Il partito islamico punta a tre milioni di voti per le elezioni politiche

V
By V marzo 24, 2026 23:38

Il partito islamico punta a tre milioni di voti per le elezioni politiche

**L’allarme islamico: i musulmani rivendicano la vittoria del “No” al referendum e provano il partito confessionale. Urgenza di tornare allo ius sanguinis e azzerare l’immigrazione dai Paesi islamici.**

In città come Brescia e Venezia, dove sono anche etnicamente compatti, possono già essere decisivi per l’elezione del sindaco. E con l’attuale legge, presto diventeranno tutti ‘italiani’ e potranno votare. In quattro anni di governo nulla è stato fatto per invertire questo spaventoso trend.

L’Italia ha appena assistito a un fatto gravissimo e rivelatore. Dopo la vittoria del **“No”** al referendum costituzionale sulla giustizia, esponenti di spicco della comunità musulmana – da Roberto Hamza Piccardo (fondatore dell’UCOII, vicina ai Fratelli Musulmani) a imam e leader associativi – hanno rivendicato apertamente il proprio ruolo decisivo nel bocciare la riforma. Non si tratta di semplici opinioni di cittadini: è la dimostrazione che una parte consistente della popolazione di fede islamica si organizza come blocco compatto, pronto a influenzare le sorti politiche del Paese secondo una logica confessionale e non nazionale. È la prova generale di un **partito islamico** in nuce, che usa il voto per difendere i propri interessi di comunità parallela invece di integrarsi nella Repubblica italiana.

Secondo le stime più recenti della Fondazione ISMU (luglio 2025), i musulmani tra gli stranieri residenti in Italia superano per la prima volta il 30% del totale, arrivando a circa **1,7 milioni di persone** (minori inclusi). Considerando anche i naturalizzati, i convertiti e le nuove generazioni nate qui, il totale della popolazione musulmana residente oscilla tra i **2,3 e i 2,7 milioni**, pari al 4-4,5% della popolazione complessiva. Ma il dato più inquietante è la velocità di crescita: dai circa 600mila del 2000 si è passati a oltre 1,7 milioni tra gli stranieri in soli 25 anni, con un aumento del 180%. Le comunità più numerose provengono da Marocco (oltre 400mila), Bangladesh e Pakistan (quasi 180mila e 170mila rispettivamente), Paesi dove l’islam politico è spesso radicato e la compatibilità con i valori occidentali resta problematica.

VERIFICA NOTIZIA


### Calcolo dei potenziali elettori: un bacino che può decidere le elezioni

Facciamo i conti, senza ipocrisie.

– Su circa **1,7-2 milioni di musulmani residenti**, una quota significativa ha già acquisito la cittadinanza italiana (stime passate parlavano di oltre 700mila naturalizzati già nel 2018, e da allora il flusso è continuato).
– A questi si aggiungono i minori che, con lo **ius soli** o ius culturae strisciante, rischiano di diventare elettori automatici.
– I maschi adulti in età di voto (18-65 anni) rappresentano potenzialmente **600-800mila elettori** attivi, concentrati in grandi città e in regioni chiave come Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte.
– Con un tasso di partecipazione alto (come dimostrato proprio in questo referendum, dove gli appelli degli imam hanno mobilitato il fronte del No), questo blocco può spostare decine di seggi parlamentari, influenzare ballottaggi comunali e persino determinare l’esito di elezioni nazionali in caso di equilibrio precario.

Non è più un’ipotesi astratta: Piccardo e altri hanno invitato esplicitamente i musulmani a votare **No** “perché ci conviene mantenere l’ordinamento giudiziario così com’è” e per “mandare a casa questo esecutivo”. È la logica del **voto di scambio confessionale**: si mobilita la umma (la comunità dei credenti) contro lo Stato laico. Domani potrebbe essere su sharia soft, diritti delle donne, scuole coraniche, halal obbligatorio o nuove moschee. L’Italia rischia di importare il modello di enclavi islamiche già visto in Francia, Belgio, Svezia e Regno Unito, dove interi quartieri sfuggono al controllo statale.

### Il pericolo dell’integrazione fallita e della sostituzione demografica

L’islam non è una religione come le altre in Europa: non riconosce la separazione tra moschea e Stato, tra fede privata e legge pubblica. Centinaia di migliaia di musulmani vivono in Italia con mentalità incompatibili con la Costituzione – poligamia, ripudio, inferiorità della donna, rifiuto della laicità, antisemitismo endemico, omofobia. Le statistiche su criminalità, welfare e natalità (più alta tra le comunità islamiche) confermano un modello di società parallela che non si scioglie con il tempo, ma si rafforza.

Se continuiamo con l’attuale legge sulla cittadinanza, entro il 2030-2040 milioni di nuovi “italiani” di fede e cultura islamica entreranno nel corpo elettorale. Proiezioni Pew Research parlano di un possibile 9-10% di musulmani in Italia entro il 2050 con flussi migratori medi. Con l’attuale trend, quel numero potrebbe essere il doppio.

### Appello urgente al Governo: misure immediate e non negoziabili

È tempo di alzare la voce senza paura di essere tacciati di “islamofobia”. Il Governo Meloni, che ha vinto con un mandato chiaro di difesa dell’identità italiana, deve agire **subito** con urgenza nazionale:

1. **Tornare allo ius sanguinis puro** senza eccezioni: la cittadinanza italiana si trasmette per sangue e discendenza, non per nascita sul suolo o per “cultura” acquisita in pochi anni. Impedire che milioni di stranieri – e soprattutto i loro figli – diventino automaticamente “italiani” con diritti elettorali pieni. Chi nasce da genitori stranieri resta straniero fino a una naturalizzazione rigorosa, dopo decenni di integrazione dimostrata, conoscenza della lingua, rinuncia alla doppia cittadinanza in casi incompatibili e fedeltà giurata alla Repubblica.

2. **Azzerare immediatamente l’immigrazione regolare dai Paesi a maggioranza musulmana**: stop ai flussi di ricongiungimenti familiari, visti di lavoro, studenteschi e umanitari da Marocco, Pakistan, Bangladesh, Egitto, Tunisia, Senegal, Albania (per la componente islamica) e simili. L’Italia non ha bisogno di importare altra instabilità demografica e culturale. Priorità assoluta agli immigrati da Paesi cristiani o culturalmente affini, con quote rigidissime e verifiche severe.

3. **Espulsioni sistematiche** per chi predica odio, finanzia moschee radicali o partecipa a reti islamiste. Chiusura delle associazioni che fungono da copertura per l’islam politico.

4. **Revisione della legge sulla cittadinanza** per rendere irreversibile il ritorno allo ius sanguinis e introdurre test di compatibilità valoriale.

L’Italia è a un bivio: o difende con forza la propria identità cristiana, laica e occidentale, o scivola verso la lenta islamizzazione, con tutto ciò che comporta – perdita di libertà, conflitti sociali, erosione della sovranità. La rivendicazione trionfale del “No” da parte dei leader musulmani è un campanello d’allarme assordante. Ignorarlo sarebbe suicida.

Il Governo ha il dovere di ascoltare il popolo italiano, non le lobby multiculturaliste o gli imam. **Tornare allo ius sanguinis** e **bloccare l’immigrazione islamica** non è razzismo: è legittima difesa della nazione. Prima che sia troppo tardi.

Il partito islamico punta a tre milioni di voti per le elezioni politiche ultima modifica: 2026-03-24T23:38:01+00:00 da V
V
By V marzo 24, 2026 23:38
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie