TOGA VIETA TRASFERIMENTO IN ALBANIA: “LEDE VITA FAMILIARE” DEL PICCHIATORE DI DONNE CONDANNATO 23 VOLTE

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By V febbraio 16, 2026 12:51

TOGA VIETA TRASFERIMENTO IN ALBANIA: “LEDE VITA FAMILIARE” DEL PICCHIATORE DI DONNE CONDANNATO 23 VOLTE

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li** tra il 1999 e il 2023, **due provvedimenti di espulsione** emessi dai prefetti di Cuneo e Alessandria per pericolosità sociale, e l’uso di **13 alias** per eludere i controlli. Tra i reati spiccano lesioni personali aggravate (ha pestato a sangue una donna italiana con calci e pugni alla testa, procurandole trauma cranico e agli occhi, malattia oltre 20 giorni), furti, spaccio, resistenza a pubblico ufficiale, reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione, commessi prevalentemente in Liguria e Piemonte. È stato detenuto almeno **11 volte** in vari penitenziari italiani.

Ecco il post di Francesca Totolo che ha fatto esplodere la rabbia:

La sentenza del Tribunale di Roma (10 febbraio 2026) riconosce il danno morale per il trattenimento “illegittimo” e il trasferimento in Albania (eseguito il 10 aprile 2025 con fascette ai polsi, definite “modalità degradanti” dal legale). Il Viminale paga 700 euro. Ma nessuno parla del danno subito dalle vittime italiane di questo stesso uomo: donne picchiate, cittadini aggrediti, famiglie terrorizzate da un irregolare pluripregiudicato con 23 condanne e due espulsioni per pericolosità sociale.

La motivazione della sentenza è agghiacciante: il giudice ha negato il trasferimento in Albania perché avrebbe interferito con la “vita familiare” dell’uomo. Peccato che la sua vita familiare sia già distrutta: è padre di due figli con una cittadina italiana, ma il **28 marzo 2023** il Tribunale per i Minorenni del Piemonte ha dichiarato entrambi i genitori **decaduti dalla responsabilità genitoriale**, confermando l’affidamento dei minori ai nonni materni. Era previsto un percorso di progressivo riavvicinamento tramite incontri cadenzati – percorso che, secondo il Viminale, sarebbe stato garantito anche in Albania, con la stessa qualità di contatti esterni consentita nei CPR italiani.

Eppure il giudice ha scelto di tutelare il diritto del pluripregiudicato a “incontri con i congiunti”, ignorando che:
– Ha perso la patria potestà per condotte gravi.
– È irregolare da sempre, senza permesso di soggiorno né iscrizione all’anagrafe o al collocamento.
– Ha collezionato 23 condanne in 24 anni, tra cui violenza su donna.

Questo è il sistema attuale: un irregolare con 23 condanne ottiene protezione e risarcimento perché “ha diritto alla vita familiare”, mentre lo Stato italiano paga il conto. È la vittoria giudiziaria delle toghe rosse, che hanno sempre considerato l’Albania un “mostro” da abbattere: prima bloccano i trasferimenti, poi fanno condannare lo Stato a pagare chi è stato trasferito.

Il messaggio è devastante: tentare di rimpatriare un irregolare pluripregiudicato è rischioso e costoso. Meglio lasciarlo libero, meglio non disturbare. Intanto i CPR si riempiono, i rimpatri si bloccano, i clandestini restano e i contribuenti pagano – in sicurezza e in euro.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse che nominano i loro), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni reali per chi sabota espulsioni e risarcisce delinquenti).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a pagare risarcimenti a chi lo aggredisce. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire i delinquenti.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini, non chi li devasta. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro la sicurezza nazionale! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

TOGA VIETA TRASFERIMENTO IN ALBANIA: “LEDE VITA FAMILIARE” DEL PICCHIATORE DI DONNE CONDANNATO 23 VOLTE ultima modifica: 2026-02-16T12:51:18+00:00 da V
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By V febbraio 16, 2026 12:51
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3 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell febbraio 16, 13:35

    Picchiare a sangue queste toghe del cazzo, magari capiscono… 👿

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  2. xx febbraio 16, 14:59

    I giudici Bile e Albano chiaramente sono schierati…

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  3. Kurly febbraio 16, 15:21

    Scusate la domanda, ma se noi ci comportassimo come queste fecce nei loro paesi di origine, riceveremo lo stesso trattamento??? Di sicuro ci taglierebbero la testa e ce l’apprenderebbero al soffitto. Ora è chiaro che ci siamo meritati il titolo di zimbello in tutto il pianeta, un carnevale di giustizia come la nostra non si trova da nessuna parte….🤢🤮

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