Annullata la gita dei bambini nella moschea abusiva

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By V marzo 17, 2026 19:31

Annullata la gita dei bambini nella moschea abusiva

**Annullata la gita in moschea di Trezzo sull’Adda: non tacere davanti alla sottomissione è un dovere**

Con queste parole Francesca Totolo ha dato la notizia della vittoria di oggi, 17 marzo 2026. L’Istituto Comprensivo “Ai nostri caduti” di Trezzo sull’Adda (Milano) aveva programmato per le classi terze della secondaria di primo grado una visita didattica alla sede dell’associazione culturale Assalam di Mezzago, in provincia di Monza-Brianza. La data prevista: 24 e 26 marzo. Il programma? Non una semplice passeggiata culturale, ma veri e propri laboratori su Maometto, i cinque pilastri dell’Islam, i “diritti delle donne” secondo la sharia e la scrittura araba. Obiettivo dichiarato: far conoscere agli alunni «l’Islam in alcuni aspetti e tematiche particolarmente importanti» e «il radicamento e le manifestazioni dell’Islam sul nostro territorio».

La circolare scolastica, finita sui giornali e sui social, parlava chiaro. Tra le motivazioni didattiche c’era persino il “rispetto del luogo di culto islamico” e la considerazione delle “diverse culture e religioni come una ricchezza da rispettare”. Tutto molto bello, se non fosse che in troppe scuole italiane si tolgono crocifissi e si cancellano presepi e canzoni di Natale in nome della “laicità”, mentre si portano gli adolescenti a sentire un imam spiegare i diritti delle donne nella religione che più di ogni altra li ha compressi per quattordici secoli.

Il sindaco di Mezzago, Massimiliano Rivabeni, aveva già chiarito: a Mezzago non esiste alcuna moschea ufficiale, solo la sede di un’associazione: moschea abusiva. Eppure la gita era stata organizzata lo stesso. È scattato il polverone: europarlamentari, consiglieri regionali, genitori e cittadini hanno denunciato il rischio di indottrinamento unilaterale. Nessuna intesa tra Stato italiano e comunità musulmane autorizza simili iniziative, e portare ragazzi a lezione di “diritti delle donne” in un contesto islamico è apparso a molti avvilente e fuorviante.

Alla fine l’associazione Assalam ha deciso di annullare tutto. Motivo ufficiale: «Troppi rischi di strumentalizzazione». Tradotto: troppe luci puntate addosso. Il caso è chiuso, almeno per questa volta. La gita non si farà. E l’immagine che accompagna l’annuncio di Totolo – la prima pagina di Libero con il titolo “Studenti in moschea per ascoltare la lezione sui diritti delle donne” e la circolare scolastica in bella vista – resterà documento di un tentativo fallito.

Questa non è una vittoria di partito. È una vittoria della ragione e del buon senso. È la dimostrazione che quando i cittadini non tacciono, quando si alzano voci contro la sottomissione strisciante, qualcosa si ferma. L’islamizzazione delle scuole italiane non è una teoria complottista: è un processo concreto, fatto di gite “didattiche”, laboratori obbligatori, corsi di arabo e di “integrazione” che in realtà insegnano una sola direzione – quella dell’adattamento all’Islam – mentre l’identità cristiana viene progressivamente cancellata.

Oggi a Trezzo sull’Adda si è fermato un pezzo di questo meccanismo. Domani potrebbe toccare a un’altra scuola, a un altro laboratorio sui “pilastri” o sui “diritti delle donne” che nella pratica significano poligamia, eredità dimezzata, testimonianza femminile che vale la metà di quella maschile. Non è odio. È lucidità.

Non tacere davanti alla sottomissione è un dovere, come ha scritto Francesca Totolo. E oggi quel dovere ha prodotto un risultato concreto. Ma guai a illudersi: la battaglia è lunga. L’islamizzazione non si arrende con un annullamento. Continua a lavorare nelle aule, nei corridoi, nelle circolari. Solo chi non tace potrà fermarla.

Annullata la gita dei bambini nella moschea abusiva ultima modifica: 2026-03-17T19:31:15+00:00 da V
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