Dopo il NO al referendum vogliono la poligamia in Italia
Related Articles
**Islamizzazione in Italia: Davide Piccardo, ex coordinatore CAIM di Milano, rivendica la superiorità della poligamia islamica**
Gli islamici passano all’incasso e chiedono alla sinistra poligamia e moschee.
“La poligamia produce figli, l’unione omosessuale no. Ovviamente la poligamia ha molta più legittimità dell’unione omosessuale”
Ha affermato Davide Piccardo, ex coordinatore del CAIM (Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano).
Un commento @ZanAlessandro? pic.twitter.com/7Lr4LMK9t6
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 24, 2026
Milano, 24 marzo 2026 – Una nuova dichiarazione di **Davide Piccardo**, figura storica del Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano (CAIM) e figlio di Hamza Roberto Piccardo (fondatore dell’UCOII, vicino alla Fratellanza Musulmana), riaccende il dibattito sull’incompatibilità tra valori islamici e società occidentale. In un intervento video circolato sui social, Piccardo afferma senza giri di parole: «La poligamia produce figli, l’unione omosessuale no. Ovviamente la poligamia ha molta più legittimità dell’unione omosessuale». In realtà nessuna delle due ha legittimità.
La frase, ripresa dalla giornalista Francesca Totolo, non è un’uscita isolata ma si inserisce in una linea coerente della leadership islamica milanese. Già nel 2016, il padre Hamza Piccardo aveva sfruttato l’approvazione delle unioni civili per chiedere che anche la **poligamia** venisse riconosciuta come «diritto civile», esattamente come le coppie gay. «Se è solo una questione di diritti civili, ebbene la poligamia è un diritto civile», aveva scritto allora, scatenando polemiche ma senza mai ritrattare.
Oggi il figlio riprende e radicalizza il concetto: non si tratta più solo di «pari diritti», ma di una gerarchia di legittimità basata sulla fecondità e sulla conformità alla legge islamica (sharia). La poligamia – permessa dal Corano fino a quattro mogli – viene presentata come superiore perché «produce figli», mentre l’omosessualità è implicitamente delegittimata in quanto sterile e contraria alla tradizione musulmana.
### Un doppio standard che rivela l’agenda islamista
Queste posizioni non sono opinioni personali: riflettono l’insegnamento ortodosso dell’Islam, dove la poligamia è sunna (pratica del Profeta Maometto) e l’omosessualità è considerata un grave peccato (lut), punibile con varie sanzioni nei paesi islamici. Mentre in Occidente si celebra il matrimonio omosessuale come conquista di civiltà e si criminalizza ogni critica, esponenti islamici attivi sul territorio italiano rivendicano apertamente pratiche che la nostra cultura ha abbandonato da secoli: poligamia, sottomissione della donna, rifiuto dell’uguaglianza di genere.
Davide Piccardo non è un imam di periferia sconosciuto. È stato per anni coordinatore del CAIM, organismo che riunisce numerose associazioni islamiche milanesi e dialoga ufficialmente con le istituzioni comunali. Ha partecipato a tavoli istituzionali, chiesto moschee, influenzato il dibattito pubblico. La sua famiglia rappresenta uno dei volti più “istituzionali” dell’islam milanese, eppure continua a proporre un modello familiare incompatibile con la Costituzione italiana e con i valori europei.
### L’islamizzazione silenziosa passa anche dalla famiglia e dalla demografia
La dichiarazione di Piccardo tocca un nervo scoperto: la **demografia**. L’Europa occidentale registra tassi di natalità bassissimi tra le popolazioni autoctone, mentre le comunità musulmane mantengono fertilità più elevata, spesso favorita da modelli familiari tradizionali come la poligamia (praticata di fatto in diversi contesti immigrati, anche se non riconosciuta legalmente). Nel frattempo, le unioni omosessuali – celebrate mediaticamente come il massimo della modernità – non contribuiscono alla riproduzione della società.
Questo crea un vuoto demografico che l’immigrazione islamica riempie progressivamente. Piccardo stesso, in passato, ha espresso visioni di un’Italia futura a maggioranza musulmana. Le sue parole di oggi confermano che l’obiettivo non è integrarsi nella società laica e liberale, ma sostituirne gradualmente i valori con quelli della sharia.
### Silenzio assordante della sinistra e delle lobby LGBT
La domanda posta da Francesca Totolo a **Alessandro Zan** (promotore della legge contro l’omofobia) è più che legittima: che ne pensa il mondo arcobaleno di queste affermazioni? Fino a oggi, la sinistra italiana e le associazioni LGBT hanno mostrato una straordinaria indulgenza verso l’Islam: critiche feroci contro il “fascismo” cattolico o conservatore, ma mutismo o giustificazionismo quando si tratta di omofobia islamica, poligamia, veli, matrimoni combinati o discriminazione delle donne.
È lo stesso schema visto in tutta Europa: a Parigi, Londra, Bruxelles o Malmö, le “pride” marciano contro l’Occidente “razzista”, mentre interi quartieri diventano “no-go zone” dove gay e donne vivono in pericolo. La poligamia viene praticata sottotraccia, le seconde e terze mogli beneficiano di welfare, e chiunque denunci il fenomeno viene accusato di islamofobia.
### Conclusioni: non è tolleranza, è resa
Le parole di Davide Piccardo sono chiare e coerenti con la dottrina islamica. Non chiedono dialogo o integrazione: rivendicano superiorità e legittimità per un modello familiare pre-moderno. In un’Italia che fatica a far nascere figli, che ha legalizzato le unioni gay e che continua ad aprire le porte a un’immigrazione non integrata, queste dichiarazioni non sono folclore: sono un segnale di islamizzazione in corso.
La società italiana deve scegliere: o difende con decisione i propri principi (uguaglianza uomo-donna, monogamia, laicità, libertà di critica) o accetta progressivamente la sharia per settori sempre più ampi della popolazione. La poligamia di Piccardo non è un “diritto civile” come le unioni omosessuali: è l’anticamera di una società parallela dove i valori occidentali vengono sistematicamente erosi.
Ignorare questo avvertimento significa accelerare la trasformazione dell’Italia in un paese multiculturale solo di nome, ma islamizzato nei fatti.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment