Lezione di arabo negli asili italiani: padre ritira il figlio

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By V marzo 25, 2026 23:44

Lezione di arabo negli asili italiani: padre ritira il figlio

**Il caso di Abbiategrasso: un padre ritira il figlio dalla lezione di arabo all’asilo. Un altro segnale di islamizzazione strisciante nella scuola italiana**

È diventato rapidamente virale il caso del papà che ha deciso di ritirare il proprio figlio da una lezione sull’Egitto organizzata in una scuola dell’infanzia di Abbiategrasso, nel Milanese. L’uomo, Daniele Morani, ha motivato la scelta con la convinzione che proporre contenuti in doppia lingua – italiano e arabo – a bambini di soli tre anni rappresentasse un segnale preoccupante di cedimento culturale e di confusione identitaria. «Non ho nulla contro la cultura egiziana o araba», ha precisato, «ma a tre anni i bambini devono imparare l’italiano, non ricevere lezioni bilingue che rischiano solo di disorientarli».

La vicenda, al di là delle posizioni individuali, ha sollevato interrogativi legittimi e ha infiammato il dibattito sull’islamizzazione delle scuole italiane. L’iniziativa rientrava in un progetto di “mediazione culturale” con una mediatrice araba, destinato a “presentare l’Egitto” ai piccoli alunni. Ma la percezione di molti genitori italiani è stata diversa: non un innocuo ponte interculturale, bensì l’ennesimo passo verso una sostituzione graduale della lingua e dell’identità nazionale. E la distanza tra l’intenzione istituzionale e la percezione pubblica, in questi casi, conta quanto i fatti stessi.

La Lega è intervenuta con durezza attraverso Silvia Sardone, Silvia Scurati e il consigliere comunale Francesco Bottene: «Aggiungere l’arabo crea solo confusione. Se lo scopo è l’integrazione, il modo migliore per includere i bambini di origine straniera è insegnare loro l’italiano, non confonderli con una seconda lingua quando stanno appena iniziando a impararne una». Una posizione netta che riflette il malessere crescente di tante famiglie di fronte a un modello di “inclusione” che sembra sempre più unilaterale.

### Classi a maggioranza straniera: i numeri che fanno discutere

Questo episodio di Abbiategrasso non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio e allarmante documentato da diversi reportage, tra cui quello di Farwest, che ha acceso un faro su una realtà nota agli addetti ai lavori ma spesso minimizzata nel dibattito pubblico: l’esistenza di classi in cui la quasi totalità degli studenti è di origine straniera. In alcune scuole delle periferie milanesi e dell’hinterland – proprio come Abbiategrasso e zone limitrofe – le percentuali di alunni con background migratorio superano abbondantemente il 50%, arrivando in certi casi all’80 o al 90 per cento.

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I dati nazionali e regionali confermano il trend: in Lombardia gli alunni con cittadinanza non italiana sfiorano i 236.000, pari al 17,7% del totale scolastico, con picchi ancora più elevati in provincia di Milano. A livello nazionale si superano i 930.000 studenti stranieri (11,6% del totale), con una concentrazione massiccia al Nord. Molti di questi ragazzi sono nati in Italia, ma in contesti familiari in cui l’italiano non è la lingua dominante in casa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: scuole che progressivamente perdono il loro carattere italiano, dove l’insegnamento della lingua e della cultura nazionale rischia di essere subordinato a progetti di “mediazione linguistica” o “intercultura” che finiscono per privilegiare l’arabo, il Ramadan, le preghiere e, in alcuni casi documentati in passato proprio ad Abbiategrasso, persino laboratori su hijab e cultura islamica.

Non si tratta di semplice multiculturalismo. È un processo di islamizzazione lenta ma costante delle istituzioni scolastiche: lezioni di arabo promosse come strumento di inclusione, gite in moschea, adeguamenti al calendario religioso islamico, richieste di menù halal e, sempre più spesso, pressioni affinché le maestre modifichino il proprio abbigliamento per “non offendere” sensibilità religiose. Intanto, le classi si trasformano in enclave etniche dove i bambini italiani diventano minoranza e faticano a trovare un ambiente che rafforzi la loro identità.

Il caso di Abbiategrasso è solo l’ultimo campanello d’allarme. Un padre che ritira il figlio da una lezione in arabo all’asilo non è un genitore intollerante: è un genitore lucido che vede il futuro della propria comunità culturale a rischio. Finché le istituzioni continueranno a inseguire un modello di integrazione “al contrario”, in cui è sempre la cultura di arrivo a doversi adattare a quella di chi arriva, episodi come questo si moltiplicheranno. La scuola italiana deve tornare a essere il luogo in cui si insegna prima di tutto l’italiano, la storia e i valori della nostra civiltà. Altrimenti, non sarà più “inclusiva”: sarà semplicemente sostituita.

Lezione di arabo negli asili italiani: padre ritira il figlio ultima modifica: 2026-03-25T23:44:44+00:00 da V
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