Islamici comprano chiesa a Napoli: crocifisso rimosso, diventerà moschea
**Allarme Rosso: L’Islamizzazione Avanza, Basta Immigrazione Islamica Regolare!**
Un fatto gravissimo scuote Napoli e l’intera Italia: dalla facciata dell’antica chiesa di Santa Caterina al Foro Magno, venduta a un acquirente pakistano, è stato rimosso il crocefisso centenario, simbolo di fede e identità per il quartiere. L’operazione, avvenuta il 5 agosto 2025 sotto gli occhi impotenti della Curia, prelude alla trasformazione dell’edificio in una nuova moschea, la quarta nel rione, in un’area già satura di attività commerciali gestite da pakistani. Questo non è un semplice cambio di proprietà: è un attacco frontale alla nostra cultura cristiana, un passo verso l’islamizzazione forzata che minaccia di cancellare le nostre radici. L’unica soluzione è l’azzeramento immediato dell’immigrazione islamica regolare.
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### Un Simbolo Sacro Strappato
Il crocefisso, testimone di secoli di devozione e legato alla storia di Masaniello, che si sposò qui nel 1641, è stato brutalmente eliminato su richiesta dell’acquirente pakistano, che intende trasformare la chiesa in un centro culturale islamico. La rimozione, avvenuta in silenzio e senza spiegazioni, ha scatenato l’indignazione degli abitanti, che vedono in questo gesto la perdita di un simbolo identitario. La Diocesi, vendendo il palazzo, ha consegnato un luogo sacro a mani che lo profaneranno, mentre nel mondo i cristiani muoiono martiri per difendere il loro crocefisso. È un oltraggio che grida vendetta.
### Un Quartiere Sotto Assedio
Napoli, città dal glorioso passato cristiano, sta diventando un terreno di conquista. La moltiplicazione delle moschee e delle attività pakistane nel quartiere ha già trasformato il tessuto sociale, alimentando il disagio degli autoctoni. La quarta moschea in zona non è un segno di “multiculturalismo”, ma di una sostituzione culturale in atto. Le parole del vicesegretario della Lega Silvia Sardone e del senatore Gianluca Cantalamessa, che denunciano il rischio di calpestare le nostre tradizioni, sono un grido di allarme che le istituzioni locali, colpevolmente silenziose, ignorano. Non è integrazione: è un’invasione pianificata.
### L’Islamizzazione Strisciante
La rimozione del crocefisso e la trasformazione di una chiesa in moschea sono il simbolo di un processo di islamizzazione che avanza senza freni. Mentre i cristiani perseguitati nei Paesi islamici vengono uccisi per il loro credo, in Italia cediamo i nostri luoghi sacri a chi li trasforma in luoghi di culto alieni. Questo non è un caso isolato: è la prova che l’immigrazione islamica regolare – sostenuta da politiche permissive – sta erodendo la nostra identità. Ogni nuovo arrivo porta con sé un’agenda che mina le nostre fondamenta, e le istituzioni, anziché difenderci, si voltano dall’altra parte.
### Azzerare l’Immigrazione Islamica: Ora o Mai Più
Non possiamo più permetterci di restare inerti. L’islamizzazione non è un’ipotesi, ma una realtà che si concretizza sotto i nostri occhi. La vendita di Santa Caterina e la rimozione del crocefisso sono un monito: se non agiamo, perderemo tutto. Chiediamo a gran voce l’azzeramento immediato dell’immigrazione islamica regolare, un blocco totale per fermare l’invasione culturale e religiosa. Serve un intervento deciso: chiusura delle frontiere, revoca dei permessi a chi non si integra, e tutela dei nostri simboli e del nostro patrimonio. Napoli e l’Italia intera devono rialzarsi, difendendo la loro anima cristiana contro chi vuole sradicarla. Il tempo delle mezze misure è finito: è una questione di sopravvivenza.


L’Islam avanza!
Fanculo!
H.H.!
Al posto dei napoletani mi vergognerei…