Minori intoccabili, possono anche sgozzare la prof: almeno diteci se si chiama Giorgio o Mohammed?

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By V marzo 26, 2026 22:24

Minori intoccabili, possono anche sgozzare la prof: almeno diteci se si chiama Giorgio o Mohammed?

I media e le autorità sono addirittura arrivati a mostrare il video dell’accoltellamento. Senza alcun rispetto per la vittima. Ma guai dire il nome o mostrare il vosto di chi voleva sgozzarla. E sapeva benissimo di poterlo fare senza corre alcun rischio.

**IN ITALIA SI PROTEGGE LA PRIVACY DEI DELINQUENTI. I MINORI? DIVENTANO INTOCCABILI. E LORO LO SANNO PERFETTAMENTE.**

**Trescore Balneario (Bergamo), 26 marzo 2026** – Basta. È ora di dirlo chiaro e tondo, senza giri di parole ipocriti: in questo Paese la privacy dei delinquenti minorenni è più sacra della vita delle vittime.

Un tredicenne entra a scuola con un coltello, una maglietta con scritto “VENDETTA”, una pistola scacciacani e un piano premeditato. Filma tutto in diretta Telegram. Colpisce la professoressa Chiara Mocchi alla gola e all’addome mentre lei è in corridoio. Poi scappa. E mentre lo fa, sa benissimo una cosa: **non può essere punito**. Perché ha 13 anni. Perché la legge del 1930 lo considera ancora “incapace di intendere e di volere”.

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E infatti, nel suo “manifesto” intitolato *La soluzione finale* pubblicato la sera prima su Telegram, lo scrive nero su bianco: «So di non essere imputabile perché ho 13 anni».

Lo sa. Lo sanno. Lo sfruttano. Lo pianificano.

E noi? Noi non possiamo nemmeno sapere come si chiama. Vietato. Top secret. Riservato. La Procura dei Minorenni di Brescia e i carabinieri blindano tutto. Il nome del ragazzo che ha tentato di ammazzare un’insegnante davanti ai suoi compagni **non deve uscire**.

Eppure siamo curiosi, cavolo.
Si chiama **Giorgio** o **Mohammed**?

Perché *Il Giorno* ha scritto che ha padre italiano e madre straniera, ma il resto della stampa continua a ripetere come un mantra «13enne di origini italiane» per non scontentare nessuno.

È questa la vergogna italiana.

Un sistema che protegge più l’aggressore che la vittima. Un codice penale che considera un tredicenne armato e lucido come un bambino che ha rubato una caramella. Un Paese dove un ragazzo può studiare il piano perfetto, annunciare su Telegram che vuole uccidere la prof, i genitori e chiunque gli dia fastidio, eseguire l’aggressione in diretta… e poi finire in una comunità protetta con un bel sorriso, senza una riga sul casellario penale.

Intoccabile.

Mentre Chiara Mocchi lotta tra la vita e la morte in ospedale (anche se ora sta migliorando), mentre i suoi studenti sono traumatizzati a vita, mentre i genitori di tutta Italia si chiedono se domani toccherà ai loro figli, il 13enne è già “protetto”.

Basta ipocrisia.

Abbassare l’età di imputabilità non è “repressione”. È **giustizia minima**. È rispetto per chi lavora, per chi insegna, per chi vuole solo vivere senza dover avere paura di un ragazzino che sa di poter fare quello che vuole perché tanto “è minorenne”.

Fino a quando continueremo a tutelare la privacy di chi accoltella invece della sicurezza di chi insegna?

Fino a quando un minore violento potrà dire “tanto non mi succede niente” e avere ragione?

La domanda è semplice: **si chiama Giorgio o Mohammed**?

E soprattutto: quando la smetteremo di proteggerli e inizieremo a proteggere noi?

Basta. L’Italia è stufa.

Minori intoccabili, possono anche sgozzare la prof: almeno diteci se si chiama Giorgio o Mohammed? ultima modifica: 2026-03-26T22:24:53+00:00 da V
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By V marzo 26, 2026 22:24
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1 Comment

  1. Torquemada marzo 26, 23:31

    Azzurra Barbuto ha scritto su x . com che è marocchino

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