Vescovo celebra il ramadan con i musulmani, fedeli furiosi

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By V marzo 23, 2026 23:17

Vescovo celebra il ramadan con i musulmani, fedeli furiosi

**Vescovo tra gli islamici bersagliato dalle critiche: Migliavacca e la festa di fine Ramadan ad Arezzo. L’ennesimo passo verso l’islamizzazione “dolce” dell’Italia**

Arezzo, 20 marzo 2026. Mentre in Italia le chiese continuano a svuotarsi e il numero di battezzati crolla anno dopo anno, il vescovo della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, **monsignor Andrea Migliavacca**, ha scelto di partecipare in prima persona alla festa di fine Ramadan (Eid al-Fitr) organizzata dalla comunità bengalese al Parco del Pionta. Un gesto che il prelato ha definito «un’occasione bellissima di fraternità e di amicizia fra tutti noi», ma che ha scatenato un’ondata di reazioni forti, indignate e spesso durissime sui social.

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La notizia, ripresa da tutti i giornali locali (Corriere di Arezzo, La Nazione, Arezzo Notizie), titola senza mezzi termini: «Vescovo tra gli islamici bersagliato dalle critiche». E non è difficile capire perché. Cittadini comuni, cattolici praticanti e semplici osservatori hanno visto in quella presenza non un atto di “dialogo”, ma l’ennesimo segnale di una Chiesa che sembra più preoccupata di compiacere la comunità musulmana in crescita che di difendere la propria identità e la reciprocità.

Commenti come «Abbraccia uomini che tengono le donne a testa bassa», «Presto toglieremo i crocifissi per non urtare i suoi amici», «Le chiese si svuotano e lui prega con loro» o «Non c’è dialogo con i musulmani, sono integralisti e lo dimostrano quotidianamente» si sono moltiplicati. Non si tratta solo di “odiatori seriali”, come li liquidano frettolosamente i media mainstream. Sono voci di chi vede l’islamizzazione avanzare sotto forma di feste, preghiere condivise e buonismo a senso unico, mentre in Bangladesh (paese d’origine della comunità bengalese aretina) i cristiani sono minoranza discriminata e in molti paesi islamici la conversione al cristianesimo si paga ancora con la vita.

**Ovviamente difeso dal PD e dal solito coro progressista.**
La Conferenza delle Donne Democratiche della provincia di Arezzo ha parlato di «episodio grave e preoccupante» che colpisce «il valore stesso del dialogo interreligioso». La consigliera regionale PD Roberta Casini ha definito gli attacchi «vergognosi insulti» e ha trasformato il vescovo in vittima di «chiusura e contrapposizione». Perfino il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è intervenuto: «Sbagliano clamorosamente tutti coloro che hanno attaccato il vescovo». Le ACLI, Avs, Aretini per la Pace e il solito mondo cattolico-progressista hanno fatto quadrato: dialogo, tolleranza, convivenza civile. Parole belle, ma sempre a senso unico.

Nessuno, tra i difensori, sembra porsi le domande scomode che invece circolano tra i fedeli:
– Il vescovo ha chiesto alla comunità bengalese di condannare apertamente la persecuzione dei cristiani in Bangladesh e negli altri paesi islamici?
– Ha preteso reciprocità, ovvero che i musulmani aretini sostengano la presenza del crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici?
– Ha ricordato che in Italia le moschee proliferano mentre le chiese chiudono e vengono trasformate in moschee o centri multiculturali?

La risposta è sotto gli occhi di tutti: silenzio. E intanto la comunità islamica bengalese ad Arezzo (una delle più numerose della Toscana) festeggia la fine del Ramadan con il vescovo cattolico al fianco. Un’immagine potente, simbolica, che fotografa perfettamente la fase attuale dell’islamizzazione italiana: non più solo l’arrivo via barcone, ma l’accettazione culturale, religiosa e politica da parte di chi dovrebbe difendere la civiltà cristiana.

Monsignor Migliavacca, già missionario in Bangladesh, conosce bene quel mondo. Eppure sceglie di non pretendere nulla in cambio. È il segno dei tempi: una parte della Chiesa italiana ha deciso di accompagnare il cambiamento demografico e culturale invece di contrastarlo. Mentre le statistiche ci dicono che entro pochi decenni in alcune aree d’Italia i musulmani saranno maggioranza tra i giovani, vescovi e sinistra continuano a celebrare il “dialogo” e a bollare come razzisti o islamofobi coloro che osano chiedere chiarezza.

La festa al Parco del Pionta non è un episodio isolato. È un tassello di un puzzle più grande: l’islamizzazione graduale dell’Italia, facilitata da chi dovrebbe vigilare sui valori fondanti della nostra civiltà. I commenti duri sui social non sono odio. Sono il grido di chi vede la propria casa culturale e religiosa svenduta in nome di un dialogo che, fino a prova contraria, resta a senso unico.

E il vescovo Migliavacca? Continuerà a ricevere solidarietà dal PD e dai salotti buoni. Ma la domanda vera, quella che i cattolici italiani si pongono sempre più spesso, resta sospesa: fino a quando la Chiesa italiana sarà disposta a inginocchiarsi davanti alla mezzaluna pur di non apparire “intollerante”?

Vescovo celebra il ramadan con i musulmani, fedeli furiosi ultima modifica: 2026-03-23T23:17:12+00:00 da V
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By V marzo 23, 2026 23:17
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