Pluripregiudicato massacra capotreno ma non viene arrestato: ha il ‘permesso umanitario’

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By V marzo 2, 2026 16:54

Pluripregiudicato massacra capotreno ma non viene arrestato: ha il ‘permesso umanitario’

**Asilo politico come scudo per i violenti: a Brescia un nigeriano pregiudicato aggredisce il capotreno e resta a piede libero, con la Procura che lo aspetta solo sulla carta**

Brescia, 2 marzo 2026 – È un segnale allarmante, l’ennesimo, di un sistema che ha smarrito ogni logica di sicurezza e priorità nazionale. Mentre i cittadini italiani salgono sui treni con la legittima pretesa di viaggiare tranquilli, un 30enne nigeriano titolare di **asilo politico** – sì, proprio quello status concesso in nome di presunte persecuzioni – si permette di aggredire un capotreno, interrompere il servizio pubblico e terrorizzare i passeggeri. E la risposta delle istituzioni? Nessun arresto. Solo una denuncia a piede libero. Come se fosse un normale cittadino italiano con una multa non pagata.

I fatti, ricostruiti con precisione dagli agenti della Polizia Ferroviaria di Brescia, parlano chiaro e dovrebbero far rabbrividire chiunque abbia ancora a cuore la tutela dei nostri connazionali. Lo scorso gennaio, durante un normale controllo biglietti a bordo del convoglio, il nigeriano viene trovato senza titolo di viaggio. Il capotreno, nell’esercizio delle sue funzioni, lo invita a scendere. La reazione? Un’escalation di violenza verbale e fisica: insulti, spintoni, aggressione vera e propria. Un episodio gravissimo che ha creato il panico tra i viaggiatori, costretti ad assistere impotenti a questa ennesima dimostrazione di arroganza immigrata.

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Ma non è finita. Gli investigatori della Polfer, grazie alle immagini della videosorveglianza della stazione di Brescia, hanno individuato e denunciato l’uomo alla Procura della Repubblica per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Un soggetto già noto alle forze dell’ordine, con un curriculum criminale pesante: porto illegale di armi, minacce, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale. Eppure, nonostante tutto questo, gode ancora dello **status di asilo politico**. Un privilegio che, in pratica, gli ha garantito l’impunità anche stavolta: niente manette, niente carcere preventivo, solo un foglio di carta che lo “invita” a presentarsi in giudizio.

Il Questore di Brescia, Paolo Sartori, ha fatto ciò che poteva: ha subito sollecitato la Commissione Territoriale per i Rifugiati affinché revochi questo assurdo status, aprendo la strada a un ordine di allontanamento e all’espulsione verso la Nigeria. Un gesto lodevole, certo, ma che arriva con mesi di ritardo e che, soprattutto, rivela l’inadeguatezza cronica del meccanismo. Perché aspettare che un rifugiato “politico” aggredisca un lavoratore del trasporto pubblico per rendersi conto che non merita alcuna protezione? Quanti altri episodi come questo devono verificarsi prima che qualcuno, a Roma, capisca che l’asilo non può essere un salvacondotto per delinquenti seriali?

È il copione che si ripete: immigrati irregolari o con status protetto che sfruttano la nostra generosità, commettono reati e poi si nascondono dietro cavilli burocratici e diritti inventati. Nel frattempo, i passeggeri – italiani onesti che pagano il biglietto e le tasse – vivono nella paura costante. Le stazioni e i treni, luoghi simbolo della vita quotidiana, diventano zone a rischio dove la legalità è sospesa. La Polizia Ferroviaria fa un lavoro encomiabile, controlla, indaga, denuncia. Ma senza una legge che permetta arresti immediati per chi viola in modo così plateale le regole, senza una riforma drastica dell’asilo politico che escluda chiunque abbia precedenti penali, questi sforzi restano monchi.

Basta con l’ipocrisia. Un nigeriano con precedenti per armi e violenza non scappa da nessuna persecuzione: scappa dalla giustizia del suo Paese e la trova qui, nella nostra debolezza. È ora di dire basta: revoca immediata dell’asilo per tutti i pregiudicati, espulsioni esecutive senza appello, e una politica migratoria che metta al primo posto la sicurezza degli italiani. Altrimenti, episodi come quello di Brescia non saranno più “notizie”, ma la nuova normalità. E noi non possiamo, non dobbiamo, accettarlo.

Pluripregiudicato massacra capotreno ma non viene arrestato: ha il ‘permesso umanitario’ ultima modifica: 2026-03-02T16:54:57+00:00 da V
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By V marzo 2, 2026 16:54
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1 Comment

  1. WLMHH8 marzo 2, 17:47

    SCHIFO

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