A Budapest la **Prima Grande Assemblea dei Patrioti**
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**Budapest, il cuore pulsante dei Patrioti d’Europa: un’incontro storico che ha visto l’Italia protagonista assoluta**
Oggi, 23 marzo 2026, a Budapest si è scritta una pagina indimenticabile della storia politica europea. Nella cornice suggestiva del Millenáris Park, la **Prima Grande Assemblea dei Patrioti** – organizzata dal gruppo **Patriots for Europe** – ha riunito i leader più coraggiosi del continente per gridare a gran voce che l’Europa non è morta: è viva, sovrana e orgogliosa delle sue radici. Non un raduno di “estremisti”, come vorrebbero far credere i soliti media allineati, ma un’assemblea di uomini e donne che difendono il buonsenso, i confini, l’identità e il futuro dei popoli europei contro la burocrazia di Bruxelles, il globalismo senza volto e l’immigrazione incontrollata.
Al centro del palco, come sempre, **Viktor Orbán**, il premier ungherese che da anni rappresenta il baluardo della resistenza patriottica. Ma ciò che ha reso questo incontro ancora più speciale è stata la **presenza massiccia e autorevole dell’Italia**, guidata dal Vicepremier e leader della Lega **Matteo Salvini**. Un’Italia che non si è limitata a mandare un saluto: è scesa in campo con la sua bandiera tricolore (sventolata con orgoglio tra le bandiere ungheresi bianche-rosse-verdi), con la sua voce chiara e con la determinazione di chi sa che il destino dell’Europa si decide a Roma.
Salvini ha preso la parola dopo l’intervento di Santiago Abascal di Vox e ha subito infiammato la platea. «Viktor! Viktor!» ha intonato, omaggiando l’amico Orbán come “vero eroe” che non ha mai mollato nemmeno sotto i processi e le pressioni internazionali. Il Vicepremier italiano ha ricordato che mancano poche settimane alle elezioni ungheresi del 12 aprile e ha lanciato un messaggio chiarissimo: «Spero e penso che il popolo ungherese scelga con orgoglio la sua Ungheria, la sua sovranità, la sua identità cristiana millenaria e i suoi confini sicuri e blindati». Parole che risuonano come un inno alla libertà dei popoli, contro chi vorrebbe trasformare l’Europa in una provincia senza identità.
Ma non si è fermato lì. Salvini ha attaccato frontalmente le élite globaliste, George Soros e la gestione della guerra in Ucraina, difendendo la linea della pace vera, della sovranità nazionale e della priorità agli interessi dei cittadini europei. Un discorso che ha fatto tremare i palazzi di Bruxelles: perché l’Italia della Lega, con la sua storia di lotte per l’identità e contro l’ideologia woke, porta sul palco di Budapest non solo parole, ma i voti di milioni di italiani stanchi di essere governati da tecnocrati lontani dalla realtà.
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Accanto a Salvini, altri giganti come **Marine Le Pen**, **Geert Wilders**, **Herbert Kickl** e **Andrej Babiš** hanno confermato che i Patrioti per l’Europa non sono più una minoranza isolata: sono la terza forza del Parlamento Europeo e la speranza concreta di un continente che vuole tornare grande. L’Italia, con la Lega pienamente integrata nel gruppo, è tra i pilastri di questa alleanza. Non è un caso: il nostro Paese, culla della civiltà occidentale, non poteva mancare all’appuntamento che segna la rinascita del patriottismo europeo.
Questo incontro di Budapest non è solo un evento politico: è la dimostrazione che esiste un’alternativa reale all’Europa di von der Leyen e dei suoi alleati. Un’Europa dei popoli, non delle banche e delle ONG. Un’Europa che difende i suoi confini, la sua fede cristiana, le sue tradizioni e il diritto di ogni nazione a decidere il proprio destino.
Grazie all’Italia di Salvini, grazie ai Patrioti che oggi a Budapest hanno alzato la testa. L’Europa sta cambiando. E sta cambiando nella direzione giusta. **Viva l’Italia patriottica, viva i Patrioti d’Europa!** 🇮🇹🇭🇺


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