Maranza gli strappa un occhio a bottigliate: italiano rischia la vista

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By V marzo 26, 2026 15:27

Maranza gli strappa un occhio a bottigliate: italiano rischia la vista

**Padova sotto assedio: immigrato tunisino sfregia con una bottigliata l’occhio di un 19enne trevigiano. Il ragazzo italiano rischia di perdere la vista per una lite da nulla.**

Padova, 26 marzo 2026. Ancora una volta, una serata che doveva essere di svago si trasforma in un incubo di violenza selvaggia. Un 21enne tunisino, regolarmente presente sul territorio italiano, ha ridotto in fin di vita l’occhio di un giovane italiano di 19 anni, residente a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso. Il tutto per futili motivi, in una rissa scoppiata fuori dalla discoteca Next di via Montà. Il trevigiano è stato colpito in pieno volto con un coccio di bottiglia di vetro, un’arma improvvisata ma letale, e ora lotta per non perdere definitivamente la vista all’occhio sinistro. Una ferita profonda, un intervento d’urgenza in ospedale e una prognosi che lascia poco spazio all’ottimismo: questo è il bilancio di un’aggressione che grida vendetta al cielo e denuncia, ancora una volta, il fallimento totale di un modello di immigrazione incontrollata.

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I fatti, ricostruiti dalla Polizia di Stato e riportati da tutte le fonti locali, sono agghiaccianti nella loro brutalità. Nella notte tra sabato 21 e domenica 22 marzo, intorno alle 4.40, quattro ragazzi trevigiani – tra cui la vittima – si trovano nel parcheggio della discoteca dopo una serata normale. Vengono avvicinati da un gruppo di quattro nordafricani. Uno di loro brandisce già una bottiglia di vetro. La discussione degenera in un attimo: spintoni, minacce, e poi il gesto definitivo. Il 21enne tunisino di Mortise – zona periferica di Padova – prende la bottiglia, la spacca a terra trasformandola in un’arma affilata e colpisce con ferocia il 19enne italiano al volto. Sangue ovunque. Il ragazzo trevigiano, accecato dal dolore e dal sangue, si rifugia dentro il locale mentre gli amici inseguono l’aggressore che tenta la fuga in auto. Solo grazie al loro coraggio e alla targa annotata in extremis la Polizia riesce a individuare e arrestare il tunisino poco dopo, vicino alla sua abitazione. Sul veicolo sono state trovate tracce di sangue. L’aggressore è finito in manette per lesioni gravissime.

Ma non è solo un episodio isolato di violenza. È la fotografia di un Paese che sta perdendo il controllo delle proprie città. Un giovane italiano, figlio della nostra terra veneta, esce per divertirsi e torna a casa con il rischio concreto di rimanere cieco da un occhio. L’aggressore? Un cittadino tunisino, arrivato chissà come e chissà perché, che invece di integrarsi ha scelto la strada della sopraffazione. Non è la prima volta che Padova e il Nordest pagano questo prezzo altissimo. Risse, aggressioni, coltelli e bottiglie diventano routine nelle zone della movida, dove la presenza massiccia di immigrati extracomunitari crea tensioni esplosive. I gruppi di nordafricani che si muovono compatti, armati di oggetti trovati per strada, contro ragazzi italiani che chiedono solo di passare una serata tranquilla: questo è lo scenario che si ripete con allarmante frequenza.

Il Questore di Padova ha già avviato le procedure per la revoca del permesso di soggiorno dell’aggressore. Bene, ma non basta. È ora di dire basta a questa retorica dell’“integrazione” che nasconde solo incapacità e buonismo. Quanti altri occhi italiani dovranno essere sfregiati prima che il Governo chiuda i rubinetti dell’immigrazione selvaggia dalla Tunisia e dal Nordafrica? Quanti altri giovani trevigiani, padovani, veneti dovranno finire in ospedale per colpa di chi non ha nulla a che fare con la nostra cultura e la nostra sicurezza?

Questa non è xenofobia: è semplice buonsenso. I fatti parlano chiaro. Il ragazzo tunisino ha scelto la violenza gratuita contro un coetaneo italiano. Il 19enne di Pieve di Soligo ora combatte per recuperare la vista, mentre la sua famiglia vive l’angoscia di un futuro segnato per sempre. È intollerabile che i nostri figli debbano pagare con il sangue l’incapacità della politica di difendere i confini e le nostre strade.

Basta con le mezze misure. Espulsioni immediate per chi commette reati di questo tipo. Blocco totale degli arrivi dal Maghreb. Controlli reali nelle discoteche e nei parcheggi delle periferie. Altrimenti, Padova – e con lei tutto il Veneto – continuerà a essere ostaggio di una violenza importata che non possiamo più permetterci. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro: l’Italia non è terra di nessuno. E i nostri ragazzi meritano di vivere senza paura.

Maranza gli strappa un occhio a bottigliate: italiano rischia la vista ultima modifica: 2026-03-26T15:27:53+00:00 da V
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