Nigeriani organizzano festival dello stupro: “È la loro cultura”

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By V marzo 24, 2026 13:17

Nigeriani organizzano festival dello stupro: “È la loro cultura”

**Festival dello Stupro in Nigeria: La cultura dell’Alue-Do che arriva in Italia. Megghy rivela la verità che nessuno vuole sentire**

L’Italia è sotto assedio. Non è più un’opinione, è un dato di fatto documentato dalle statistiche ufficiali del 2023-2024: gli immigrati, che rappresentano solo il 9% della popolazione, commettono il **44% degli stupri**. Una minoranza che pesa come un macigno sulla sicurezza delle nostre donne, delle nostre figlie, delle nostre sorelle. E ora, grazie al coraggio di una nigeriana, emerge la radice culturale di questa emergenza: il “Festival dello Stupro” in Nigeria, una tradizione che normalizza la violenza sessuale di gruppo e che tanti “maranza” portano con sé quando sbarcano a Lampedusa.

Ecco il video-denuncia che sta facendo il giro del web. Una donna nigeriana, Megghy, parla senza filtri di quello che succede nella sua terra d’origine e di come questo contesto culturale non svanisca magicamente al momento dello sbarco in Italia.

**Cos’è il “Festival dello Stupro” di Ozoro?**
Si chiama **Alue-Do**, un’antica “festa della fertilità” nel Delta State, Nigeria. Ma dal 19 marzo 2026 è diventato virale per quello che realmente è: una caccia all’uomo in pieno giorno. Gruppi di giovani nigeriani inseguono donne e ragazze per strada, le spogliano, le palpeggiano, le violentano in pubblico. Video shock mostrano ragazze trascinate a terra, vestite strappate, aggressioni sotto gli occhi di tutti. Le autorità hanno arrestato una quindicina di persone, ma la polizia locale minimizza: “Non ci sono denunce formali di stupro”. Il re di Ozoro parla di “rito frainteso dai giovani”. La First Lady Oluremi Tinubu ha condannato l’orrore, oltre 500 associazioni femminili nigeriane hanno chiesto giustizia. Eppure la tradizione continua da decenni: le donne sanno che in quei giorni devono restare chiuse in casa, altrimenti… “è colpa loro”.

Megghy lo dice chiaro: chi cresce in un contesto dove lo stupro di gruppo è folklore, dove la donna è preda e la violenza è “cultura”, non diventa un cittadino modello solo perché gli danno un permesso di soggiorno in Italia.

**I numeri non mentono: la propensione allo stupro degli immigrati è 10,47 volte superiore**
Riprendiamo i dati ufficiali 2023, aggiornati con la ripartizione tra regolari e clandestini:

| Categoria | Popolazione | Arresti/Denunce per Stupro (2023) | Propensione alla Criminalità | Propensione allo Stupro rispetto agli Italiani (2023) |
|—————————-|—————–|———————————–|——————————|——————————————————-|
| Italiani | 54,6 milioni | 56% dei casi | 0,95% | 1,00 volte (base) |
| Immigrati Regolari | 3,6 milioni | Circa 12,32% | 1,49% | Circa 3,33 volte |
| Immigrati Clandestini | 0,5 milioni | Circa 31,68% | 25,84% | Circa 51,5 volte |
| **Totale Immigrati** | **4,1 milioni** | **44% degli stupri** | **1,49%/25,84%** | **Circa 10,47 volte** |

I clandestini nigeriani e subsahariani sono i più rappresentati tra gli autori di violenze sessuali di gruppo. E non è razzismo: è statistica. Chi arriva da una cultura che celebra l’Alue-Do come “festa” non cambia mentalità perché gli regaliamo il cellulare e il reddito di cittadinanza.

**La magistratura “rossa” e la politica complice**
Mentre in Nigeria le donne vengono cacciate e violentate in piazza, in Italia i “maranza” nigeriani che stuprano, pestano, spacciano vengono rilasciati con condanne minime o misure alternative. Espulsioni? Bloccate dalla burocrazia e da giudici che difendono il “diritto alla multiculturalità”. Il risultato? 459.428 immigrati denunciati o arrestati, tra cui migliaia di nigeriani, continuano a circolare liberi.

**Basta ipocrisia.**
L’immigrazione di massa dalla Nigeria e dal Sahel non è “arricchimento”: è importazione di una cultura che considera lo stupro un diritto maschile durante certe “feste”. Megghy lo ha detto senza paura: chi è cresciuto così non cambia. L’Italia non può più permettersi di essere il paese delle opportunità per stupratori seriali.

**È tempo di scelte drastiche:**
– Espulsione immediata di ogni straniero condannato per violenza sessuale, regolari compresi.
– Blocco navale reale e rimpatri di massa dei clandestini.
– Revoca automatica del permesso di soggiorno al primo reato.

L’Italia non è un rifugio per chi considera le nostre donne prede da Alue-Do. È ora di proteggere le italiane, non gli stupratori stranieri.

**Italia sotto assedio: svegliamoci prima che sia troppo tardi.**
Condividi questo articolo. Alza la voce. La sicurezza delle nostre figlie vale più di ogni buonismo.

Nigeriani organizzano festival dello stupro: “È la loro cultura” ultima modifica: 2026-03-24T13:17:36+00:00 da V
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By V marzo 24, 2026 13:17
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