Prende a sassate i poliziotti ma è libero con l’ordine di lasciare l’Italia

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By V marzo 25, 2026 13:41

Prende a sassate i poliziotti ma è libero con l’ordine di lasciare l’Italia

**L’ennesima aggressione a Schiavonea: immigrato irregolare minaccia di morte i poliziotti e lancia un masso contro di loro. Quando finirà questa invasione incontrollata?**

Corigliano Rossano, 25 marzo 2026 – Ancora una volta, in Calabria, le forze dell’ordine si trovano a rischiare la vita per contenere la violenza di un immigrato irregolare che considera il nostro territorio una terra di nessuno. L’episodio, accaduto nella serata del 21 marzo nella frazione di Schiavonea, è l’ennesima dimostrazione di come l’immigrazione fuori controllo stia trasformando quartieri tranquilli in zone ad alto rischio per chi indossa una divisa.

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Tutto ha avuto origine da una segnalazione al 112 per un diverbio presso un supermercato. Un cittadino straniero di 30 anni, già irregolare sul territorio nazionale, aveva tentato di rubare bevande alcoliche. Sorpreso dal personale di vigilanza, ha riconsegnato la merce e si è allontanato, solo per tornare poco dopo con atteggiamento molesto e provocatorio. Quando è arrivata la Squadra Volante del Commissariato di Corigliano Rossano, la situazione è rapidamente degenerata.

Alla vista degli agenti, l’uomo è andato in escandescenza. Ha iniziato a proferire gravi minacce di morte: «Vi ammazzo, siete delle merde, voi polizia fate schifo, vi taglio la gola». Non contento delle parole, ha afferrato un masso in calcestruzzo e lo ha scagliato con violenza contro i poliziotti, colpendone uno alla mano. Solo grazie alla professionalità e al sangue freddo degli operatori, l’aggressore è stato bloccato e portato in commissariato.

Gli accertamenti hanno confermato la sua posizione irregolare. Su disposizione della Procura di Castrovillari, è stato arrestato e tradotto in carcere. Il 23 marzo il Giudice del Tribunale di Castrovillari ha convalidato l’arresto e, in direttissima, gli ha inflitto 1 anno e 8 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena. Una volta rimesso in libertà – perché evidentemente in Italia la giustizia è rapida solo quando si tratta di scarcerare – il Questore di Cosenza ha emesso un ordine di espulsione, con l’obbligo di lasciare il Paese entro sette giorni.

Sette giorni. Come se un soggetto che ha aggredito con un masso e minacciato di morte i rappresentanti dello Stato potesse improvvisamente trasformarsi in un cittadino modello e obbedire docilmente a un pezzo di carta. Quante volte abbiamo già sentito questa storia? Quanti ordini di espulsione restano lettera morta mentre gli irregolari continuano a delinquere, a spacciare, a rubare e ad aggredire?

Questo non è un caso isolato. È il frutto di anni di politiche miopi che hanno spalancato le porte a un’immigrazione selvaggia, senza controlli, senza integrazione e senza rispetto per le regole del Paese che li accoglie. A Schiavonea, come in tante altre periferie italiane, i cittadini onesti vivono ormai con il fiato sospeso, mentre le forze dell’ordine diventano il bersaglio preferito di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare dall’impunità.

È ora di dire basta. Basta con l’ipocrisia del “povero migrante”, basta con le scarcerazioni facili, basta con le espulsioni annunciate e mai eseguite. Servono controlli alle frontiere reali, rimpatri immediati per chi commette reati e una giustizia che non tratti gli italiani come cittadini di serie B. I poliziotti feriti meritano rispetto e protezione, non di dover affrontare ogni giorno la rabbia di chi non dovrebbe nemmeno essere qui.

L’Italia non può continuare a pagare il prezzo di questa follia. Ogni episodio come quello di Schiavonea è un campanello d’allarme che non possiamo più permetterci di ignorare.

Prende a sassate i poliziotti ma è libero con l’ordine di lasciare l’Italia ultima modifica: 2026-03-25T13:41:17+00:00 da V
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