Il complice di Ramy di nuovo arrestato: altra moto rubata

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By V febbraio 8, 2026 12:33

Il complice di Ramy di nuovo arrestato: altra moto rubata

**Arrestato di nuovo Fares Bouzidi, il tunisino che guidava lo scooter su cui morì Ramy Elgaml: i giudici lo avevano rimesso in libertà, i media e la sinistra lo difendevano come una “vittima”**

Milano, 8 febbraio 2026 – Ci risiamo. Fares Bouzidi, il 23enne tunisino che nella notte tra il 23 e il 24 novembre 2024 guidava lo scooter su cui viaggiava Ramy Elgaml (19enne egiziano), è stato arrestato ieri sera dalla Polizia per furto aggravato. Insieme a un complice di 24 anni, stava rubando una moto da 15.000 euro in via Pirandello, zona Citylife. Altri due ragazzi (2001 e 2002) indagati come “pali”. Direttissima in arrivo.

Un aggiornamento che dovrebbe far vergognare tutti quelli che, per mesi, hanno trasformato due delinquenti con precedenti in “martiri” della periferia.

Ricordate la narrazione? “Poveri ragazzi del Corvetto”, “inseguimento assassino”, “carabinieri razzisti”, roghi in strada, manifestazioni, accuse di “omicidio di Stato”. Giornalisti del mainstream, politici di sinistra, centri sociali e qualche magistrato “garantista” hanno passato mesi a piangere sul cadavere di Ramy e a difendere Bouzidi, dipinto come una vittima del “sistema”.

Risultato? Bouzidi – tunisino con precedenti per spaccio e resistenza – era già stato condannato a 2 anni e 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale. Aveva gli arresti domiciliari, ma i giudici (sempre loro) glieli hanno revocati. Libero. E cosa ha fatto il primo che poteva? È tornato a rubare.

Ramy Elgaml, egiziano arrivato da minorenne, anche lui con precedenti. Entrambi in sella a uno scooter potente, senza patente, dopo aver forzato un posto di blocco. Otto chilometri di fuga ad alta velocità. Schianto. Morto il passeggero, ferito il conducente. La Procura ha contestato omicidio stradale sia al carabiniere che a Bouzidi. Ma chi è finito nel tritacarne mediatico? Solo le Forze dell’Ordine.

Ora la realtà nuda e cruda: due extracomunitari con fedina penale sporca, in fuga dalla giustizia, muoiono (uno) e continua a delinquere (l’altro). E il sistema? Giudici che lo lasciano libero, giornali che lo santificano, politici che marciano per lui.

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Questo è l’ennesimo schiaffo a chi ancora crede nella favola dell’“integrazione”. Questi non sono “ragazzi in difficoltà”. Sono criminali seriali che sfruttano la nostra clemenza, la nostra accoglienza, la nostra giustizia morbida.

Bouzidi è di nuovo dentro. Bene. Ma quanti altri girano liberi grazie a giudici buonisti, giornalisti compiacenti e politici che preferiscono difendere lo straniero delinquente piuttosto che i cittadini italiani onesti?

La domanda è semplice: fino a quando permetteremo che l’Italia sia terra di nessuno per questi soggetti?

Il complice di Ramy di nuovo arrestato: altra moto rubata ultima modifica: 2026-02-08T12:33:11+00:00 da V
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By V febbraio 8, 2026 12:33
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2 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell febbraio 8, 14:27

    Un suggerimento: mettiamolo in condizione di ottenere le sue 70 vergini che lo attendono in paradiso, il suo… se poi non funziona almeno ce lo saremo levato dalle balle…

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  2. WLMHH8 febbraio 8, 15:09

    deportazione in campi di sterminio per i maranza del cazzo!

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