Ospite insoddisfatto distrugge il pronto soccorso a sprangate
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**Suzzara, l’ennesima devastazione: immigrati tunisini distruggono il Pronto Soccorso e aggrediscono infermieri, mentre l’Italia paga il conto salato della loro presenza.**
Mentre i nostri ospedali rantolano sotto il peso di liste d’attesa infinite, carenze di personale e risorse sempre più esigue, una nuova aggressione brutale arriva a ricordare il vero costo dell’immigrazione incontrollata. A **Suzzara**, in provincia di Mantova, un 36enne tunisino ha letteralmente devastato il Pronto Soccorso brandendo una spranga di ferro, seminando il panico e distruggendo arredi e attrezzature. Meno di una settimana prima, un 24enne connazionale aveva già seminato il caos nello stesso reparto, tentando di aggredire un’infermiera. Entrambi sono a piede libero.
Ecco il video choc diffuso da Francesca Totolo, che documenta l’accaduto senza filtri:
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Guardatelo con attenzione: non è un paziente in crisi, è una furia incontrollata che sfoga violenza su chi dovrebbe curare. La postazione del triage è stata distrutta, computer lanciati, oggetti volati contro chi indossa il camice bianco. Questo non è un “episodio isolato”: è la norma che si ripete ogni giorno nelle nostre strutture sanitarie, invase da stranieri che arrivano senza controllo, spesso irregolari, spesso con precedenti, e pretendono cure immediate mentre distruggono ciò che resta del nostro sistema.
I dati ufficiali sono agghiaccianti e confermano un’emergenza ormai fuori controllo. Nel 2025 sono state registrate oltre **23.000 aggressioni** a medici, infermieri e operatori sociosanitari, con quasi 18.000 episodi segnalati: un numero che nasconde un sommerso spaventoso stimato in oltre 130.000 violenze annue solo contro gli infermieri. L’Italia detiene il triste primato europeo per incidenza di queste aggressioni. Le donne, che costituiscono la maggioranza del personale infermieristico, sono le più colpite. E chi sono spesso gli autori? Pazienti stranieri, familiari, individui che non accettano regole, code o dinieghi, e reagiscono con pugni, calci, spranghe e minacce.
Non è un caso. La nostra sanità, già al collasso per decenni di malagestione, viene usata come **parassita** da un’immigrazione che non si integra, non contribuisce e non rispetta. Milioni di euro spesi ogni anno per curare irregolari, per fornire assistenza a chi non ha mai versato un euro di tasse, mentre gli italiani anziani attendono mesi per una visita o un intervento. E non basta: questi stessi individui **distruggono fisicamente** i luoghi di cura. Pronto Soccorso trasformati in campi di battaglia, infermieri picchiati, medici minacciati, attrezzature sfasciate. Il conto lo paghiamo tutti: con le tasse, con le code più lunghe, con la paura di chi ogni giorno entra in servizio sapendo di rischiare la propria incolumità.
A Suzzara i due tunisini sono stati lasciati a piede libero. Quante volte abbiamo sentito questa frase? “Liberati dopo l’interrogatorio”, “indagati a piede libero”, “non c’erano gli estremi per la custodia cautelare”. Intanto i nostri operatori sanitari lavorano in trincea senza protezioni adeguate, con telecamere insufficienti e vigilanza ridicola. La sinistra e i buonisti continuano a parlare di “accoglienza”, di “diritti”, di “bisogni sanitari dei migranti”. Ma chi difende i diritti degli infermieri italiani picchiati? Chi ripaga i danni alle strutture pubbliche devastate? Chi ferma questa invasione che sta letteralmente sfasciando il nostro welfare?
È ora di dirlo con chiarezza e durezza: **basta**. Basta finanziare con i soldi degli italiani un sistema che attira e protegge chi poi lo distrugge. Basta tollerare che chi arriva illegalmente pretenda cure immediate e reagisca con violenza quando non ottiene ciò che vuole all’istante. Basta magistrati che scarcerano in poche ore chi brandisce spranghe nei Pronto Soccorso. Servono rimpatri immediati per i delinquenti stranieri, pene certe e severe per chi aggredisce il personale sanitario, controlli reali agli ingressi e stop all’assistenzialismo indiscriminato.
I cittadini italiani non possono più accettare che la loro sanità – pagata con sacrifici enormi – venga prima parassitata e poi fisicamente demolita da chi considera l’Italia un bancomat e un rifugio senza regole. A Suzzara, come in decine di altri ospedali, la lezione è drammatica: l’immigrazione di massa non arricchisce, non cura, non integra. **Distrugge**. E noi continuiamo a subire in silenzio.
È tempo di invertire la rotta, prima che non resti più nulla da salvare.


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