La sinistra cancella il Natale in nome dell’Islam

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By V dicembre 12, 2024 12:25

La sinistra cancella il Natale in nome dell’Islam

Dalla Festa del Natale alla “Festa del Bell’Inverno”: La Sinistra Vuole Decostruire L’Italia per Favorire l’Islamizzazione

La sinistra italiana, in nome di un’apparente inclusività, sta portando avanti un’operazione di cancellazione metodica del Natale, trasformandolo in una celebrazione generica e priva di radici. Non è solo una “decostruzione” del Natale; è un’aperta dichiarazione di guerra contro la nostra cultura e tradizione, per fare spazio all’islamizzazione dell’Italia.

In questa guerra contro il Natale, la sinistra ha iniziato con l’eliminazione delle parole, sostituendo “buon Natale” con “festa del bell’inverno”. Ma non si ferma qui. I presepi, simbolo cristiano per eccellenza, sono sotto attacco. Il quotidiano “il Domani” ha pubblicato un articolo che ci si chiede perché ci sia ancora un presepe in una scuola italiana. È palese che l’obiettivo non è l’inclusività, ma la sostituzione culturale. Se il presepe è razzista ed esclusivo, perché allora si permette la celebrazione del Ramadan, che non è meno esclusivo?

La sinistra vuole che l’Italia si pieghi alla nuova realtà demografica, dove le nostre tradizioni sono considerate offensive per chi non le riconosce. Il Parlamento europeo ha visto il ritorno del presepe solo dopo anni di cancellazione, ma questo è solo un piccolo passo indietro rispetto al piano di islamizzazione che la sinistra promuove.

Le città italiane, una volta illuminate da “Merry Xmas” e “Buon Natale”, ora si accontentano di “bel hiver” o “divertimento invernale”. A Saint-Denis, Nantes, Angers, e Bruxelles, i mercatini di Natale sono stati ribattezzati con termini che escludono qualsiasi riferimento alla cristianità, favorendo invece una neutralità che in realtà è un omaggio all’islamizzazione progressiva.

Questa non è più solo una questione di “inclusività”; è un piano strategico per erodere l’identità cristiana e occidentale dell’Italia. La sinistra italiana mostra una chiara ipocrisia: critica le luminarie “Merry Xmas” nei comuni di destra, ma permette o addirittura promuove l’uso della stessa parola nei comuni da loro governati, come a Manduria, dove una scintillante “Xmas” decora la piazza principale.

L’obiettivo è chiaro: islamizzare l’Italia, sostituire le nostre festività con quelle di un’altra cultura che non ha intenzione di integrarsi, ma di prevalere. Le scuole, le piazze, e le istituzioni stanno diventando campi di battaglia culturali, dove la sinistra si schiera apertamente con chi vuole cancellare il nostro passato per costruire un futuro dove l’Islam predomina.

Dobbiamo resistere a questa offensiva ideologica, riconoscere che questa non è inclusività, ma invasione culturale. La sinistra sta vendendo l’anima dell’Italia per compiacere il suo nuovo elettorato, ignorando il patrimonio culturale e religioso che ha definito il nostro paese per secoli. È un’offensiva contro la nostra identità, e dobbiamo combatterla con tutte le nostre forze per preservare il vero spirito del Natale e la nostra civiltà.

La sinistra cancella il Natale in nome dell’Islam ultima modifica: 2024-12-12T12:25:48+00:00 da V
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By V dicembre 12, 2024 12:25
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2 Comments

  1. xx dicembre 12, 13:42

    Basterebbe solo riportare i migranti a casa loro…

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  2. lorenzoblu dicembre 12, 20:25

    La chiesa di una volta condannata. In maniera categorica all inferno
    I froci
    Le lesbiche
    Gli atei
    Gli abortisti
    Coloro che predicano. L eutanasia
    I satanisti
    I massoni
    I beduini, leggetevi le memorabili memorie di santa Alfonso Maria dei Liguori che prende in giro l l’imbecille di maometto

    Insomma la vera chiesa condanna a morte quelli di sinistra alla Bonino fratoianni et immondizia similare, ma non quella falsa ed ermetica bergoglioniana
    Per cui quelli fanno di tutto per distruggere la chiesa
    La chiesa di oggi è piena di froci comunisti e stanno cercando dall interno di destrutturarla per distruggerla, ma come disse Cristo

    et portae inferi non praevalebunt adversus eam
    ma non ci riusciranno

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