Tre casi in pochi giorni: sono loro che rapiscono i bambini
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Terrore in Italia: tre tentativi di rapimento in una settimana, tutti ad opera di immigrati – i nostri bimbi italiani nel mirino di un’invasione senza regole!
L’Italia è sotto attacco, e il fronte più vulnerabile sono i nostri figli: tre tentativi di rapimento in una sola settimana, tutti perpetrati da immigrati irregolari, ubriachi o con precedenti penali, che trasformano supermercati e scuole in teatri dell’orrore. Non è un caso sporadico, è l’ennesima prova che l’immigrazione incontrollata importa violenza e predatori pronti a colpire i più indifesi. Da nord a sud, da Bergamo a Roma a Caivano, una catena di aggressioni che grida emergenza nazionale – e il governo dorme, mentre le famiglie italiane vivono nel panico!
Cercano bambini italiani da rapire in tutta Italia: boom di casi
Partiamo dai fatti agghiaccianti. Sabato 14 febbraio a Bergamo, un romeno di 37 anni senza fissa dimora ha afferrato una bimba di 18 mesi all’uscita dell’Esselunga di via Corridoni, fratturandole il femore nella furia del gesto. I genitori, in shock, hanno descritto attimi di terrore: “Abbiamo avuto paura, tanta paura”. Solo l’intervento di clienti e security ha sventato il peggio, ma la piccola è finita in ospedale con un gesso. L’uomo, arrestato per tentato sequestro e lesioni, incarna il pericolo degli irregolari che infestano le nostre città.
Pochi giorni prima, l’11 febbraio a Roma Monteverde, una donna straniera – forse filippina, secondo alcune ricostruzioni, ma comunque extraeuropea – si è presentata alla scuola dell’infanzia Guglielmo Oberdan fingendosi babysitter. Ha mostrato una foto della bimba di 3 anni e ha tentato di portarla via in anticipo. Le maestre, insospettite dal suo italiano balbettante, hanno chiesto documenti e l’hanno fatta fuggire. La nonna ha riconosciuto l’identikit: la stessa figura aveva già avvicinato la piccola in strada con complimenti inquietanti. Polizia allertata, ma la sospetta è svanita – ennesimo fantasma dell’immigrazione porosa.
E ora, martedì 17 febbraio a Caivano (Napoli), un 45enne ghanese ubriaco con precedenti ha inseguito una madre e il suo bimbo di 5 anni al supermercato MD di via Atellana. Ha gridato: “Questo non è tuo figlio, dammelo!”, tentando di afferrarlo per un braccio e sollevarlo. La mamma, l’amica e una cassiera si sono frapposte, mentre lui li inseguiva all’interno fino alle casse. I Carabinieri, grazie alle telecamere, lo hanno arrestato poco dopo per tentato sequestro di persona. Le immagini choc, diffuse dai media, mostrano la brutalità: un immigrato irregolare che attacca in pieno giorno.
Tre casi in una settimana, tutti ad opera di immigrati extraeuropei: romeno a Bergamo, straniera a Roma, ghanese a Napoli. E non sono isolati – come confermano le cronache: negli ultimi mesi, decine di episodi simili da Padova a Bologna, da Torino a Trapani, sempre con autori stranieri sovrarappresentati. Il 38% dei sequestri è opera di immigrati, che sono solo il 9% della popolazione – una sproporzione criminale che urla fallimento delle politiche migratorie!
Questi non sono “disagi sociali”: sono aggressioni premeditate da individui importati da contesti culturali alieni, spesso irregolari, ubriachi o con precedenti, favoriti da confini colabrodo e leggi lassiste. I nostri supermercati, scuole e strade non possono diventare terreni di caccia per predatori che non hanno nulla da perdere. Le famiglie italiane vivono nel terrore: madri che stringono forte i figli, genitori che scrutano ogni ombra straniera. E mentre i bambini portano gessi e traumi, la sinistra continua a minimizzare, parlando di “contesto complesso” invece di chiudere le frontiere.
Basta! È emergenza nazionale: blocco immediato dei flussi extraeuropei, regolari e irregolari; espulsioni lampo per ogni irregolare delinquente; sorveglianza armata in supermercati, scuole e parchi. I nostri bimbi italiani meritano di crescere protetti, non esposti ai rischi di un’invasione che semina violenza. Ignorare questa catena di orrori significa tradire il futuro del Paese – svegliamoci, o il prossimo rapimento non sarà solo “tentato”!


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