurare contenuti per tutti gli utenti del pianeta, non solo in Italia. E lo fa senza contraddittorio, senza processo, senza possibilità reale di appello efficace e – elemento ancora più grave – senza che un giudice indipendente abbia mai visto le prove.

Cloudflare ha scelto la via più scomoda ma più coerente con i suoi principi: **non ci stiamo**. Non diventeremo lo strumento con cui uno Stato europeo censura internet a piacimento, né tantomeno lo strumento con cui lobby di broadcaster privati decidono cosa può e non può circolare nel mondo. Risultato? Multa record pari all’1% del fatturato globale dell’azienda, una cifra sproporzionata e chiaramente punitiva.

Matthew Prince non ha usato mezze parole:

> «Ci chiedono di diventare complici di un sistema opaco gestito da una cabala di élite mediatiche europee. Un sistema senza trasparenza, senza contraddittorio, senza appello. Un sistema che minaccia i valori democratici alla base di internet.»

E ha rilanciato con una serie di contromisure che suonano come un’autentica dichiarazione di guerra digitale:

– Interruzione immediata del supporto pro bono (valore milioni di dollari) alla sicurezza informatica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026
– Possibile sospensione dei servizi DNS pubblici gratuiti per gli utenti italiani
– Rimozione di infrastrutture Cloudflare dalle città italiane
– Cancellazione di tutti i progetti di investimento e apertura di sedi in Italia

È una posizione durissima. Qualcuno la chiamerà ricatto, altri autodifesa disperata di chi si trova con le spalle al muro. Ma il punto centrale resta uno solo: **uno Stato non può costringere un’azienda privata a censurare internet globale** solo perché non gradisce certi contenuti.

In democrazia la pirateria si combatte con indagini, processi, sentenze. Non con una lista nera amministrativa gestita da burocrati e rappresentanti dei detentori di diritti, che diventa legge di fatto senza passare dal Parlamento né tantomeno dalla magistratura.

L’Italia sta dando al mondo una lezione pericolosissima: se vuoi fare il censore globale, basta mettere una sanzione abbastanza grossa e minacciare abbastanza interessi economici. Funziona? Per ora sì. Ma il prezzo è altissimo: la credibilità dello Stato di diritto, la libertà di espressione online e – non ultimo – la stessa immagine internazionale di un Paese che fino a ieri si vantava di essere la culla del diritto.

La domanda che tutti dovremmo porci in queste ore è semplice e brutale:

**Preferiamo un internet libero con un po’ di pirateria, oppure un internet pulito ma imbavagliato?**

Cloudflare, con tutti i suoi difetti e le sue contraddizioni, ha scelto la prima opzione. E per questo oggi paga 17 milioni di dollari.

Molti altri taceranno e eseguiranno.
Qualcuno, forse, comincerà finalmente a chiedersi se il vero pericolo per la democrazia sia davvero lo streaming illegale di una partita di calcio… oppure lo Stato che pretende di decidere cosa possiamo vedere, quando e dove.

Piracy Shield, Italia multa Cloudflare perché non censura in 30 minuti ultima modifica: 2026-01-10T19:17:56+00:00 da V
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By V gennaio 10, 2026 19:17
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1 Comment

  1. lorenzoblu gennaio 10, 19:30

    Che sto governo di merda inizi a censurare gli sbarchi dei negri andate affanculo cretini… Quello vogliamo.
    Se ci sono degli sfigati che si divertono a vedere coglioni in mutande che prendono a calci un pallone… Lasciateli in pace con l estorsione legalizzata delle bollette è il minimo
    Avevano detto che toglievano le accise.. Le hanno aumentate
    Nella torre del cracKing il diesel è meno. Pregiato della benzina. Ma siccome ci sono più diesel che macchine a benzina… Le hanno tassate… Camion mezzi agricoli e natanti ecc

    Arivaffanculo voi e le merde Ukraine cui in cambio di scamorze date I nostri soldi senza che a nessuno freghi una mazza
    Me in testa

    Reply to this comment
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