Nigeriano uccide a calci Cesare, il gatto dei pendolari

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By V marzo 5, 2026 17:10

Nigeriano uccide a calci Cesare, il gatto dei pendolari

**Barbarie importata: nigeriano massacra a calci Cesare, il gatto amato da migliaia di pendolari. Dove sono finite le “gattare” femministe e gli animalisti che urlano solo quando fa comodo?**

In un’Italia sempre più invasa e umiliata, si consuma l’ennesimo atto di crudeltà gratuita che spezza il cuore e fa ribollire il sangue. Cesare non era un gatto qualunque. Era la mascotte della stazione di Colleferro, vicino Roma: un batuffolo di pelo grigio che ogni mattina accoglieva i pendolari stanchi, gli operai, le mamme in corsa, regalando un attimo di tenerezza in mezzo al cemento freddo e alla fatica quotidiana. I viaggiatori lo conoscevano per nome, lo fotografavano, gli lasciavano cibo e carezze. Cesare era diventato uno di famiglia, un simbolo di affetto puro in un mondo che ne ha sempre meno.

Il 27 gennaio 2026 quella fiducia innocente è stata tradita nel modo più brutale. Un operaio nigeriano di 46 anni, arrivato chissà come e chissà perché tra noi, ha sferrato un calcio violentissimo contro il povero animale. Un calcio senza motivo, senza pietà, che ha ridotto Cesare in fin di vita. Portato d’urgenza al Policlinico Veterinario Roma Sud, il micio ha lottato per settimane tra dolori atroci, flebo, sofferenze indicibili. Il 12 febbraio ha chiuso gli occhi per sempre. Morto. Ucciso da un calcio di un uomo che non avrebbe mai dovuto mettere piede sul nostro suolo.

I Carabinieri di Colleferro hanno fatto il loro dovere: indagini, testimonianze, identificazione. L’uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali. Ma sui giornali e nei titoli, puntuale come un copione già scritto, ecco la formula ipocrita: “il presunto aggressore”. Niente nazionalità all’inizio, niente contesto. Solo dopo che i social hanno scavato, salta fuori la verità: 46enne nigeriano.

E qui il sangue sale alla testa. Dove sono finite le gattare femministe? Quelle stesse che invadono le piazze per ogni randagio, che piangono fiumi di lacrime davanti alle telecamere quando l’aguzzino ha la pelle bianca e il cognome italiano? Silenzio. Assordante, complice, rivoltante silenzio. Gli animalisti di professione – da Michela Vittoria Brambilla in giù – muti come tombe. Perché? Perché ammettere che l’immigrazione incontrollata sta importando non solo povertà e criminalità, ma anche una cultura della violenza e della mancanza di rispetto per la vita sarebbe troppo scomodo. Meglio voltarsi dall’altra parte, meglio proteggere il “diverso” piuttosto che il nostro gatto, la nostra comunità, il nostro modo di vivere.

Questo caso non è un’eccezione. È la regola di un’invasione che ci sta cambiando il Paese. Gente che arriva da realtà dove gli animali valgono meno di niente, dove la compassione è un lusso che non si possono permettere, e noi li accogliamo a braccia aperte, gli diamo case, lavori, diritti, mentre i nostri anziani e i nostri bambini pagano il prezzo in sicurezza e decoro. Cesare è morto per ricordarcelo: ogni giorno, in stazioni, parchi, strade, la convivenza forzata produce questi orrori. E la sinistra, con il suo politically correct da quattro soldi, sceglie sempre da che parte stare: mai dalla nostra, mai da quella degli italiani, mai da quella degli animali quando il carnefice viene dal Sud del mondo.

Il dolore dei pendolari di Colleferro è il nostro dolore. È il pianto di una nazione stanca di subire, stanca di vedere i propri spazi pubblici trasformati in zone franche di barbarie importata. Cesare meritava giustizia vera, non una denuncia a piede libero. Meritava che il suo aguzzino venisse espulso immediatamente, senza tanti complimenti. E l’Italia merita di riprendersi il controllo delle sue frontiere, delle sue città, della sua civiltà.

Basta ipocrisia. Basta silenzio complice. Basta accoglienza suicida. Per Cesare, per tutti i gatti, i cani, gli animali indifesi che pagano il prezzo di questa follia migratoria, è arrivato il momento di dire basta con forza e senza più remore. Espulsioni immediate per chi delinque. Controlli reali. Priorità agli italiani. Altrimenti non resterà più nulla da salvare: né i nostri animali, né la nostra anima.

Ecco il post che ha fatto esplodere la rabbia di tanti italiani stanchi di questa narrazione distorta:

Nigeriano uccide a calci Cesare, il gatto dei pendolari ultima modifica: 2026-03-05T17:10:06+00:00 da V
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By V marzo 5, 2026 17:10
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2 Comments

  1. Giulio60 marzo 5, 17:54

    Vergona, schifo, ribrezzo per questa gente

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  2. Kurly marzo 5, 20:29

    Pregherò affinché possa fare la stessa fine del micio 🙏

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