Gattina stuprata e fatta a pezzi nel parco degli africani a Roma
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**Italia Sotto Assedio: Invasione Criminale degli Immigrati – L’orrore continua a Tor Tre Teste: ora stuprano anche le gattine innocenti**
Nel parco di Tor Tre Teste, a Roma Est, la violenza non si ferma più. Non si limita alle donne italiane, non risparmia nemmeno le creature più indifese. La piccola **Rosi**, gattina randagia della colonia di via Francesco Tovaglieri, è stata ritrovata in condizioni disperate: genitali distrutti, corpo devastato da un abuso atroce, compatibile con uno stupro sadico e intenzionale. Una violenza inaudita che lascia senza parole, l’ennesimo segnale di un quartiere – e di un Paese – che sta sprofondando nel caos importato.
Fino a pochi giorni fa Rosi era docile, si avvicinava ai residenti in cerca di coccole e fusa. Ora lotta tra la vita e la morte in una clinica veterinaria, con prognosi gravissima. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha sporto denuncia e lancia un appello: chi ha visto qualcosa parli. Ma la domanda che tutti si pongono è un’altra: fino a quando dovremo assistere a questo degrado senza fine?
**Lo stesso parco è già teatro di stupri seriali su donne italiane**
Non è un caso isolato. Negli ultimi mesi **Tor Tre Teste** è diventato sinonimo di emergenza stupri stranieri:
– Violenza sessuale di gruppo ai danni di una 18enne, perpetrata da un branco di nordafricani davanti al fidanzato impotente.
– Stupro ai danni di una 44enne commesso da un 26enne gambiano.
– Pochi mesi prima, sempre nello stesso parco, una 60enne aggredita all’alba mentre portava a spasso il cane dallo stesso gambiano seriale, che aveva confessato di aver agito sotto effetto di crack.
Ecco il tweet che riassume l’incubo ricorrente:
Negli ultimi mesi, il parco Tor Tre Teste di Roma è già stato teatro di una violenza sessuale di gruppo ai danni di una 18enne perpetrata da un branco di nordafricani e di uno stupro ai danni di una 44enne commesso da un 26enne gambiano. pic.twitter.com/up0UmhpkQD
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 25, 2026
Lo stesso parco, gli stessi autori: immigrati, spesso irregolari o con protezione internazionale, che trasformano gli spazi pubblici in zone franche di violenza e sopraffazione. Mentre le italiane e le loro figlie hanno paura di uscire, mentre persino le gattine delle colonie feline finiscono seviziate, la magistratura “rossa” continua a rallentare espulsioni e a concedere permessi che diventano licenze di impunità.
**I numeri non mentono: propensione alla violenza sessuale fuori controllo**
Come documentato nei dati 2023-2024, gli immigrati (regolari e clandestini), pur rappresentando circa il 9% della popolazione, sono responsabili del **44% degli arresti per violenza sessuale**. La propensione allo stupro rispetto agli italiani è stimata intorno a **10,47 volte** complessivamente, con picchi spaventosi per i clandestini (fino a 50 volte e oltre nei calcoli corretti).
Tabella aggiornata dalla realtà di questi giorni:
| Categoria | Popolazione | % Stupri (2023-2025) | Propensione rispetto agli italiani |
|—————————-|—————–|———————-|————————————|
| Italiani | 54,6 milioni | 56% | 1,00 volte (base) |
| Immigrati (totale) | 4,1 milioni | 44% | ~10,47 volte |
| Immigrati Regolari | 3,6 milioni | ~12,32% | ~3,33 volte |
| Immigrati Clandestini | 0,5 milioni | ~31,68% | ~51,5 volte |
Questi non sono semplici numeri: sono vite distrutte, donne traumatizzate a vita, animali innocenti torturati, quartieri trasformati in territori ostili.
**L’Italia non può più permettersi questo suicidio assistito**
La piccola Rosi simboleggia oggi ciò che sta accadendo al nostro Paese: un’aggressione continua, brutale, sadica, contro tutto ciò che è debole, indifeso, italiano. Le ronde spontanee di Articolo 52 nascono proprio da questa esasperazione: cittadini che si difendono perché lo Stato ha abdicato al suo dovere primario, la sicurezza.
Basta con la retorica buonista. Basta con i permessi di soggiorno regalati a chi poi stupra donne, aggredisce anziani, sevizia animali. Espulsione immediata al primo reato per tutti gli stranieri, regolari o irregolari. Blocco navale reale. Fine dell’impunità garantita dalla magistratura ideologica.
L’immigrazione di massa non arricchisce: distrugge. Distrugge la sicurezza, il decoro, la convivenza, persino la pietà verso gli animali più indifesi. La piccola Rosi, con i genitali devastati, è l’ennesima vittima innocente di un’invasione che sta trasformando l’Italia in un inferno.
È tempo di scegliere: o l’Italia torna ad essere un Paese sicuro per i suoi cittadini e per le sue creature, o continueremo a contare stupri, aggressioni e orrori senza fine. La voce dei residenti di Tor Tre Teste, come quella di tutta Italia, deve diventare un grido: **basta**. Espellere i criminali stranieri. Ristabilire l’ordine. Proteggere i nostri.
Rosi merita giustizia. Le nostre donne meritano sicurezza. L’Italia merita di tornare a vivere senza paura.


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