Maranza si addestrano ad accoltellare nelle nostre strade
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**Roma Umiliata dal Coltello: Maranza di Seconda Generazione Ballano con Lame Affilate Davanti al Colosseo in Pieno Giorno – Pubblicano Video Impunemente e Si Sentono Padroni d’Italia!**
Guardate e tremate.
Questo è ciò che resta della capitale d’Italia nel 2026:
La “danza del coltello” davanti al Colosseo in pieno giorno: i “maranza” si sentono completamente impuniti.
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 2, 2026
E non è finita:
Ennesima “danza del coltello” pubblicata impunemente sui social pic.twitter.com/nCSxt0zqBC
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 3, 2026
Gruppetti di maranza – seconda generazione, maghrebini, tunisini, egiziani, marocchini, tutti cresciuti qui grazie ai ricongiungimenti familiari – roteano coltelli da macellaio, lame da 20-30 cm, in pieno giorno, davanti al Colosseo, in mezzo ai turisti, ai giapponesi con la reflex, alle famiglie con i bambini. Ballano, ridono, si filmano, caricano su TikTok, Instagram, Telegram, e nessuno li ferma. Nessuna volante, nessuna denuncia, nessun Daspo urbano. Impuniti. Padroni.
Questa non è “folklore”. È una dichiarazione di guerra culturale.
È il messaggio chiaro: “Noi siamo qui, voi non contate più niente. La vostra storia, i vostri monumenti, le vostre leggi, sono solo sfondo per la nostra violenza tribale”.
Questi maranza non sono arrivati ieri con il barcone. Sono nati o cresciuti in Italia, figli di chi è sbarcato negli anni ’90-2000 grazie alla follia dei ricongiungimenti familiari. Hanno assorbito la “cultura del coltello” dai genitori, dai cugini, dalle moschee di quartiere, dai gruppi WhatsApp, e ora la esibiscono come trofeo proprio nel cuore della civiltà che li ha nutriti.
E lo fanno con il cellulare in mano, sapendo che al massimo qualcuno scriverà un tweet indignato (come questo). Sanno che le forze dell’ordine hanno le mani legate, che i giudici minorili li rimandano a casa con una ramanzina, che la sinistra li difende come “ragazzi fragili” e che l’opinione pubblica è troppo terrorizzata per reagire.
Basta.
Questa è la fine della sopportazione.
Ogni “danza del coltello” pubblicata sui social è un atto di sfida allo Stato italiano.
Ogni lama roteata davanti al Colosseo è uno schiaffo alla nostra storia.
Rimpatriateli tutti.
Abrogate i ricongiungimenti familiari.
Revocate la cittadinanza a chi delinque o incita alla violenza.
Espellete le famiglie che hanno allevato queste belve.
Roma non è il palcoscenico della loro barbarie.
L’Italia non è la loro giungla.
O cacciamo questi maranza ora, o tra poco non ci sarà più un Colosseo da difendere: solo un set per la loro danza della morte.
Remigrazione immediata.
O non ci sarà più Italia.


Da ex militare rabbrividisco guardando la preparazione delle nostre FFAA inclusive e democratiche… ai miei tempi avremmo fatto sparire i cazzoni No Tav che giocano a Robin Hood nei boschi della Val Susa e avremmo fatto lo stesso con i baluba spacciatori di Cittiglio… solo per come impugnano un Fucile d’Assalto, pensando di sventolarlo come una bandiera, capisco che non siamo in buone mani e invece di pestare forte col calcio del fucile, che deve essere collassabile – come lo definiscono – così si spezza subito ma non ingombra, andrà a finire che si faranno fare a pezzi dai baluba armati di coltellino ma non froci… 👿