Immigrati bloccano le auto: “Qui non si passa”

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By V marzo 25, 2026 11:43

Immigrati bloccano le auto: “Qui non si passa”

**Immigrati bloccano le auto: “Qui non si passa”. A Chiari due africani sfidano la legge e paralizzano il traffico.**

Mentre gli italiani lavorano, pagano tasse e rispettano le regole, scene di vera e propria occupazione delle strade si moltiplicano nelle nostre città. L’ultimo episodio, documentato oggi a Chiari, in provincia di Brescia, è l’ennesima dimostrazione di un’invasione che ha perso ogni freno e ogni rispetto per chi ospita.

Un nordafricano si è sdraiato deliberatamente in mezzo alla rotonda, impedendo il passaggio delle auto, mentre un suo connazionale inveiva contro i conducenti esasperati. Il video, girato da testimoni oculari e diffuso dalla giornalista Francesca Totolo, mostra con chiarezza l’arroganza di questi individui: non un incidente, non un malore, ma un atto volontario di sfida al codice della strada e al senso civico degli italiani.

Chiari non è una periferia degradata di una grande metropoli: è un comune della Lombardia operosa, dove famiglie e imprese cercano di vivere in pace. Eppure anche qui, come in tante altre realtà del Nord, l’arrivo incontrollato di immigrati irregolari o integrati solo sulla carta sta producendo tensioni quotidiane. Bloccare una rotonda non è una “protesta” o un “gesto di disperazione”: è un atto di prepotenza che mette a rischio l’incolumità pubblica, crea ingorghi, fa perdere tempo e denaro a chi deve lavorare, e soprattutto umilia chi, ogni giorno, rispetta le regole.

Quante volte abbiamo visto scene simili? Migranti che occupano piazze, binari, autostrade; che si sdraiano davanti ai mezzi di soccorso; che aggrediscono verbalmente o fisicamente chi osa protestare. La risposta delle istituzioni è sempre la stessa: silenzio, minimizzazione, o al massimo un intervento tardivo delle forze dell’ordine. Nel frattempo, gli italiani sono invitati a “comprendere”, a “integrare”, a non “generalizzare”. Ma generalizzare è diventato impossibile quando i fatti si ripetono con ossessiva regolarità da nord a sud.

Questo non è un caso isolato. È il sintomo di una politica migratoria fallimentare che ha aperto le porte senza controllo, senza selezione, senza pretendere il minimo rispetto per le leggi del Paese ospitante. I nordafricani protagonisti di questa scena sanno bene che, nella stragrande maggioranza dei casi, non rischiano nulla: espulsioni mai eseguite, processi che si trascinano per anni, procure che archiviano o derubricano. E intanto le nostre strade diventano territorio conteso.

È ora di dire basta con il buonismo suicida. Chi arriva in Italia deve integrarsi o andarsene. Chi blocca il traffico, minaccia la sicurezza pubblica o sfida l’autorità va identificato, processato con rapidità e rimpatriato senza appello. Le forze dell’ordine devono avere mano libera per intervenire immediatamente, senza timore di essere accusate di “razzismo”. I sindaci e le prefetture non possono più voltarsi dall’altra parte fingendo che sia “solo un episodio”.

Gli italiani sono stanchi. Stanchi di subire, di pagare, di essere trattati come cittadini di serie B nella propria terra. Episodi come quello di Chiari non sono “emergenze temporanee”: sono la prova che il modello di immigrazione di massa ha fallito clamorosamente. Serve un cambio radicale: stop agli sbarchi, rimpatri effettivi e immediati, tolleranza zero per chi non rispetta le regole.

Prima che queste scene da “non si passa” diventino la norma nelle nostre città. Prima che la pazienza degli italiani si esaurisca del tutto.

Ecco il post originale che documenta l’accaduto:

Immigrati bloccano le auto: “Qui non si passa” ultima modifica: 2026-03-25T11:43:59+00:00 da V
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By V marzo 25, 2026 11:43
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