Famiglia nel bosco, genitori in Senato da La Russa: “Bambini stiano con mamma e papà”
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**FAMIGLIA NEL BOSCO: I GENITORI IN SENATO. LA RUSSA: “NON DISCUTO I PROVVEDIMENTI DEL TRIBUNALE, MA I BAMBINI STANNO MEGLIO CON MAMMA E PAPÀ”**
**Nathan e Catherine Trevallion ricevuti a Palazzo Madama. Il Presidente del Senato Ignazio La Russa rompe il silenzio istituzionale: “Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che quella di stare col proprio papà e con la propria mamma”. Un segnale importante, ma ancora troppo cauto mentre i piccoli restano in ostaggio.**
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ROMA, 14 MARZO 2026 – Per la prima volta da quando è scoppiato il caso, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno varcato le porte del Senato della Repubblica. I due genitori della “Famiglia del Bosco” sono stati ricevuti oggi a Palazzo Madama in un incontro riservato, fortemente voluto da alcuni senatori di maggioranza e opposizione che seguono con apprensione la vicenda.
La visita arriva a poche ore dalla durissima replica della Garante nazionale Marina Terragni alle accuse dei servizi sociali e mentre uno dei gemelli di 6 anni continua lo sciopero della fame per riavere la mamma.
Il Presidente del Senato **Ignazio La Russa** ha voluto incontrare personalmente la coppia e, al termine del colloquio, ha rilasciato una dichiarazione misurata ma significativa:
«Mi sono detto fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che quella di stare col proprio papà e con la propria mamma. Ho invitato tutti a stemperare il clima, senza per questo discutere i provvedimenti del Tribunale né lo stile di vita della famiglia».
Parole equilibrate, da presidente di seconda carica dello Stato, che però lasciano trasparire un disagio evidente: La Russa non entra nel merito delle ordinanze del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila (che ha prima sospeso la potestà genitoriale e poi allontanato Catherine), ma ribadisce un principio sacrosanto: **i bambini stanno meglio con i loro genitori**.
Un messaggio chiaro indirizzato a chi, da mesi, considera la scelta di vivere liberi nel bosco un pericolo da estirpare.
Nathan e Catherine sono usciti dal colloquio visibilmente provati ma grati per l’attenzione istituzionale. «Abbiamo chiesto solo di poter riabbracciare i nostri figli», hanno riferito i loro legali. La coppia ha portato con sé anche le foto dei bambini e alcuni disegni fatti dai piccoli durante la permanenza in casa-famiglia, che mostrano chiaramente il loro dolore e la nostalgia per la vita nel bosco.
Intanto la tensione non cala: martedì arriveranno gli ispettori del Ministero della Giustizia al Tribunale dell’Aquila, la Garante Terragni continua a denunciare l’ostruzionismo dei servizi sociali, e uno dei gemelli rifiuta ancora il cibo.
**La Russa ha fatto un passo importante.**
Ha rotto il silenzio assordante delle istituzioni più alte. Ha ricordato che, al di là di ogni ideologia, i figli hanno diritto a stare con mamma e papà. Ma le parole, per quanto autorevoli, non bastano più.
I tre bambini del bosco sono ancora separati dai genitori da oltre quattro mesi.
Uno di loro è in sciopero della fame.
La mamma è stata cacciata perché “ostile”.
Il papà è costretto a trattare con chi li ha distrutti.
**Ora serve un atto concreto.**
Il Senato, il Governo e il Ministro della Giustizia hanno il dovere di andare oltre le dichiarazioni di principio.
**Restituite i bambini ai loro genitori.**
Subito.
Prima che i traumi diventino irreversibili.
Prima che l’Italia intera si chieda fino a che punto uno Stato può arrivare pur di imporre il proprio modello di famiglia.
La Russa lo ha detto chiaramente: non c’è felicità più grande per un bambino che stare con papà e mamma.
Adesso tocca alle istituzioni trasformare queste parole in fatti.


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