**Sospettati del delitto Quentin ospiti di Avs a Roma**
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**Sospettati del delitto Quentin ospiti d’onore di Avs a Roma: la rete rossa tra Francia e Italia sotto accusa**
La morte di Quentin Deranque – il 23enne studente di matematica, convertito al cattolicesimo e militante nazionalista aggredito a morte da un commando antifascista a Lione il 12 febbraio – continua a scuotere la Francia e a rivelare collegamenti inquietanti con l’Italia. Video, testimonianze e documenti inchiodano Jacques-Élie Favrot, assistente parlamentare del deputato LFI Raphaël Arnault (fondatore della Jeune Garde Antifasciste, sciolta nel 2025), come uno dei partecipanti al linciaggio. Ma emerge un dettaglio esplosivo: Arnault e figure vicine alla sua rete sono stati ricevuti e premiati in Italia da esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), con legami che arrivano fino a Roma e all’assalto di Acca Larentia a gennaio 2026.
### I video e i 15 testimoni inchiodano l’assistente di Arnault
Secondo ricostruzioni dettagliate riportate da Le Figaro e altri media francesi, almeno 15 testimoni – tra cui militanti di Némésis e passanti – hanno riconosciuto Favrot tra gli aggressori che hanno inseguito, atterrato e massacrato di calci alla testa Quentin. Il giovane è stato inseguito per oltre 1,5 km dopo l’aggressione iniziale, collassando al Quai Fulchiron. Favrot, assistente di Raphaël Arnault (deputato LFI e cofondatore della Jeune Garde), è stato sospeso precauzionalmente dall’accesso al Parlamento francese dalla presidente Yaël Braun-Pivet, per “turbative dell’ordine pubblico”. Il suo avvocato ha smentito un ruolo diretto nell’omicidio, ma non la presenza sul posto. L’inchiesta è per “coups mortels aggravés” (colpi mortali aggravati), con almeno sei aggressori identificati in banda organizzata.
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Arnault, premiato nel 2024 a Roma con una targa ufficiale del Comune (consegnata da Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio e esponente Avs), aveva dichiarato in quell’occasione: “Uniti nella battaglia”. Nelle foto dell’evento, circolate su Instagram e rilanciate da vari account, compare un giovane che fonti non smentiscono essere proprio Jacques-Élie Favrot. Questo premio – con logo ufficiale del Comune di Roma – simboleggia i legami tra l’antifascismo militante francese e la sinistra istituzionale italiana.
### L’intervista a Vincenzo Sofo: “Azioni coperte politicamente, magistrati compiacenti”
L’ex eurodeputato Vincenzo Sofo (ex Lega, ora vicino a Fratelli d’Italia) ha rilasciato un’intervista durissima a Il Giornale: “Le loro azioni sono coperte politicamente. Molti magistrati transalpini compiacenti”. Sofo denuncia un’“internazionale di estrema sinistra” che collega La France Insoumise ai centri sociali italiani: “C’è una rete che protegge questi gruppi. In Francia l’antifascismo militante gode di impunità grazie a complicità politiche e giudiziarie. Lo stesso accade qui: pensiamo ai centri sociali che bloccano eventi democratici o assaltano sedi”.
Sofo collega il caso Quentin alla tolleranza verso la violenza politica: “Quentin era un ragazzo pacifico, senza precedenti, ucciso in 15 contro 1. Eppure la sinistra minimizza o giustifica. È la stessa logica che vediamo in Italia con la Remigrazione ostacolata con minacce”.
### L’assalto di Acca Larentia: Arnault in Italia quel giorno?
A gennaio 2026, durante la commemorazione di Acca Larentia a Roma, un corteo antifascista ha assaltato la sede di via Acca Larentia con fumogeni, petardi e scontri violenti. Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione al Viminale: “Quel giorno Arnault era in Italia”. Secondo fonti di destra, il deputato LFI partecipava al corteo con la rete antifascista internazionale. Alcuni aggressori parlavano un “arabo-europeo” misto, e si ipotizza un legame con la rete di Arnault. Il Giornale riporta: “È gennaio 2026 e Raphaël Arnault si trova a Roma. Con la rete antifascista internazionale, il deputato francese partecipa al corteo contro la cerimonia di Acca Larentia”.
Non smentita la presenza di Favrot o figure vicine in quell’occasione, che ora appare come un precedente dell’impunità goduta da questi gruppi.
### La rete rossa: da Lione a Roma, impunità protetta
La Jeune Garde – cofondata da Arnault – è stata sciolta nel 2025 per violenza, ma i suoi ex membri continuano ad agire. Arnault, deputato LFI di Mélenchon, ha difeso pubblicamente il gruppo. Ora, con un suo assistente sospettato di omicidio, emergono legami con Avs: premi, ospitate, silenzi. La sinistra italiana non ha condannato con forza il delitto Quentin, mentre in Francia LFI minimizza o attacca le vittime.
È uno scandalo: sospettati di omicidio ricevuti come “ospiti d’onore” da Avs a Roma, mentre un ragazzo innocente giace morto per mano della loro rete. Basta impunità. L’Italia deve indagare questi legami, sciogliere le milizie rosse e dire chiaro: chi protegge assassini non ha posto nella democrazia.
Quentin Deranque non è morto invano. La sua morte deve smascherare l’ipocrisia dell’antifascismo che uccide. Fuorilegge l’estrema sinistra violenta, ora!


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