Asti, 17enne strangolata a Nizza Monferrato: carabinieri salvano immigrato da linciaggio

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By V febbraio 7, 2026 11:35

Asti, 17enne strangolata a Nizza Monferrato: carabinieri salvano immigrato da linciaggio

**Nizza Monferrato, l’orrore senza fine: Zoe Trinchero, 17 anni, strangolata e gettata nel rio. I residenti puntano il dito su un immigrato con gravi disturbi mentali, salvato dai Carabinieri da una folla inferocita**

Nizza Monferrato (Asti), 7 febbraio 2026 – Un’altra ragazza italiana non tornerà a casa. Zoe Trinchero, appena 17 anni, è stata trovata morta nelle acque del rio Nizza, in pieno centro abitato. Non si è trattato di un incidente, né di un annegamento accidentale: sul corpo evidenti i segni di una violenza feroce. Trauma cranico, segni di strangolamento, lividi sul viso, abrasioni. È stata uccisa a mani nude e poi abbandonata nel canale come un rifiuto.

La sera prima Zoe era uscita con gli amici, aveva trascorso qualche ora in compagnia nei locali del paese. A un certo punto si è allontanata. Gli amici, preoccupati, l’hanno cercata per ore. Fino a quando un residente, affacciato alla finestra di casa propria, ha scorto il corpo nell’acqua e ha chiamato i soccorsi. I carabinieri del comando provinciale di Asti hanno immediatamente aperto un’indagine per omicidio. L’autopsia chiarirà i dettagli, ma il quadro è già agghiacciante: femminicidio brutale.

E qui entra in scena la parte che i giornali mainstream cercano di edulcorare o tacere del tutto.

Decine di cittadini, esasperati, si sono radunati sotto l’abitazione di un giovane immigrato – residente da anni nel paese ma pur sempre straniero – noto alle forze dell’ordine e ai servizi sociali per gravi problemi psichiatrici. Lo stesso soggetto che in passato aveva manifestato comportamenti aggressivi, in particolare verso le donne, e che aveva lasciato scritte offensive e minatorie. La folla era convinta che fosse lui l’autore del delitto. L’indignazione è montata rapidamente fino a trasformarsi in assedio. I Carabinieri sono intervenuti in massa per sottrarre il ragazzo alla collera popolare e lo hanno portato via “per ragioni di sicurezza”. Al momento non risulta formalmente indagato, ma i residenti non hanno dubbi: per loro è l’unico sospettato plausibile.

Il post che ha fatto il giro dei social, pubblicato da Francesca Totolo, riassume perfettamente lo stato d’animo della comunità:

Il ragazzo è stato “protetto” dalle forze dell’ordine. Giusto, la legge va rispettata. Ma resta la domanda che brucia e che nessuno vuole porre con la necessaria durezza: perché un immigrato con disturbi psichiatrici gravi, con precedenti di aggressività documentati, continuava a circolare liberamente in un piccolo paese piemontese? Perché non è stato internato, rimpatriato o almeno sottoposto a misure di sicurezza reali?

Quante volte ancora dovremo leggere la stessa litania – “era seguito dai servizi”, “era noto alle forze dell’ordine”, “soffriva di problemi mentali” – prima di ammettere che l’immigrazione senza regole e senza controlli seri sta trasformando le nostre città e i nostri paesi in luoghi pericolosi per le nostre figlie?

Zoe era una ragazza normale, da poco barista, conosciuta e voluta bene da tutti. È uscita per una serata tra amici ed è finita strangolata in un canale. Un copione che si ripete con frequenza inquietante: vittima italiana, sospettato straniero con patologie psichiatriche, rabbia popolare che viene poi bollata come “razzismo” o “caccia alle streghe”.

No. Non è razzismo. È la reazione disperata di una comunità che non ne può più di contare cadaveri.

I fiori sul ponte del rio Nizza sono già comparsi. Ma i fiori non salvano vite. Servono provvedimenti immediati e duri: screening reali sugli immigrati con disturbi mentali, espulsioni quando il pericolo è evidente, stop all’accoglienza indiscriminata che scarica sui territori italiani soggetti ingestibili.

Altrimenti la prossima Zoe sarà la figlia di qualcuno di noi. E a quel punto non basteranno più né le candele né le lacrime. Servirà giustizia vera. Prima che sia troppo tardi.

Asti, 17enne strangolata a Nizza Monferrato: carabinieri salvano immigrato da linciaggio ultima modifica: 2026-02-07T11:35:05+00:00 da V
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By V febbraio 7, 2026 11:35
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1 Comment

  1. Ul Gigi da Viganell febbraio 7, 14:09

    Quando ho letto la notizia sul media “serio che dice sempre la Verità” ho notato subito l’imbarazzo del giornalista che glissava sulle origini del sospettato e ho capito che si trattava di un baluba… perchè se si fosse trattato di uno dei nostri ci avrebbero sottolineato anche le sue presunte idee politiche, inevitabilmente di Destra perchè suo Bisnonno era nato nel 1922 e quindi aveva partecipato alla Marcia su Roma… vabbè, questi giornalisti sono di sinistra, quindi sono scemi 😉

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