Islamici lo dicono chiaro: se vince il NO si prenderanno l’Italia
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Già oggi abbiamo un governo timido e una magistratura pro-invasione arrogante. Figuriamoci se dovesse vincere il NO. Su questo puntano le organizzazioni islamiche in Italia: toghe compiacenti che rovescino la volontà popolare e svendano l’Italia all’islamizzazione: clandestini, permessi di soggiorno, moschee e cittadinanza.
**L’Islamizzazione del “No”: quando la Mecca detta la linea referendaria**
Tommaso Cerno lo ha scritto nero su bianco e senza giri di parole: il fronte del No al referendum non è più soltanto una battaglia politica italiana, è diventato il cavallo di Troia dell’islamizzazione. E la prova non è una coincidenza, è un progetto preciso. Lo ha detto chiaro e tondo il leader islamista Roberto Hamza Piccardo, fondatore dell’Ucoii, centro di potere dell’islam in Italia legato ai Fratelli Musulmani: «I musulmani devono votare No, perché conviene». Quella parola – “conviene” – è la chiave di volta del patto scellerato tra piazza antagonista, sinistra parlamentare e ala radicale dell’islam politico che dalla Francia esporta da anni la strategia della sostituzione culturale e istituzionale.
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Non stiamo parlando di integrazione. Stiamo parlando di sharia a dosi pediatriche, protetta dalla favola buonista dell’“inclusione”. Stiamo parlando di magistratura che, mentre sostiene il No, continua a decidere sulle sorti dei clandestini islamici, a giustificare la violenza sulle mogli come “fatto culturale”, a processare i nostri marinai e soldati per la tragedia di Cutro dopo aver salvato migliaia di vite. Le stesse toghe che oggi vengono corteggiate dalla piazza estremista sono le stesse che, domani, trasformeranno le accuse in condanne preventive e le sentenze in strumenti di egemonia politica.
E il cerchio si chiude con Mohammad Hannoun: da affiliato di Hamas in carcere a nuovo eroe della sinistra italiana. È lo stesso schema che abbiamo visto in Francia, in Inghilterra, in Svezia: prima si usa l’immigrazione come leva elettorale, poi si cede pezzi di sovranità culturale, infine si islamizza il sistema laico. La Costituzione? Per loro diventa carta straccia da piegare: toghe con simboli di partito, religioni trasformate in movimenti estremisti, accuse che pesano più delle condanne definitive. E il “No” referendum, guarda caso, si orienta proprio verso la Mecca.
Non è retorica. A Venezia un bengalese scala Fratelli d’Italia per imporre la moschea. A livello nazionale l’Ucoii detta la linea di voto ai propri fedeli. In Europa intera i Fratelli Musulmani, organizzazione dichiarata terroristica da diversi Paesi, muovono i fili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’islamizzazione non arriva più solo con i barconi, arriva con le schede elettorali, con le sentenze, con le piazze che gridano “No” ma in realtà dicono “Sì” alla sharia soft.
L’Italia è l’ultimo baluardo laico d’Europa. Se il fronte del No vince, non vince solo la sinistra: vince il progetto di sostituzione demografica e culturale che Hamza Piccardo e i suoi alleati hanno dichiarato apertamente. La Mecca non chiede più permessi. La Mecca detta la linea. E chi ancora finge di non vederlo sta firmando, referendum dopo referendum, la resa dell’Occidente.
Il tempo delle favole multiculturali è finito. Quello che sta accadendo oggi non è un’alleanza politica: è l’ultimo atto dell’islamizzazione strisciante dell’Italia. E il “No” referendario ne è diventato la bandiera verde.


Ma non dite cazzate. La colpa è del governo che non fa le leggi, vergogna.