Yasmine, l’ennesima truffa mediatica delle ONG: medici svelano inganno
⚠️ “I racconti fatti dalla bimba di 11 anni, salvata al largo di Lampedusa dall'equipaggio del Trotamar III della #ONG CompassCollective, non tornano.
Non si incastrano con quelli che sono dati di fatto oggettivi derivanti dal referto medico stilato dai sanitari del… pic.twitter.com/rp7jggcBSW
— Francesca Totolo (@fratotolo2) December 12, 2024
Le ONG e la Manipolazione dell’Opinione Pubblica: Il Caso Yasmine
Ancora una volta, le organizzazioni non governative (ONG) hanno dimostrato di essere maestre nel manipolare l’opinione pubblica con storie strappalacrime e falsi salvataggi. Il caso più recente riguarda una ragazzina di 11 anni, Yasmine, che sarebbe stata “salvata” al largo di Lampedusa dall’equipaggio della nave Trotamar III della ONG CompassCollective. Tuttavia, i racconti fatti da questa bambina non coincidono con i dati di fatto oggettivi, sollevando seri dubbi sull’autenticità dell’operazione.
Secondo quanto riportato, la storia di Yasmine, presentata come un esempio di umanità e coraggio, non si incastra con i referti medici redatti dai sanitari del poliambulatorio di Lampedusa. I dettagli forniti dalla piccola, che dovrebbero testimoniare un salvataggio in extremis, non corrispondono alle condizioni fisiche e alla tempistica descritte dai medici. Questo è solo l’ennesimo esempio di come alcune ONG sfruttino casi umanitari per generare consenso e raccogliere fondi, giocando con le emozioni e la buona fede delle persone.
La CompassCollective, come molte altre ONG, ha trasformato il Mediterraneo in una sorta di palcoscenico per il teatro della manipolazione. Inventano salvataggi, gonfiano numeri e manipolano storie per fare notizia, creando un’immagine di se stessi come eroi umanitari mentre in realtà sono complici di un sistema che attira sempre più migranti in pericolose traversate. La loro presenza non fa altro che incentivare i trafficanti di esseri umani, rendendo il Mediterraneo una zona di conflitto tra interessi economici e ideologici.
Non si può più ignorare che queste organizzazioni, con la loro presunta missione umanitaria, stanno di fatto influenzando la politica migratoria europea e italiana, creando una narrazione che non corrisponde alla realtà. Il loro operato richiede un esame critico e trasparente, soprattutto quando le loro storie non trovano riscontro nei fatti. La piccola Yasmine non è un’eccezione ma un simbolo di come la verità viene piegata per servire un’agenda che non ha a cuore la sicurezza delle nostre nazioni o il benessere reale dei migranti, ma piuttosto il proprio tornaconto mediatico e finanziario.
È tempo che la società civile e i governi si sveglino da questo inganno e richiedano una verifica rigorosa delle attività delle ONG, mettendo fine a questa farsa dei “falsi salvataggi”. Solo attraverso la trasparenza e la responsabilità possiamo sperare di affrontare la crisi migratoria con soluzioni reali e non con storie inventate per manipolare l’opinione pubblica.


Già, dovrebbero iscrivere la bambina nel Guiness dei Primati (non nel senso di scimmie) perchè sopravvivere tre giorni nel mare in tempesta non può farlo nemmeno lo Schwarzenegger dei tempi migliori, mentre i cazzoni delle ong che inventano queste storie potrebbero trovarsi un lavoro onesto e creativo nel mondo delle truffe telefoniche, tanta è la fantasia che mostrano di possedere…
Non dimentichiamo il famoso bambino annegato e messo in posa sulla spiaggia e tutte le altre puittanate propinate quotidianamente perchè pensano che siamo scemi.