Santanchè si dimette: e Piantedosi quando se ne va?
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**Daniela Santanchè si dimette da ministro del Turismo: ora tocca agli altri.**
È ufficiale: dopo il pressing di Giorgia Meloni, che ha auspicato con nota di Palazzo Chigi le sue dimissioni «sulla medesima linea di sensibilità istituzionale» seguita da Delmastro e Bartolozzi, Daniela Santanchè ha lasciato l’incarico di ministro del Turismo. La resistenza della ministra è durata ore, tra arrivi al dicastero, silenzio davanti ai giornalisti e contatti febbrili, ma alla fine il passo indietro è arrivato. Meloni vuole sgombrare il campo da facili attacchi dell’opposizione sui guai giudiziari dei suoi esponenti, soprattutto dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia.
Bene. La sensibilità istituzionale è un principio sacrosanto quando si tratta di un ministro indagato o rinviato a giudizio. Ma allora perché non applicarlo con lo stesso rigore su dossier ben più pesanti per la sicurezza nazionale e la sovranità dell’Italia?
### Il caso Piantedosi e il record degli sbarchi
Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha presieduto al periodo degli sbarchi di immigrati irregolari più massiccio della storia recente d’Italia.
Per fare un calcolo rapido sui dati ufficiali del Viminale (Cruscotto statistico):
– **2022** (dal 22 ottobre, data di insediamento del governo Meloni, al 31 dicembre): **oltre 20.000** migranti sbarcati (precisamente circa 23.000-24.000 considerando gli arrivi di ottobre ~13.493, novembre ~9.060 e dicembre ~10.788, con la quota post-22 ottobre stimata in base alla distribuzione mensile).
– **2023**: **157.651** sbarchi (record post-2017, con picchi clamorosi a Lampedusa: migliaia in poche ore).
– **2024**: **66.617** arrivi.
– **2025**: **66.296** migranti sbarcati.
– **2026** (dati aggiornati a oggi, 25 marzo 2026): **oltre 6.000** clandestini sbarcati (precisamente 6.106 secondo le ultime rilevazioni, con un’accelerazione a marzo).
Totale sotto Piantedosi (dal 22 ottobre 2022 in poi): **ben oltre 300.000 clandestini** sbarcati in poco più di tre anni e tre mesi. È il quadriennio con il maggior volume di arrivi irregolari degli ultimi anni, nonostante gli accordi con Tunisia e Libia e le dichiarazioni di “calo significativo”. Rimpatri aumentati, sì, ma i numeri parlano chiaro: sotto la sua gestione si è registrato il più massiccio afflusso di migranti irregolari della storia recente.
Se per un ministro del Turismo bastano vicende giudiziarie per invocare le dimissioni, per il titolare della sicurezza interna – responsabile diretto delle frontiere – non dovrebbe valere lo stesso principio di responsabilità politica di fronte a numeri che pesano su ordine pubblico, costi sociali, sicurezza e coesione nazionale?
### Chiamate Salvini al Viminale: solo lui può fare un vero blocco navale
È ora di smetterla con gli annunci e passare ai fatti. L’unico esponente politico che ha dimostrato volontà e capacità di imporre un vero controllo delle frontiere è **Matteo Salvini**. Nel suo mandato al Viminale (2018-2019) ha chiuso i porti, bloccato le navi ONG e ridotto drasticamente gli sbarchi. È stato processato per questo, ma ha sempre difeso la linea della sovranità: l’Italia non può essere il campo profughi d’Europa.
Salvini è l’unico che può attuare un **blocco navale** effettivo – non di facciata – con la Marina Militare, accordi reali con i Paesi di partenza e respingimenti legittimi in mare. Chiamatelo al Viminale, dategli pieni poteri sulla materia immigrazione e vedrete risultati diversi. Altrimenti si continua con la gestione Piantedosi: annunci di calo (minimo nel 2025 e parziale nel 2026) e, nei fatti, decine di migliaia di arrivi l’anno.
### E Crosetto? È il caso di cambiare rotta anche sull’Ucraina
Se il principio è la responsabilità politica e la coerenza, allora guardiamo anche al ministro della Difesa **Guido Crosetto**. L’Italia continua a sostenere senza limiti la linea atlantista sul conflitto ucraino: invio di armi, miliardi di euro, addestramento, rischi di escalation. Una politica che ha portato morti, distruzione, crisi energetica e inflazione per gli italiani, senza una via d’uscita diplomatica chiara.
Non è più il momento di chiedere conto anche a Crosetto? Non sarebbe opportuno un cambio di passo: stop all’invio indiscriminato di armi, spinta forte per negoziati reali, priorità alla sicurezza e agli interessi nazionali italiani invece che a una guerra per procura che dura da anni? Se per Santanchè si invoca la sensibilità istituzionale, per una politica estera che impegna risorse vitali del Paese e ci espone a rischi concreti non si può pretendere lo stesso rigore?
### Conclusione
Le dimissioni ufficiali di Daniela Santanchè sono un fatto interno alla maggioranza. Ma se il governo vuole davvero recuperare credibilità, deve applicare lo stesso metro a tutti.
– Piantedosi al Viminale ha gestito il più grande flusso di sbarchi della storia recente: perché non assume le sue responsabilità?
– Salvini al suo posto potrebbe finalmente chiudere i rubinetti con un blocco navale serio.
– Crosetto e la linea sull’Ucraina: non è ora di rivedere una politica che costa cara agli italiani senza portare pace?
Coerenza, prima di tutto. Altrimenti resta solo l’impressione di una maggioranza che chiede (e ottiene) dimissioni a rate, ma non ha il coraggio di cambiare davvero sulle emergenze vere: immigrazione incontrollata e una guerra lontana che ci sta dissanguando.


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